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Amandola

L'ospedale di Amandola fa arrabbiare Confindustria: Melchiorri bacchetta Ceriscioli

Giampietro Melchiorri 2

Quello che Confindustria Centro Adriatico ha trovato inaccettabile è che “mentre gli abitanti del sud delle Marche si trovano a dover affrontare una ricostruzione da post terremoto, nelle Marche al plurale qualcuno che del terremoto sa solo quello che legge sui giornali si prenda la vetrina parlando di finanziamenti".

FERMO – Stoccata di Giampietro Melchiorri, vicepresidente vicario di Confindustria Centro Adriatico, al numero uno della Regione Marche , Luca Ceriscioli, e anche ai colleghi di Marche nord. “Con quale logica si presenta il nuovo ospedale di Amandola a Pesaro. Per quale motivo farlo lontano dal territorio, dimenticando il ruolo giocato anche dalle aziende locali, dalle sue associazioni, nel cammino di ripresa post terremoto?”.

La questione è esplosa dopo che il presidente Ceriscioli in occasione di un incontro con Igor Karavaev, presidente della Rappresentanza Commerciale della Federazione Russa in Italia, ha presentato il progetto definitivo realizzato e donato dal Gruppo Kos – Santo Stefano di Porto Potenza Picena. Lo stesso che il sindaco Adolfo Marinangeli ha portato negli incontri con i quartieri di Amandola dando garanzie sul 2020 come data ultima di realizzazione, partendo dai 5milioni id euro donati da una compagnia russa.

“Venire a sapere dalla stampa che il presidente della Regione ha scelto una location lontana dal Fermano e dal Piceno ci ha lasciato interdetti, nonostante sia successo durante il qualificato convegno ‘Le Marche incontrano la Russia’. Chissà se qualcuno dei presenti ha solo immaginato di spiegare all’ospite che le Marche sono una regione al plurale come la stessa Regione pontifica nei suoi costosi spot per cui l’ospedale si dovrà realizzare ad Amandola che non si trova esattamente nella provincia di Pesaro” prosegue Melchiorri. Che si fa portavoce della sezione sanità, amareggiata per la poca considerazione e tatto ricevuti.

Quello che Confindustria Centro Adriatico ha trovato inaccettabile è che “mentre gli abitanti del sud delle Marche si trovano a dover affrontare una ricostruzione, tra l’altro lenta, da post terremoto, nelle Marche al plurale qualcuno che del terremoto sa solo quello che legge sui giornali, il nord delle Marche si prenda la vetrina parlando di finanziamenti, come se li avesse intercettati lui. Quando il merito è tutto del territorio devastato dal sisma e in questo caso di Amandola”.

Secondo gli imprenditori piceno-fermani “giusto parlarne, ma non in quei termini e non quando nessuno al tavolo rappresentava il sud delle Marche. È stato un modo che rischia solo di dividere ancora una comunità, consapevolmente o meno, quando invece ci sarebbe bisogno di unità di intenti e di giuste vetrine sul territorio. Non si può andare tra i Sibillini solo per le casette o le macerie, è ora di cambiare anche la comunicazione portando le buone notizie, e gli investitori, dove serve. E in questo caso non a Pesaro. Il nostro invito anche al presidente Ceriscioli è di essere più presente e di porre la giusta attenzione ala sensibilità di chi ogni giorno lavora per ridare un futuro al territorio” conclude il vicepresidente di Confindustria Centro Adriatico.

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