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Amandola

Amandola punta sull'arte: recupero dei dipinti del 1600 per il nuovo museo

restauroamandola

La prima opera su cui si sta lavorando è “San Michele e Tobiolo” ed è stata sottoposta ad un “consolidamento puntuale. Una fase che consiste nel fissare la colorazione, poiché in diversi punti la pellicola pittorica non era ben coesa alla tela.

AMANDOLA – Tutto in casa, per non perdere il collegamento con la propria anima. Studio, recupero, catalogazione, manutenzione restauro dei dipinti, patrimonio storico di Amandola. Il tutto utilizzando il secondo piano dell’ex collegiata, diventano un angolo dell’Università di Urbino e dei suoi tecnici guidati dal professor Pisani. Fase di studio in attesa che venga completato il deposito/museo di opere d'arte salvate dal sisma per cui Amandola ha lottato, in accordo con la Sovrintendenza ai beni culturali, evitando che tutte le opere dei Sibillini venissero portate ad Ancona.

“Grazie alle informazioni acquisite tramite macchinari ad infrarossi, ora il Professor Pisani, docente presso l’Università Carlo Bo di Urbino, ha potuto intraprendere il lavoro di conservazione e restauro delle opere seicentesche, intitolate “San Michele e Tobiolo” e “Sant’Agata”, che prima degli eventi sismici erano contenute nella Chiesa di San Francesco e nella sede comunale” spiega il sindaco Adolfo Marinangeli.

La prima opera su cui si sta lavorando è “San Michele e Tobiolo” ed è stata sottoposta ad un “consolidamento puntuale. Una fase che consiste nel fissare la colorazione, poiché in diversi punti la pellicola pittorica non era ben coesa alla tela. Usando una soluzione collosa, composta in parte da acqua e pelle di coniglio, il Professor Pisani ha consolidato in modo particolare i margini del quadro che presentavano diverse lacune di colore. Quest’ultime sono dovute, molto probabilmente, al fatto che in passato il bordo dell’opera è stato ripiegato al momento del cambio del telaio” prosegue il primo cittadino.

Si è passati poi ala stuccatura e alla reintegrazione pittorica. Ora con l’ausilio di soluzioni acquose e miscele solventi, il restauratore procederà anche con il test di pulitura della pellicola pittorica. “In passato – spiega Pisani - l’opera era protetta con una verniciatura composta da resina naturale e con il passare degli anni tale resina si è ingiallita, facendo perdere alla tela il suo vero colore. Quindi, nel momento in cui viene rimosso questo strato di resina, il dipinto riacquisterà la sua colorazione originale”.

Ultimo step, un nuovo telaio. I lavori verranno completati entro giugno. Poi il dipinto sarà messo a disposizione di Amandola all’interno dell’ex collegiata che nel piano di Marinangeli diventerà un museo d’arte.

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