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Amandola

Post sisma, scandalo Cas. Amandola anticipa la Finanza: contributi annullati dal Comune tramite la commissione interna

mariangeli stop

“Noi – spiega il sindaco Adolfo Marinangeli - abbiamo immediatamente costituito una commissione comunale formata dai dirigenti degli uffici: tecnico, polizia municipale, ragioneria, anagrafe e segretario a presiedere. Un organo totalmente apolitico".

di Raffaele Vitali

AMANDOLA – C’è sempre la voglia di poter guadagnare soldi facili, soprattutto quando si è in difficoltà. e così nascono gli scandali, come quello che ha portato alla luce 120 casi di uso improprio dei Cas, i contributi di autonoma sistemazione per chi ha perso la casa in cui viveva durante il terremoto. “Per ora sono stati individuati 120 soggetti” ha ribadito il comandante maceratese della Guardia di Finanza (LEGGI) che prevede che esistano almeno altre 50 posizioni oggetto di indagine, tali da raggiungere contributi indebitamente percepiti per oltre 900.000 euro. Gli interessati ora dovranno rispondere di truffa aggravata in danno dello Stato, falsità ideologica in atto pubblico, indebita percezione di erogazione in danno dello Stato, inosservanza dei provvedimenti dell'autorità, i reati ipotizzati.

Di fronte a questo quadro, c’è anche chi si è difeso preventivamente. È il caso di Amandola che paga 181mila euro al mese di Cas, sono poco più di 700 le persone interessate, mentre in totale sono stati versati 2,8 milioni dal terremoto del 2016. “Noi – spiega il sindaco Adolfo Marinangeli - abbiamo immediatamente costituito una commissione comunale formata dai dirigenti degli uffici: tecnico, polizia municipale, ragioneria, anagrafe e segretario a presiedere. Un organo totalmente apolitico. Si riuniscono ogni due mesi, verificano le pratiche nuove ma soprattutto fanno un sorteggio e selezionano il 10% dei Cas, facendo partire controlli che sono molto approfonditi: dichiarazioni, pratica presentata, verifica delle bollette dell’Enel e del gas per certificare che l’edificio era abitato “.

Una commissione che all’inizio venne anche criticata, come se l’Amministrazione non si fidasse dei suoi cittadini, ma che invece ha permesso fino a ora di evitare procedimenti penali e tutelare gli onesti, che sono quasi la totalità. “Amandola continua nelle sue verifiche, partendo dalla domanda del Cas presentata dopo il sisma che necessitava dell’ordinanza di inagibilità, della dichiarazione di dimora abituale e continuativa dell’abitazione danneggiata dal sisma”. Tutto questo avveniva sotto dichiarazione, nel caos del post sisma i sindaci non sono riusciti a verificare gli atti, ma è qui che entra in gioco la commissione interna, almeno ad Amandola. “E quindi non deve stupire che ora arrivino le prime scoperte” prosegue Marinangeli.

Ad Amandola si è passati da 1100 Cas ai 700 di oggi. Il 90% vive in seconde e terze case di Amandola “e questo ci ha permesso di far tornare quasi tutta la popolazione”. Stessa condotta per Montefortino, che ha puntato sulle case inutilizzate non chiedendo casette e garantendo il più possibile il rientro della popolazione. Controlli preventivi e continuati e questo ha permesso ad Amandola di scoprire anche qualche domanda non corretta, con tanto di sospensione del Cas. “Un malessere nazionale, ci si prova sempre a fare i furbi. Ma noi continuiamo a vigilare, la commissione continua ad agire, controllandone 8 -10 ogni volta che si riunisce. Funziona come sistema, un sindaco da solo non può verificare tutto” conclude Marinangeli.

i ‘furbi’ scoperti sono una goccia in mezzo a un mare, non va dimenticato. Perché a oggi sono 179 milioni e 996.214 euro i fondi usati per i Contributi di Autonoma Sistemazione per i terremotati delle Marche che hanno scelto di andare in alloggi in affitto. Secondo dati forniti dalla Regione Marche, ne usufruiscono 27.321 persone. Il 9 settembre 2016, subito dopo la prima devastante scossa del 24 agosto, avevano scelto il Cas in 3.516. Nel mese di novembre 2016, dopo le scosse di fine ottobre il numero è balzato a 21.950. Poi il numero ha seguito un andamento fluttuante, legato all'esito delle rilevazioni sull'agibilità delle case, ma anche all'assegnazione delle Sae: qualcuno infatti ha optato per la casetta.

@raffaelevitali

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