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Amandola

Oltre al terremoto e alle pecore c'è di più, i Sibillini si raccontano tra National Geographic e Repubblica

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“Cinque mesi di lavoro” sottolinea Andrea Braconi, giornalista e instgramers, che ricorda “come sui Sibillini si possa passare del tempo senza paura, perché le strutture sono sicure e le persone sono pronte ad accogliere”.

FERMO – Quarto tour dall’agosto 2016 per Riparti dai Sibillini. Il primo a ottobre 2016, pochi giorni prima delle scosse che hanno colpito di nuovo le Marche. E ora si riparte, partendo dall’associazione Sibillini Segreti e Sapori di Giovanna Galbiati. In azione instagramers, blogger, fotografi e giornalisti nazionali e internazionali.

Gli emiliani Martina Nasso e Marco Tonelli hanno avuto l’idea, Luca Tombesi, food blogger con I racconti dello stomaco, è stato il primo a entrare in azione. Per tre giorni, da domani a domenica le tre province colpite dal sisma, Ascoli, Fermo e Macerata, saranno coinvolte in tre tour: ambiente, economia ed enogastronomia.

“Cinque mesi di lavoro” sottolinea Andrea Braconi, giornalista e instgramers, che ricorda “come sui Sibillini si possa passare del tempo senza paura, perché le strutture sono sicure e le persone sono pronte ad accogliere”. “Come lo sono le scuole, luogo che lega la gente alla propria terra” precisa il vicepresidente della Provincia, Stefano Pompozzi

Un ruolo lo gioca il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, “un ente fondamentale per lo sviluppo dei territori, ma deve crescere il dialogo con le altre realtà”, oltre ai partner che supportano il progetto come la Carifermo. Martina Nasso è una giornalista che collabora con Repubblica e il giornale della Protezione civile: “Sono arrivata con la protezione civile dell’Emilia Romagna. Con Marco abbiamo deciso di fare un reportage per parlare in modo diverso di questi territori. Volevamo far capire che non c’era solo il terremoto. Abbiamo respirato la voglia di rilanciare il territorio oltre i danni”.

È stato facile coinvolgere i colleghi, che hanno garantito poi pubblicazioni sulle singole testate: la Repubblica, National Geographic, La Stampa, The Telegraph, Gambero Rosso, Milano weekend (in arrivo Marche we), Venerdì di Repubblica, Lapresse e il regista della trasmissione Petrolio della Rai.

Il percorso ambientale si disloca tra confronti con i sindaci ad Amandola, e non solo, Gola dell’Infernaccio, Madonna dell’Ambro, “che oggi è interessata dl recupero milionario da parte della Carifermo” precisano gli organizzatori, Santa Maria in Pantano e Castelluccio. Nel percorso economico verranno visitate le aziende del territorio, gli agriturismi e le attività come Pasta camerino, Varnelli, Acqua Nerea e altre. Poi domenica spazio al food.

“Un progetto nato come una passeggiata mia nelle strutture dopo il terremoto. Era il momento delle disdette delle prenotazioni. Mi sono confrontato con Braconi e Ilaria Barbotti, Igers Italia, e alla fine eravamo in 16 a girare sui Sibillini prima di quel terribile ottobre 2016. Sono rimasti tutti conquistati: basta venirci tra i nostri monti” precisa Luca Tombesi.

“Finiamola di parlare di quattro case rotte con le pecore. I Sibillini sono tante cose e sono un unico luogo, da Castelluccio a Visso passando per Amandola” conclude il food blogger. “Il turismo e l’attività rinasce con azioni concrete, non sempre simpatiche. Bello il servizio sul pastore che sopravvive e l’anziano che resta nella sua casa, ma c’è un indotto da ricreare. Bisogna andare oltre qualche click in più delle testate che mettono in primo piano i mobiletti dei bagni che cadono nelle Sae, perfettamente integre. Quel click è un passo indietro per la rinascita dei Sibillini” precisa Pompozzi, in questo caso come presidente di Marcafermana.

Fare comunità è la strada. “Abbiamo una sfida epocale. Un inglese, Colin, che ha 74anni e vive da tempo sui Sibillini, dopo la scossa si è seduto davanti alla sua casa e piangeva. L’ho raggiunto e gli dissi una cosa semplice: “Torna a casa tua, qui non ripartiremo tanto presto”. Invece lui ha deciso di restare, di non abbandonare i Sibillini. Lui come tanti altri. I tempi si allungano, specialmente per le case che erano di stranieri. Case bellissime e fragili, perché quando le hanno ristrutturate hanno puntato sul mantenimento della struttura più che sull’anti sismicità. L’associazione è il frutto di persone sensibili e si muove attorno a San Ruffino. Siamo un’associazione trasversale che include rifugi, B&b, agriturismi tutti uniti dalla volontà di accogliere” aggiunge Millozzi che chiede a chi possiede attività e le sta tenendo chiuse di affidarle all’associazione “ma a prezzi di affitto no alti, perché le possibilità non sono molte. Ma sarebbe utile per offrire nuovi spazi per iniziative che tornano, nonostante siano andati all’estero tanti giovani, come le Vele di San Ruffino, come il Filofest, come il Freedom trail che ripercorre la fuga dal campo di prigionia di Servigliano che ha coinvolto la zona di Garulla dove una decina di famiglie rischiarono la vita per aiutare chi fuggiva”.

C’è tanto da raccontare passeggiando sui Sibillini, anche storie di piante e animali, “un videomaker per mesi ha ripreso una antica fonte in mezzo ai monti che mostra la vita che passa” precisa Carlo Pagliacci, ai giornalisti il compito di riuscirci.

@raffaelevitali

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