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Amandola

Amandola, tac e radiologia infiammano il Consiglio regionale. Livini: "Priorità ai pazienti locali"

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La Pergolesi, 5 Stelle, però non ha trovato nella spiegazione data in aula il chiarimento atteso, che Livini paventa: “In linguaggio burocratese, l'Agenzia Regionale Sanitaria ammette che non si possono prenotare prestazioni diagnostiche al Cup".

di Raffaele Vitali

AMANDOLA – Finisce in Regione il ‘caso’ radiologia dell’ospedale di Amandola. A sollevarlo è stato il gruppo del Movimento 5 Stelle, per voce della consigliera Romina Pergolesi. La pentastellata contesta il fatto che non è più possibile prenotare gli esami passando per il Cup regionale. Pergolesi scrive nella sua interrogazione, presentata al presidente Ceriscioli, che questo avverrebbe dal primo maggio. “In realtà – spiega il direttore dell’Area Vasta 4, Licio Livini – sono state chiuse ora e le riapriamo il primo maggio. Per un motivo molto semplice: abbiamo tutti i posti riservati e creeremmo una lista che riempirebbe tutto l’anno. Invece, dobbiamo pensare in primis agli abitanti dei Sibillini, da Amandola a Comunanza passando per Montefortino. La strategia è proprio quella di bloccare le prenotazioni ogni quattro mesi per evitare tempi di attesa molto lunghi”. Questo però non toglie la possibilità alle urgenze: “Quelle sono garantite, sia chiaro” ribadisce Livini.

La Pergolesi però non ha trovato nella spiegazione data in aula il chiarimento atteso, che Livini paventa: “In linguaggio burocratese, l'Agenzia Regionale Sanitaria ammette che non si possono prenotare prestazioni diagnostiche al CUP, poiché essa preferisce privilegiare le prestazioni con livello di urgenza. A differenza di quanto scritto, non si tratterebbe di una “minore disponibilità per le prestazioni senza livello di urgenza” bensì della chiusura delle prenotazioni non urgenti presso il Cup. Secondo l’Asur, l'analisi delle prestazioni eseguite presso la Radiologia di Amandola ‘evidenzia l'ampia fruizione dei servizi da parte di cittadini non residenti / domiciliati nel territorio montano’. Per cui, chiudiamo a tutti per non far andare i fuori provincia?”.

È su questo che Livini non concorda: “L’obiettivo è proprio l’opposto. Certo, potremmo ragionare su un servizio full time, ma questo avrebbe un senso di fronte a un ospedale a pieno regime. La scelta di concentrare gli ambulatori nell’orario mattutino è in sintonia con l’uso di tac e radiologia”. Detto questo, per fugare ogni dubbio, Livini ribadisce: “Prenotazioni bloccate perché i posti verrebbero occupati da tutti i cittaidni delle Marche e gli amandolesi dovrebbero aspettare troppo”. Esattamente l’opposto da quello che in Consiglio regionale sostiene la Pergolesi: “Non possiamo condividere decisioni come questa che mettono in difficoltà i cittadini di un territorio già pesantemente colpito dal sisma. Auspichiamo la rapida riattivazione del servizio affinché possa garantire le sue funzioni a favore di tutta la popolazione della zona”. Visioni diverse, una politica, l’altra sanitaria, alla fine parleranno i pazienti. Del resto, l’Asur ha più volte detto, a fronte della richiesta del sindaco Marinangeli di ampliare l’orario della Radiologia, che se ce ne fosse bisogno non avrebbe problemi a rivedere il personale necessario.

@raffaelevitali

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