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Hospice, l'angolo di sanità dove si respira vita: donazioni, impegno e un Abbraccio ai pazienti

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Inaugurata la nuova sala multimediale: il giovane Luca Gramegna Tota ha aperto suonando il pianoforte, Dante Vecchiola ha sottolineato subito il valore della collaborazione.

 

MONTEGRANARO – Non è un paradosso, l’Hospice di Montegranaro è un luogo pieno di vita, quella che ogni familiare e ogni medico e infermiere, oltre ai volontari dell’Abbraccio, garantisce a chi è ospitato. Ancora id più oggi. “Siamo qui per dire grazie, oltre che per inaugurare la sala multimediale” esordisce Luciano Pini, presidente de L’Abbraccio. Il grazie va al Lions Fermo-Porto San Giorgio, al Rotary, alla Inner Wheel che ha realizzato i murales, alla Fondazione Carifermo con il presidente Palma, “l’Abbraccio merita la nostra vicinanza”, e al Comune.

Il giovane Luca Gramegna Tota ha aperto la mattinata suonando il pianoforte, Dante Vecchiola (Lions) ha sottolineato il valore della collaborazione: “Siamo alla fine di un percorso, iniziato a marzo con un concerto organizzato dagli Amici della musica con Francesco Di Rosa proprio per l’Hospice. Un percorso fatto di amicizia e solidarietà che ci vuole vicini. Grazie anche alla Finproject e alla Sgm di Montegranaro”.

L’amicizia è la parola che torna nella nuova sala. Giuseppe Corvani (Rotaary) è lo stilista del bello, ma anche chi ha disegnato con Vecchiola, “un collega semplice e determinato”, questa iniziativa: “E presto la nuova iniziativa, metteremo l’area condizionata”. E scatta il lungo applauso. L’Inner Wheel ha perso da poco la presidente Giuseppina, ma non si è tirata indietro la nuova: “Abbiamo donato i murales, per colorare questo spazio e dare un po’ di allegria in primis ai volontari. E anche noi vi aiuteremo per l’area condizionata, è una promessa”.

Il momento più toccante con la lettura di due brani scritti da familiari che hanno vissuto il reparto: “Questo tempo lungo poteva essere doloroso e triste, grazie a voi che fate l’Hospice ogni giorno. Per noi è stato un tempo di vita buona, fatto di simpatia e compassione, abbracci e chiacchiere, il vostro amore, il vostro lavoro bene fatto”. Sono queste le parole che risuonano accompagnate dalla chitarra di Francesco Gramegna Tota.

È un riconoscimento a chi lavora e dona il suo tempo, una conferma che quanto fa il reparto di oncologia del Murri guidato da Bisonni che coordina l’Hospice, affidato all’umana medicina del dottor Bascioni, è eccellente. Impossibile dire quello che davvero avviene dentro l’Hospice, un luogo che va vissuto e in cui, a dispetto di quanto si creda, si respira vita, fino all’ultimo istante.

“Sono dieci anni che l’Hospice è aperto. Ricordo i primi tempi, quando qualcuno lo voleva chiudere. L’impegno di tutti l’ha fatta crescere. un vero grazie va all’Abbraccio che ci ha permesso di dare di più. visitando altri Hospice di riferimento nazionale, quello che ci invidiano è l’associazione, che altrove non esiste” commenta Bascioni affiancato dalla coordinatrice Maria Rosaria Borriello, “servono incontri e confronti, noi abbiamo bisogno di confrontarci ed elaborare ogni caso, che è diverso dall’altro. Ogni familiare vive la sua storia, ci serviva questa sala. L’Abbraccio per noi è un abbraccio”, e dal primario Renato Bisonni: “Un momento difficile vissuto in un contesto così vicino alle persone è la riprova che chi lavora qui si spende non solo con il tempo, ma con il cuore. Qui non si dà la cura, ma la carezza all’anima. E in questo il dottor Bascioni è unico”.

In chiusura una canzone scritta da una delle pazienti e resa musica dal laboratorio di musicoterapia che accompagna le ore di chi nell’Hospice trova la sua casa grazie al tanto che viene dato: musicoterapia, massaggi shiatsu, pet therapy con i cani, presto l’aromaterapia in accordo con l’Unicam, consulenze legali e previdenziali, l’estetista e la parrucchiera, laboratori di cucina, lettura e scrittura e le immancabili feste con il capodanno passato tutti insieme. “Lugo di vita, luogo di attenzione alla persona” conclude Pini che sogna di contaminare sempre più persone con la passione di chi entrando dentro l’Hospice ha come obiettivo solo quello di abbracciare chi ha di fronte.

Raffaele Vitali

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