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Aronne Perugini, due anni da presidente. "La mia Provincia? Ascoli voleva 11 milioni, hanno pagato loro anche le spese legali"

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"Vantiamo un credito di 3.2 milioni dalla Regione per i soldi spesi dal primo gennaio 2015 al primo aprile 2016 per le funzioni non fondamentali. Le abbiamo gestite per 15 mesi, anche se spettavano alla Regione. Ora attendo il rimborso”.

di Raffaele Vitali

FERMO – Presidente Aronne Perugini, domenica sarà il suo ultimo girono alla guida dell’Ente. Come lascia la Provincia di Fermo?

“Partiamo dai conti. Lascio un bilancio approvato con entrate certe. Con economie già predisposte per il futuro. Un ulteriore mezzo milione di investimenti per la viabilità oltre ai 700mila già fatti è sul tavolo”.

Contenziosi con la Provincia di Ascoli, li ha risolti?

“C’erano tre decreti con cui Ascoli ci chiedeva 11 milioni di euro. Ho chiuso ieri l’ultima pratica e non gli abbiamo dato un solo euro. Anzi, con la seconda transazione qualcosa è tornato a noi. Si sono anche accollati le spese legali per l’opposizione. Una vicenda che ci trascinavamo dalla fondazione della Provincia e che ora il mio successore non si troverà”.

Come immagina l’Ente del futuro?

“I tagli vanno rivisti, perché altrimenti la ordinaria manutenzione della viabilità non si potrà più fare. Qui abbiamo bisogno di investire: dalle rotatorie alla Mezzina. Vantiamo un credito di 3.2 milioni dalla Regione per i soldi spesi dal primo gennaio 2015 al primo aprile 2016 per le funzioni non fondamentali. Le abbiamo gestite per 15 mesi, anche se spettavano alla Regione. Ora attendo il rimborso”

Come agirete per averli?

“La Regione ha deciso di dare 4milioni ad Ascoli per permettergli di chiudere il Bilancio. Io ho dato pare contrario, visto che anche un anno fa Ascoli aveva fatto parte del leone a fronte di un conguaglio mai arrivato. Quest’anno la decisione è stata presa ad Ancona senza accordo. Spetterà al nuovo presidente alzare di nuovo la voce”.

Due anni da presidente, cosa resta?

“Due milioni e mezzo investiti sula viabilità e la chiusura dei contenzioni. Ma soprattutto la gestione del passaggio delle funzioni, del personale e degli immobili alla Regione. E approvazione dei due bilanci di previsione, cosa che non tutte hanno fatto, a dimostrazione di una buona gestione”.

Dal punto di vista politico?

“L’accordo sull’ospedale ci ha visti protagonisti, abbiamo lottato sulla centrale a biomasse, con un nuovo ricorso al tar della Powercrop che affronteremo, abbiamo cercato di riaffermare il ruolo politico dando un valore all’assemblea dei sindaci, penso anche alla gestione del terremoto. Viabilità, scuole, ambiente e urbanistica restano sul tavolo da un punto di vista amministrativo. L’assemblea dei sindaci è il posto dove il peso della Provincia è politica”.

Momenti difficili?

“Alluvione, terremoti, i problemi mediatici con l’omicidio di Emmanuel. Situazioni in cui l’Ente che guidavo ha tenuto la barra dritta rappresentando al meglio un territorio che è integrazione e capacità di lavorare”.

E ora con il No che accade?

“La Del Rio si basava sulla riforma costituzionale. Oggi resta un Ente di rango costituzionale. Non dico di riportare le funzioni, ma una riflessione sul fatto che siano enti di secondo grado va fatta. Dobbiamo tornare all’elezione diretta e chi guida la Provincia deve avere una indennità. Per questo ci vogliono risorse e possibilità di assumere personale. Qui da due anni c’è stato un fuggi fuggi generale. Chi poteva, come dipendente, ha chiesto la mobilità anche se molto legati. Ho provato ad arginare, ma non posso biasimare chi esce”.

Un plauso a…

“Ai dipendenti in primis. In questo Ente ci sono professionalità che sono risorse per tutto il territorio e vanno valorizzate. E ho trovato un attaccamento all’Ente che va al di là dei doveri legati al rapporto di lavoro”.

Perugini, quali le sue incompiute?

“Il Ponte di Rubbianello non più. I lavori stanno partendo quindi lo considero fatto. La Variante di Amandola? Stiamo aspettando il Tar per poter far partire i lavori. La variante Girola è al progetto esecutivo, essendo cambiato il codice degli appalti in corsa. Rotonde attese e mai fatte? Penso alla messa in sicurezza della Mezzina che ha bisogno di risorse. Poi le richieste sono decine da parte dei sindaci. Ma avendo poche risorse abbiamo fermato il non ordinario. Se arrivano i soldi dalla Regione, finanzieremo il nuovo”.

Nuovo polo scolastico, qui o altrove?

“Lo immagino qui in Provincia. Ci si può ampliare e sopraelevare. Errani ha detto che rimborserà non solo i danni ma anche il miglioramento. Faremo un ragionamento con le scuole per ricostruirla d’accapo. Farle fuori costa uguale e dà maggiore sicurezza. Immagino un ampliamento di questa struttura in scuole medie ed elementari di Fermo oltre al Classico. Poi se c’è dà integrare ci penserà la Provincia con il Comune di Fermo”.

Lascia una squadra compatta.

“Tutti hanno lavorato. Tutti parlano di Pompozzi mio braccio destro. In realtà il suo era uno dei settori chiave e quindi giustamente visibile. Ambiente e scuola lo hanno impegnato e ha fatto un ottimo lavoro. Ma devo sottolineare anche Romanelli che al Bilancio, nell’ombra, ha lavorato con forza. E con loro un grazie ai sindaci per l’ottimo rapporto di collaborazione e hanno capito la situazione”.

A proposito di soldi, ma l’assessore regionale Cesetti ama ancora la sua Provincia?

“Penso e spero di sì. Ma il problema soldi è serio, la regione deve trovare una soluzione”.

Presidente, la Provincia è viva. Lo Stato lo capirà?

“Fino al referendum la Provincia era parola tabù. Ora non è più così”.

@raffaelevitali

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