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Mezzina insanguinata: semafori o rotatorie, nulla basta se l'uomo non frena

mezzinamorto

Ma lungo la provinciale che dalla zona di Molini Girola (di Fermo) arriva fino a incrociarsi con la provinciale Brancadoro (in territorio di Sant'Elpidio a Mare) sono numerosi i tratti in cui si sono verificati incidenti con conseguenze gravi.

MONTEGRANARO - Il tragico incidente che è costato la vita a Gessica Sgariglia, 33 anni, di Montegranaro, nella mattina di Pasquetta è solo l'ultimo in ordine di tempo, di un lunghissimo elenco di sinistri che, negli anni, hanno caratterizzato (e funestato) la strada provinciale Mezzina. I semafori all'incrocio tra la Mezzina e la provinciale Elpidiense (gli unici presenti lungo tutto il tracciato) sono stati installati anni fa proprio per limitare i rischi di incidenti in quel crocevia pericoloso, che era stato scenario di diversi scontri. Purtroppo, l'altra mattina, neanche quelli sono stati utili ad evitare il peggio visto che un'auto è passata con il rosso.

Ma lungo la provinciale che dalla zona di Molini Girola (di Fermo) arriva fino a incrociarsi con la provinciale Brancadoro (in territorio di Sant'Elpidio a Mare) sono numerosi i tratti in cui si sono verificati incidenti con conseguenze gravi, purtroppo in diversi casi anche mortali, per le persone coinvolte e i fiori sulle piccole lapidi poste ai bordi della carreggiata, dai parenti delle vittime di quella strada, ne sono la mesta conferma. Sorpassi azzardati, incroci non rispettati o poco visibili, sbandamenti per l'asfalto reso viscido dal maltempo o per la scarsa manutenzione del manto stradale, l'eccessiva velocità, una guida distratta: le cause degli incidenti sono molteplici.

Provvedimenti ne sono stati presi, negli anni: una segnaletica più puntuale, segnali luminosi nei pressi degli incroci più a rischio perché meno visibili; l'installazione del tutor per un lungo tratto (con obbligo di transito entro i 90Km/h); gli speedy check alcuni dei quali non sono stati utilizzati praticamente mai e sono rimasti inutili spauracchi per gli automobilisti che, una volta compreso il 'trucco', li hanno ignorati del tutto; i semafori in un unico incrocio; una convenzione che inizialmente aveva dato i suoi frutti ma di cui ora si sono perse le tracce, tra la polizia provinciale e quelle municipali dei Comuni che insistono lungo la Mezzina.

Oggi torna in auge la richiesta di una rotatoria. Ma se non è un semaforo roso a fermare la folle corsa di chi guida distratto, perché dovrebbe riuscirci una costosa rotatoria che richiede conoscenza del codice della strada ancora maggiore pr capire chi deve dare la precedenza? Meglio ragionare sulla riduzione degli avvallamenti pericolosi nel tratto tra l'incrocio per Torre San Patrizio e quello per Monte Urano; sul migliorare la visibilità in alcuni punti critici sia nei tratti curvosi, sia all'altezza dei numerosi imbocchi da strade laterali. L’incrocio mortale ha già il suo alto livello di sicurezza, ma il piede dall’acceleratore è solo l’uomo che può alzarlo.

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