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Antonelli riparte da Gismondi: 'Non sono io il popolusita, ma la Mancini con la sua squadra'

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La terza nota di demerito verso il mondo Mancini è che comandavano tutto due assessori forti che hanno segnato la legislatura con le “loro” grandi opere come palazzetto di San Liborio e viale Gramsci. “Gli altri dovevano genuflettersi e tacere".

MONTEGRANARO – Mentre l’attuale maggioranza depositava in comune la lista con cui correrà il 26 maggio alle elezioni che valgono il posto da sindaco e diconsigliere a Montegranaro, l’ex presidente del consiglio, Walter Antonelli, interviene per spiegare le ragioni del grande salto. Antonelli, infatti, è passato dalla maggioranza alal candidatura con Gastone Gismondi, ovvero l’opposizione. “Avevo scelto 5 anni fa la Mancini per la capacità di condividere le scelte. Un metodo che purtroppo è stato completamente disatteso dalla Giunta”.

Ecco la ragione per cui ha cambiato cavallo: la mancata partecipazione, l’assenza di condivisione. “UN esempio è il regolamento delle case popolari (leggi) che con forza volevo, riprendendo tra l’altro quello regionale che obbliga tutti i partecipanti di dichiarare gli immobili posseduti, non solo gli italiani. Ho portato subito in Consiglio le modifiche che recepivano la normativa regionale, ma il segretario del PD di Montegranaro non dava il suo assenso a ciò che il PD regionale aveva approvato”. Seconda differenza con la maggioranza Antonelli l’ha vissuta nei servizi sociali: “In materia di politiche sociali, ho trovato assurdo prevedere dei contributi di sostegno al reddito di modesta entità, con somme una tantum, che poi in larga parte il Comune tratteneva per compensare debiti verso l’Ente. Neanche la famigerata Equitalia si sarebbe comportata in modo così umiliante nei confronti delle fasce più in difficoltà della cittadinanza, perché aveva quanto meno una progressività con una base intoccabile. Anche in questo caso, come per il regolamento sulle case popolari, si è perpetrata l’ingiustizia verso gli italiani, obbligati a dichiarate tutti i possedimenti, diversamente dagli stranieri”.

La terza nota di demerito verso il mondo Mancini è che comandavano tutto due assessori forti (Ubaldi e Perugini) che hanno segnato la legislatura con le “loro” grandi opere come palazzetto di San Liborio e viale Gramsci. “Gli altri dovevano genuflettersi e tacere. In maggioranza sono stati proposti gli orti sociali, ma la richiesta è caduta nel vuoto. Abbiamo oltre 50 persone in lista d’attesa per la casa di riposo, ho sollecitato spesso l’esigenza di affrontare il problema, ma sono rimasto inascoltato. Si potrebbero ristrutturare alloggi nella parte vecchia della città da adibire a casa famiglia, per collocarvi persone autonome o semiautonome, fornendo così collocazione a parte delle persone in lista d’attesa. Io vivo del mio lavoro e vorrei restituire alla collettività ciò che ho avuto. Solo stando tra la gente, ascoltandola, si conoscono certe realtà. Abbiamo molti anziani non autosufficienti tenuti in famiglia tra mille difficoltà e senza alcun aiuto. Vogliamo dar loro delle risposte?”. Antonelli immagina di darle se vincerà la lista guidata da Gismondi: “Mi hanno definito populista. Credo che populisti lo siamo stati 5 anni fa, effettuando promesse che non abbiamo mantenuto”.

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