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Montegranaro, Salvini con Lucentini e Gismondi: piazza gremita. Province, prostituzione, cannabis, made in e agenti per la questura

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Prima di salire sul palco ha incontrato anche i vertici delle istituzioni di Fermo, la prefetta Vincenza Filippi e i vari comandi. FOTO E VIDEO

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – I tre boati più grossi di una pienissima piazza San Serafino, Matteo Salvini li incassa con tre parole: immigrazione, Boldrini e castrazione chimica. Tre cavalli di battaglia. Il primo lo cavalca con i numeri, aggiungendoci, dal palco di Montegranaro, il lato umano: "La mia soddisfazione più grande è avere dimezzato morti e dispersi nel Mediterraneo, che era diventato una fossa comune”. Sulla Boldrini, ex presidente della Camera e volto della Sinistra, il vicepremier gioca quando parla delle regole europee, delle etichette che dicono tutto tranne le cose importanti: “Se lo mangi la Boldrini il pesce congelato che arriva dalla Turchia, io voglio il made in Italy, voglio quello fresco che arriva dai nostri pescatori”. Infine, l’ultimo tema: la castrazione chimica: "Abbiamo raccolto già 100mila firme e andiamo avanti”. La gente applaude.

Del resto, Matteo Salvini può dire tutto quello che vuole, la folla è con lui. Non c’è neppure un piccolo presidio di contestazione, non ci sono neppure quelli che di solito si incuneano in mezzo alla fola degli aficionados, a Montegranaro l’opposizione al ministro dell’Interno resta in silenzio, inerme. E lui promette, promette e fa anche. È infatti arrivato con un’ora di ritardo ‘giustificato’. “Mi sono fermato a Civitanova Marche per incontrare il prefetto e il questore di Macerata che è diventata la prima provincia italiana senza negozi di cannabis: oggi ne hanno chiusi tre”.

Prima di salire sul palco ha incontrato anche i vertici delle istituzioni di Fermo, partendo dalla prefetta Vincenza Filippi. C’era il questore, c’era il colonnello dei carabinieri, c’erano tutti e Salvini li ha ringraziati più volte per “il lavoro che fanno e perché grazie alle forze dell’ordine nell’ultimo anno i reati sono calati del 15%”. Forze dell’ordine che a Fermo sono in numero ridotto. Lo sa, ma non fa promesse questa volta: “Abbiamo appena investito 124 milioni per la Polizia di Stato per assunzioni e adeguamento stipendi. Non si può far tutto subito. Ieri ho incontrato i sindacati a Roma, conoscono la situazione e sanno quello che faremo. Apriamo questure, potenziamo comandi, un passo per volta. E così alzeremo lo stipendio dei vigili del fuoco, cominciando magari da quelli di Fermo che a breve avranno il comando provinciale”.

Per stare ad altri temi locali, che il candidato alle Europee Mauro Lucentini ricorda, ci sono le sanzioni alla Russia, “se avremo la forza questa volta cambieremo la scelta europea” ribadisce il ministro, e il made in Italy, “che sarà la mia battaglia prioritaria a Bruxelles dove fino a oggi ho sempre perso”. Poi tanto altro, dalla Bolkestein rinviata alle tasse passando per quota cento con più di una signora che urla da in mezzo alla piazza il suo grazie per aver abolito la Fornero. Infine le Province: “Non mi piacciono le vie di mezzo, o è bianco o è nero. Così non hanno senso. Il genio della riforma ha fatto spendere più soldi, per cui è giusto ridare funzioni e risorse”.

“Come vedete, facciamo. E faremo ancora di più dopo il 26 maggio e il prossimo anno quando dobbiamo prendere il controllo politico della regione Marche, mandando a casa Ceriscioli” tuona Lucentini facendo esplodere la folla in un urlo di gioia e grinta. E se non fosse chiaro Salvini, che alla fine si ferma a farsi un selfie dal palco con centinaia di persone, arriva in maglietta a maniche corte con scritto ‘liberiamo le Marche’. Vuole tutto il vicepremier e lo vuole partendo da Montegranaro, passando per Bruxelles e infine Ancona. Dietro di lui Lucentini, che ha la sua felpa d’ordinanza ‘in Europa con Lucentini’, ha radunato tutti i protagonisti delle elezioni locali. Dall’amico Gismondi, che parte emozionato e poi si scioglie in una serie di proclami pro Salvini e Lega, ai candidati di Amandola, Saccuti, Monte San Giusto, Monte Urano, Mazzaferro che si fa il selfie di rito, Civitanova, sindaco e assessore, e via dicendo, fino al senatore Arrigoni, che è quello tra tutti che fa lo spot maggiore a Lucentini, nonostante la presenza sul palco dell’altro candidato sambenedettese Bollettini.

Montegranaro alla fine ha risposto ‘bene’ al sogno di Lucentini, per dovere istituzionale c’era anche il sindaco Ediana Mancini ad ascoltare il ministro che vorrebbe farla andare a casa: “Non ci credevo che l’avrei portato a Montegranaro e invece è qui con una piazza stra piena. È bellissimo” prosegue il responsabile del tesseramento Lega nelle Marche. Forse anche Salvini, abituato ai bagni di folla, resta sorpreso, le 17 sono un orario anomalo. Ma in questo momento è l’unico leader che tira e che può permettersi di aprire ogni giorno un file diverso. Quello del 9 maggio è la prostituzione: “Molto meglio da legalizzare rispetto alla droga, fare l’amore di certo non fa male se regolamentato, sicuro, no in mano alla criminalità. Ma non mettiamo troppa carne sul fuoco, ne parleremo”. Magari a Porto Sant’Elpidio.

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