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Amandola

Novità post sisma: norma 'salva Peppina', ricostruzione leggera più veloce e tasse mutui sospese

chiesafalerone

Per le aree colpite dal terremoto cambia quindi il panorama normativo con un emendamento del governo al decreto fiscale che di fatto riscrive l'ultimo decreto terremoto e rivede diverse norme anche per le aree terremotate degli anni passati, compresi quelli de L'Aquila del 2009 e quelli dell'Umbria e delle Marche del 1997.

AMANDOLA – Si cambia ancora. Per provare a migliorare. Sospensione più lunga per bollette e mutui, accelerazione della ricostruzione e soluzione al caso diventato famoso di nonna Peppina, la terremotata 95enne di San Martino di Fiastra, diventata simbolo degli sfollati perché «sfrattata» dalla sua casa in legno costruita vicino a quella danneggiata e che vive ora in un container per non abbandonare la zona dove ha vissuto.

Per le aree colpite dal terremoto cambia quindi il panorama normativo con un emendamento del governo al decreto fiscale che di fatto riscrive l'ultimo decreto terremoto e rivede diverse norme anche per le aree terremotate degli anni passati, compresi quelli de L'Aquila del 2009 e quelli dell'Umbria e delle Marche del 1997.

In primo luogo si prevede la sospensione fino al 2020 delle rate dei mutui sulle prime case e sulle attività produttive, inagibili o distrutte, inserite nelle zone rosse dei Comuni cratere del sisma del Centro Italia. Per gli edifici distrutti fuori dalla zona rossa c'è comunque la proroga della sospensione per tutto il 2018. Sempre per tutto il prossimo anno vengono anche sospesi i pagamenti delle bollette di acqua, luce e gas per chi dichiara l'inagibilità di imprese, case o uffici e si impone agli enti erogatori di rateizzare (almeno in 36 rate) i pagamenti al termine della sospensione.

Arriva poi, come annunciato dal commissario alla ricostruzione Paola De Micheli, anche la norma salva-nonna Peppina, alla quale era stata vietata anche una struttura di legno costruita nelle vicinanze della casa in muratura danneggiata. L'emendamento del governo, 21 pagine, consente ora infatti l'attività edilizia libera agli immobili costruiti nelle zone colpite dal terremoto privi di titolo abilitativo, senza però imporre l'obbligo di rimozione entro 90 giorni. La rimozione dovrà avvenire solo «una volta ultimati i lavori di ricostruzione» o «all'assegnazione di una soluzione abitativa di emergenza». Arrivano poi i contributi anche per chi già aveva iniziato opere di ricostruzione privata prima dell'introduzione stessa dei contributi, previsti con il decreto ad hoc per il Centro Italia di ottobre 2016. Previste anche una serie di misure per accelerare i lavori di ricostruzione, a partire dalla semplificazione delle procedure di affidamento degli appalti, attraverso la procedura negoziata e dall'aumento delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza. Viene poi attribuito ai Comuni il compito del rilascio del titolo abitativo edilizio e resa facoltativa l'istituzione dello Sportello unico per le attività produttive.

@raffaelevitali

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