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Amandola

Posta a rischio tra i Sibillini, sindaci in rivolta. La commissaria De Micheli chiama i vertici della società

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Il problema è che i portalettere, ad Amandola sono 5, potrebbero finire a Servigliano e da lì farli muovere ‘a necessità’. “Ma come è pensabile fare una scelta di questo genere?” si chiede Marinangeli che insieme ai colleghi della montagna ha attivato ogni canale di azione.

AMANDOLA - Non chiude l’ufficio postale dei Sibillini, ma la distribuzione della posta, secondo il piano dell’azienda, passerà dalla consegna quotidiana a un giorno sì un giorno no o “su necessità”. Il che potrebbe significare uno sì e anche due no. “Inaccettabile” ha tuonato il sindaco di Montefortino che ha portato sui giornali la questione: “Le poste italiane sono un servizio indispensabile, esso rappresenta, insieme ad altre grandi società dello Stato, i veri gioielli di famiglia, che troppo spesso, ahimè, si svendono nei mercati rionali tipo Porta Portese”.

Il vicino di casa, il sindaco di Amandola Adolfo Marinangeli, ha subito chiamato il responsabile Centro Italia di Poste italiane, che ha sede a Bologna, del servizio distribuzione Vincenzo Furfaro: “La gente è andata via, la presenza cala. Lavoriamo per farli tornare con grande fatica, se aggiungiamo un’altra difficoltà, invece che potenziare, è un segnale negativo. Questo gli ho detto” spiega il sindaco.

Il problema è che i portalettere, ad Amandola sono 5, potrebbero finire a Servigliano e da lì farli muovere ‘a necessità’. “Ma come è pensabile fare una scelta di questo genere?” si chiede Marinangeli che insieme ai colleghi della montagna ha attivato ogni canale di azione.

Il primo è passato per Fabrizio Cesetti e l’assessore regionale si è già interessato, mettendo a conoscenza del piano anche il presidente Ceriscioli, il secondo per Paola De Micheli, la commissaria alla ricostruzione. L'onorevole De Micheli ha garantito la telefonata ai vertici di Poste Italiane”.

Si lotta quindi per non togliere ulteriori speranze di normalità ai Sibillini. “L’invito che rivolgo ai colleghi sindaci, all’Anci e al futuro governo è che impediscano uno scempio del genere, perché, per quanti danni possa aver fatto il sisma del 2016, non sono mai paragonabili quelli che potrebbero fare una serie di manager sparsi in questo paese”. La sommossa ha prodotto Il primo risultato lunedì mattina ci sarà un incontro ad Amandola con i vertici di Poste Italiane. Arrivano per presentare il piano, ma anche per valutare modifiche. "Magari potevano farlo prima" commentano i sindaci.

Raffaele Vitali

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