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Amandola

Il vescovo Pennacchio ad Amandola tra la neve. Una terremotata gli dona una foto: "Questa è la mia chiesetta, la ripara?"

rocco amandola

Al termine della cerimonia si è ritirato da solo nella cappella del beato Antonio per pregare. “Ci ha chiesto la storia del beato e del perché fosse così venerato e si è meravigliato per la devozione della nostra città” racconta il sindaco Adolfo Marinangeli che al patrono ogni anno dedica i momenti più belli e gioiosi di Amandola.

AMANDOLA – Per farlo sentire ancora in lucania, Amandola lo ha accolto tra i fiocchi di neve. L’arcivescovo Rocco Pennacchio ha voluto dare un segnale forte alla sua nuova comunità arrivando tra i Sibillini il giorno dopo il suo ingresso al duomo di Fermo come nuovo pastore (LEGGI). Nulla lo avrebbe fermato, voleva incontrare chi ha perso la propria casa. Figuriamoci se si faceva spaventare da due fiocchi. Prima di entrare nella chiesa del Beato Antonio, don Rocco ha incontrato le suore del convento di clausura di San Lorenzo, ospitate nella frazione di Marnacchia. Una preghiera con loro e poi l’arrivo in chiesa dove lo attendevano centinaia di persone.

E lui, come il giorno prima a Fermo, non si è negato. Ha ascoltato e ha regalato il suo sorriso. Una signora gli ha donato la foto della sua chiesetta in campagna, che è stata danneggiata. Non ha fatto promesse, ma è stato chiaro: “Vi sarò vicino non solo con la preghiera, perché seguirò la ricostruzione”. Pennacchio ha vissuto il sisma degli anni ’80 in Basilicata e non appena seppe delle scosse del 2016 si attivò. Da economo della Cei, senza avere la minima idea che poi sarebbe stato nominato arcivescovo della diocesi di Fermo, si attivò subito per trovare i fondi necessari a una prima assistenza alla popolazione. E oggi è qui e farà di più. “Tornerò presto per discutere con voi di problemi diretti, delle reali necessità durante questa lunga ricostruzione”.

Al termine della cerimonia si è ritirato da solo nella cappella del beato Antonio per pregare. “Ci ha chiesto la storia del beato e del perché fosse così venerato e si è meravigliato per la devozione della nostra città” racconta il sindaco Adolfo Marinangeli che al patrono ogni anno dedica i momenti più belli e gioiosi di Amandola.

Raffaele Vitali

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