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Delizie per il palato e bellezza naturale, il mondo delle Marche prende 'Il Volo' a Sanremo con l'acuto della Zanicchi

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La serata è trascorsa piacevole, merito di un grande chef, Pierpaolo Ferracuti, che ha conquistato tutti i palati. Un menu basic ed elegante per il Galà della Stampa che Montegranaro ha reso made in Italy.

di Raffaele Vitali

SANREMO – Il ‘Volo’ le Marche l’hanno spiccato quando il trio amato dagli americani, tornato a Sanremo per vincere la 69esima edizione, ha fatto il suo ingresso dentro il roof del Casinò della città dei fiori. È stato il momento del boato, superato solo quando Iva Zanicchi, star della serata, ha ritirato il premio per la sua infinita carriera. Telecamere, macchine fotografiche, cellulari, bastoni per i selfie e tutto quello che potesse rendere infinito quel momento sono entrati in azione. Ed è in quel preciso istante che dietro la ‘Zingara’ più famosa d’Italia è partito il video promozionale realizzato da Marcafermana, seguito da quello della regione Marche, per far conoscere il Fermano ai 200 invitati al Gran galà della Stampa. Un video accorciato nella sua parte iniziale della ballerina che non piaceva ai social, che ha accompagnato la Zanicchi nel suo personale show concluso in un tête-à-tête con la sindaca di Montegranaro Ediana Mancini: “Sindaco, vorrei essere marchigiana solo per sentirla parlare di nuovo della sua terra. una regione meravigliosa e se poi ci fossero anche delle belle scarpe…” e via con il suo sorriso e gli applausi scroscianti. L’hanno colpita le parole della prima cittadina, quel “terra integra e bella, piena di angoli magnifici tra scarpe e cibo”.

La consacrazione per le Marche, perché saggiamente la piccola provincia non ha venduto solo sé stesso ma una intera regione che è stanca di sentirsi definire ‘nascosta’. Eppure è così, la riprova anche dai tassisti: ‘Venite dal centro Italia, si sente’. Ma di più non era possibile chiedergli di riconoscere.

La serata è volata via piacevole, merito di un grande chef, Pierpaolo Ferracuti, che ha conquistato tutti i palati. Un menu basic ed elegante, con un antipasto da mangiare con le mani, un coniglio alla cacciatora dai sapori orientali dentro un panino cinese, un primo che raccontava il brodetto sangiorgese abbinato al pesto per un connubio ci olori, un secondo, con un manzo cotto per 36ore che si tagliava con la forchetta tanto era morbido, e un dolce, la rivisitazione di un tiramisù che il passito ha reso. Il tutto accompagnato dai vini di Terra Fageto che scorrevano senza sosta grazie alle giovani e abili mani dei ragazzi di sala dei due alberghieri fermani, Sant’Elpidio a Mare e Porto Sant’Elpidio. Non facile anche per loro gestire l’emozione, sapere che di fronte avevano una platea qualificata. Anche se i look e le movenze di tanti ospiti devono averli rasserenati.

Perché tra abiti al limite dell’accettabile, scollatura rese perfette da chirurghi estetici e un numero indefinito di selfie, tutti hanno cercato un momento di popolarità, provando a distogliere gli occhi per un attimo da quel palco su cui si sono alternati Valeria Marini, con scarpe Loriblu, e Marino Bartoletti, produttori discografici e politici, fino a Saturnino, lo storico bassista, ascolano, di Jovanotti.

Chi non è passata inosservata nel suo abito coloro oro è Annarita Pilotti, la presidente di Assocalzaturifici, tra i main sponsor della serata organizzata dalla consigliera comunale di Montegranaro Laura Latini. “Il Festival di Sanremo esporta il bello nel mondo, proprio come noi con il Micam, ci unisce anche la storia: 87esima edizione noi, 69esima voi e un solo filo conduttore: il made in Italy. La musica è arte, così il fare le scarpe che coniuga stile e saper fare”.

È un continuo cambiare piano di discussione, anche ai tavoli, perché l’alternanza di momenti di divertimento con l’attenzione per le parole di chi parla è alta. Del resto, seduta c’è la stampa, più o meno qualificata, oltre un pezzo di Marche con l’assessore Beverati, l’imprenditrice Ciriaci, la cortesia di NeroServizi e la bellezza di miss Italia che in ogni occasione ricorda la sua terra, ferita due anni fa dal sisma e oggi pronta ad accogliere turisti e investitori.

Non è mai arrivato Claudio Baglioni, non c’era il presidente della regione Luca Ceriscioli, che ha peso un’occasione per parlare con forza delle Marche, ma alla fine Stefano Pompozzi ha messo tutti d’accordo: “Vi offriamole Marche, vi offriamo paesaggi, vi offriamo bellezza, vi offriamo il meglio”. Quello che il Galà della Stampa ha lasciato sul tavolo è un mondo fatto di lustrini e paillette, lontano dalla concretezza marchigiana e ancora di più dal Fermano che vive sul saper fare e quindi sul concreto. Ma è un mondo che la moda e il turismo incontrano e cercano di pilotare. Giusto esserci, giusto brindare a Montegranaro e a chi ha avuto il coraggio di sfidare i grandi partendo dal piccolo e bello che l’economista Foà ha reso un modello.

@raffaelevitali

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