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Amandola

Poste italiane senza cuore: con un camion porta via le scrivanie dagli uffici di Amandola

posteitalianechiuse

“Recapito e consegna posta a giorni alterni nelle aree del sisma. L’operazione è iniziata nella provincia di Fermo, proseguirà nel Maceratese e nell’Ascolano. In provincia di Fermo, nella zona del terremoto, le zone di recapito sono 23, dovrebbero scendere a 18".

AMANDOLA – Un flash mob della Cgil, la protesta dei sindaci, ma Poste Italiane non si ferma. Una lettera può tardare, ma non lo smantellamento degli uffici destinati ai portalettere di Amandola. È questa la decisione della società che ha deciso di disinvestire sui Sibillini, noncurante di chi sta lottando ogni giorno, con ogni risorsa, per uscire dal post sisma. tra una raccomandata e l’altra si preferiscono i conti alle persone.

“Recapito e consegna posta a giorni alterni nelle aree del sisma. L’operazione è iniziata nella provincia di Fermo, proseguirà nel Maceratese e nell’Ascolano. In provincia di Fermo, nella zona del terremoto, le zone di recapito sono 23, dovrebbero scendere a 18. Inaccettabile, perché mentre Governo e Regione sono impegnati a rilanciare le aree interne colpite dal sisma, Poste Italiane si comporta in modo opposto” ha commentato Maurizio Di Cosmo, segretario generale Cgil Fermo.

L’amarezza è tutta nelle parole del sindaco Adolfo Marinangeli: “Mi sono trovato davanti il camion delle poste che voleva portar via i mobili dell'ufficio portalettere. Ha anche lampeggiato un lampione per parcheggiare senza autorizzazione in uno spazio non previsto. Siamo, come sindaci della montagna, profondamente delusi da questo atteggiamento di insensibilità delle Poste italiane che senza dare una risposta alle tante lettere e proteste avanzate dai comuni del cratere, dalla Regione Marche, dall'Anci Marche e dai sindacati regionali hanno attivato il loro piano di chiusura e razionalizzazione del servizio postale, servizio pubblico e di prima necessità”.

A Marinangeli è arrivato l’appoggio di molti sindaci, a cominciare da Massimo Castelli, coordinatore Anci piccoli Comuni:” MI dispiace, avevamo concordato con Poste italiane di prendere decisioni concordate. Interverremo subito con ogni mezzo”.

“Chiedo ufficialmente appoggio all'Anci nazionale ed ai colleghi Sindaci in questa battaglia di dignità e di rispetto. Grazie per la solidarietà” conclude Marinangeli che ha ricevuto chiamate da Calcinaro e Mangialardi, per citare alcuni dei primi cittadini entrati subito in azione.

Raffaele Vitali

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