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Branchesi e Latini, a Montegranaro si divide anche l'anima femminile della politica

branche latini serafino

Divise verso il voto, la prima è candidata a sostegno di Gastone Gismondi, la seconda di Ediana Mancini, ma figlie della stessa matrice di sinistra.

MONTEGRANARO – Una cosa è certa, a Montegranaro la parità dei sessi nella politica c’è. Non solo perché c’è un sindaco donna uscente, ma perché in entrambe le liste ci sono figure di livello del mondo femminile e non per riempire una lista ma con chance di elezione. Due esempi sono Franca Branchesi e Laura Latini. Divise verso il voto, la prima è candidata a sostegno di Gastone Gismondi, la seconda di Ediana Mancini, ma figlie della stessa matrice di sinistra. O almeno così parrebbe.

Franca Branchesi è stata alla guida dell’amministrazione comunale fino al 1999 e al suo fianco aveva un giovanissimo Aronne Perugini, oggi dall’altra sponda: “Lasciai una città con una zona industriale che pullulava di aziende, si era insediato da poco anche lo stabilimento Prada, che dava lavoro a gente di Montegranaro” sottolinea.

Laura Latini, invece, è la segretaria del Pd veregrense e consigliera comunale uscente: “Dopo che per anni abbiamo vissuto in questa conca d'oro purtroppo per certi versi, per fortuna per altri, Montegranaro è globalizzata e insieme a tutto il resto è arrivata anche la crisi. Un'amministrazione non può fare molto o quanto meno non sarà solo consolando le persone che vedremo miglioramenti reali”.

Nessuna consolazione, ma una fotografia amara per l’ex sindaca. “Oggi vedo una Montegranaro triste e arrotolata su se stessa. Quell’energia, speranza, forza e giovinezza di quella primavera non ci sono più. Viviamo una sfiducia figlia anche dello scoramento, della crisi, del lavoro che non c’è e delle fabbriche che fanno fatica, dove tante famiglie che 20 anni fa vivevano nel benessere oggi faticano a garantire un futuro ai propri figli”. L’era dorata che non c’è più e che la Branchesi, insieme con Gismondi, pensa di poter ricreare. Quell’era che la Latini non insegue: “Il nostro ruolo non è ecclesiastico, e quindi buoni propositi, sermoni, morali e compagnia cantante li lascerei a chi risulta più credibile, a noi la capacità di proporre e realizzare politiche effettive. E se a Gismondi e alla Branchesi dieci anni in due non sono bastati, con cinque non credo ci stupiranno. Ciò di cui non sembrano essersi resi conto, è che siamo nel 2019 e non è più il tempo delle "operazione nostalgia", è il tempo dell'azione, del coraggio e del lavoro, la politica di questi signori, quella da prima repubblica per intendersi, questo Paese non se la può più permettere”.

Visioni diverse di chi c’era e oggi torna protagonista come Franca Branchesi, “Gismondi da sindaco non dovrà saper solo amministrare, dovrà ricucire un territorio e anche una comunità, riaccendere animi, menti e passioni di questa città”, da chi c’è e crede di avere fatto come Laura Latini che ribatte puntando sul lavoro, cavallo di battaglia di chi oggi accusa la Mancini: “Abbiamo fatto ripartire l'area industriale, innescato l'iter per il riconoscimento dell'area di crisi complessa, potenziato l'Informagiovani, ridato vita commerciante a viale Gramsci”.

Tra le due donne della politica veregrense resta la Montegranaro ferita, per più ragioni. “Sono legata a questa città, che mi ha sempre riservato un grande affetto, per questo sono pronta a mettere la mia esperienza a disposizione” conclude la Branchesi. “Il tessuto sociale è sfaldato è vero, lo ha capito anche la Branchesi che vive da anni fuori da Montegranaro, a causa delle tante, troppe, associazioni culturali schierate e usate per far carriera politica” la chiusura pungente della segretaria Pd.

@raffaelevitali

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