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Amandola

Ricostruzione, ok definitivo della Regione Marche al progetto. L'ospedale di Amandola può partire

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La Regione: “L’ospedale di Amandola si connota, a causa della configurazione della rete stradale e dei tempi di trasferimento per l’utenza ai più vicini centri sanitari provinciali (1-1,5 h in media per Ascoli Piceno e Fermo), come unico riferimento per il territorio montano".

di Raffaele Vitali

AMANDOLA - “A seguito della crisi sismica verificatasi a partitre dal 24/08/2016, visto il denneggiamento subito ed il permanere delle condizioni di rischio per il presidio ospedaliero di Amandola, sono state effettuate le necessarie verifiche sismiche il cui esito ha condotto alla scelta di ricostruire una nuova struttura, il cui costo stimato ammonta a circa 18 milioni di euro”. Tutto è partito da qui, dalla volontà della Regione Marche, pressata con forza dal sindaco Adolfo Marinangeli, di ricostruire. Una volontà che ieri si è concretizzata definitivamente con il decreto numero 66 che sancise l’approvazione definitiva del progetto di fattibilità tecnica ed economica per la realizzazione della nuova struttura ospedaliera di Amandola presentato dalla società Kos Care s.r.l.

Ora in mano la Regione e il sindaco Adolfo Marinangeli hanno il progetto definitivo ed esecutivo, il che significa che si può andare a gara, non appena completati esproprio e variante urbanistica da parte del Comune. Ma anche qui è tutto pronto, mancava solo l’ok al decreto per dare il via all’iter. Un’accelerazione importante quella data dalla Regione che il 18 maggio ha approvato lo schema di accordo per la realizzazione degli interventi di ricostruzione post sisma degli immobili inerenti l’edilizia sanitaria, il 29 maggio ha siglato l’accordo per la realizzazione degli interventi e la nomina dei ruoli tecnici previsti dal codice dei contratti pubblici. Il tempo di diventare Rup e l’ingegner Bartoli ha firmato il decreto che Amandola stava aspettando dopo che già era stata individuata l’area, Piandicontro, su cui realizzare il presidio.

“L’ospedale di Amandola si connota, a causa della configurazione della rete stradale e dei tempi di trasferimento per l’utenza ai più vicini centri sanitari provinciali (1-1,5 h in media per Ascoli Piceno e Fermo), come unico riferimento per il territorio montano che necessità di un ospedale polifunzionale all’interno della rete sanitaria regionale. In tale ottica, previo avvio dei necessari contatti con la multinazionale russa "Compagnia petrolifera Rosneft" per acquisire la disponibilità al coofinanziamento dell’opera, con D.G.R. n. 423 è stato approvato lo schema di contratto di donazione di risorse da parte della stessa Società per azioni  in favore della Regione Marche, per la costruzione del nuovo ospedale di Amandola e in data 14/07/2017 si è proceduto alla stipula del contratto di donazione per un importo pari a 5 milioni di euro. L’Ordinanza n. 37 del Commissario straordinario per la ricostruzione dell’8 settembre 2017 ha approvato il Primo programma degli interventi di ricostruzione, riparazione e ripristino delle Opere Pubbliche nei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici a far adata dal 24 agosto 2016, tra cui all’Allegato 1 – Nr. 92 il nuovo Ospedale di Amandola per un importo pari a 13,0 M€” ricorda la Regione con un breve sunto.

L’iter amminsitrativo, considerando la complessità, è stato abbastanza veloce. Prima i russi, poi a ottobre 2017 la proposta delal Kos di sponsorizzare il progetto accettata a dicembre e di consegnarlo entro 120 giorni non appena terminati gli incontri con l’Asur Marche e l’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche oltre al comune di Amandola. Sulla base delle risorse è stata elaborata la fattibilità tecnica dallo Studio Iadanza di Isernia, partendo da principi inderogabili come l’umanizzazione “intesa come centralità della persona. Al fine di umanizzare le cure e l’assistenza sono previsti servizi non peculiari e tipici dell’ospedale quali ad esempio la hall con bar, terrazzi vivibili e biblioteca. Inoltre particolare cura sarà data alla scelta dei colori e degli arredi delle stanze di degenza e dei reparti che dovranno evidenziare la familiarità del luogo di cura e non l’aspetto tecnico”. Partendo da qui si è ragionato sull’integrazione con il territorio e la città. Stabiliti i prinicipi guida, inclusa l’orizzontalità della struttura (foto) che consente di articolare le aree in funzione dell’intensità di cure, inoltre le degenze sono concentrate in aree assistenziali propriamente dette al fine di ridurre i percorsi del personale di assistenza.

Nel progetto spicca anche che – spiega la regione nel decreto di assegnazione - “le aree sono state pensate per avere anche un’altra destinazione, ovvero il soggiorno dei reparti può/ deve diventare camera di degenza”. Al termine, all’interno dell’ospedale ci saranno: Area accoglienza e servizi non sanitari; Area diagnostica e terapia; Area degenza; Area diurna ed ambulatoriale; Area servizi territoriali; Area RSA; Area interventistica; Area servizi sanitari; Area servizi logistici; Area servizi tecnologici e di supporto. Il tutto su 10mila metri quadri distribuiti su due piani fuori terra ad eccezione del nucleo centrale che si svilupperà su tre piani in elevazione.

“L’area esterna sarà adibita a parcheggi, aree verdi, giardino terapeutico, aree di relax e di sosta, caricoscarico merci e alcune parti saranno adibite ad impianti. Per assicurare all’edificio un ottimo comfort ed al tempo stesso una sicura sostenibilità energetica, l’edificio è stato concepito in modo tale da limitare le dispersioni termiche, ottimizzare l’irraggiamento naturale nella stagione fredda e schermare i raggi solari diretti in quella calda. I suddetti obiettivi, potranno essere raggiunti con l’eliminazione di tutti i possibili ponti termici, con l’adozione di un efficace sistema costruttivo basato su materiali particolarmente performanti ed innovativi, infissi con profili a taglio termico completi di vetro a bassa trasmittanza e la realizzazione di elementi come i brise soleil, inseriti a sud del fabbricato, che proteggeranno le facciate dell’edificio dal diretto soleggiamento evitandone il surriscaldamento. Con uno studio approfondito dei materiali e delle tecnologie costruttive è possibile realizzare un edificio a basso consumo di energia” è la chiusura della nota tecnica a supporto di un progetto che costerà 18 milioni. L'ospedale dovrebbe essere pronto entro il 2020.

@raffaelevitali

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