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Amandola

Festival. Tartufo bianco e pregiato, duecento cavatori per fare di Amandola la terra dei 'Diamanti'

diamantitavola

Si respira aria internazionale ad Amandola, “anche il rettore di Cambridge ci ha chiesto dei nostri tartufi”, tra un primo e una bruschetta che saranno anche affidati a chef di alto livello come Sabrina Tuzi, Andy Luotto, Enrico Mazzaroni e Aurelio Damiani.

FERMO – Non c’è il profumo del tartufo bianco, ma tanti manifesti. “Ventesima edizione per Diamanti a Tavola, uno dei punti fermi per la provincia di Fermo perché coniuga un prodotto della nostra terra alla città dei Sibillini” sottolinea la presidente della Provincia Moira Canigola. Il territorio si rimette in mostra, a un anno dal terremoto che fece saltare l’edizione passata, che poi l’amministrazione rilanciò a marzo puntando in quel caso sul ‘nero pregiato’. “Questo festival ci dà speranza, ci dà voglia di andare avanti e ci spinge a riscoprire le nostre bellezze”.

Una manifestazione, dal 4 al 12 novembre, che non è solo della montagna, ma della provincia e per questo viene presentata a Fermo. “Fondamentale il supporto della Regione Marche con la Camera di Commercio. Abbiamo avuto il patrocinio della Camera dei Deputati e del Ministero delle Risorse Agricole. Ci stanno promuovendo sul sito dell’Ambasciata in Russia, come meta consigliata” interviene Adolfo Marinangeli. Insomma, si respira aria internazionale ad Amandola, “anche il rettore di Cambridge ci ha chiesto dei nostri tartufi”, tra un primo e una bruschetta che saranno anche affidati a chef di alto livello come Sabrina Tuzi, Andy Luotto, Enrico Mazzaroni e Aurelio Damiani

Unica manifestazione in Italia organizzata dai cavatori, l’Atam è l’anima con il suo presidente Alberto Mandozzi, che “scommettono su Amandola” grazie anche al lavoro di Peppe Pochini, “che è il motore della macchina assieme all’assessore Piccinini. Parla di numero zero Fabrizio Cesetti, assessore regionale: “E’ il primo festival post terremoto, che ha segnato un prima e un dopo nel tempo. Nessuna ricostruzione potrà conseguire i suoi effetti se prima non ricostruiamo le comunità lacerate e divise”. E una manifestazione può lavorare su questo, visto che si mangeranno prodotti a chilometro zero e si berranno vini locali affidati a chef che tra i Sibillini sono di casa. “Abbiamo bisogno di aiuti, sapere che l’Alberghiero potrebbe arrivare ad Amandola ci dà forza nel nostro percorso per la promozione anche sotto l’aspetto enogastronomico dei Sibillini” aggiunge il sindaco Marinangeli. “Perché darglielo? Un territorio che punta sui prodotti, sulla cucina, come simbolo di sviluppo non può non avere un Alberghiero. Per cui spero che tra due anni ci siano iniziative fatte dagli alunni dell’Istituto. Noi lavoreremo insieme per raggiungere il traguardo” aggiunge Stefano Pompozzi che per la provincia segue lo sviluppo della nuova rete scolastica.

Amandola non ricomincia, prosegue il suo lavoro: “Le aree interne hanno dato un segnale a tutti con i loro sindaci eroi” prosegue Graziano Di Battista. Stefano Pompozzi, questa volta come presidente di Marca Fermana aggiunge: “Diamanti a tavola attira persone e sposta flussi all’interno basandosi su un prodotto di altissima eccellenza, il tartufo bianco pregiato abbinato a funghi e paste di alta qualità. La promozione è dei Sibillini, ma è in realtà del sud delle Marche”.

Il programma

Il tartufo è il simbolo, ma dietro c’è tanto altro: mela rosa, conserve, formaggi, olio. “Sono convinto che ci saranno tante presenze e che arriverà un po’ di serenità per le aziende” aggiunge il vicesindaco Pochini. “All’interno di Diamanti a tavola inaugureremo il Dog park. Una struttura fondamentale per chi accompagna la vita delle persone”. All’interno della manifestazione il 10 novembre verrà rilanciato il progetto Life Trota, uno studio dedicato alla trota mediterranea su cui la Provincia ha investito risorse. Al cibo si abbina, durante la settimana, anche la presentazione di libri e di lavori fatti

Il tartufo

Chi lavora in prima linea è l’associazione tartufai monti Sibillini. “Non è semplice unire i tartufai, che sono schivi e anarchici per storia. E invece qui ognuno porta i propri prodotti in piazza. È un successo della comunità, che ha colto la bellezza di queste figure”. Il bianco è la peculiarità, ma il nero pregiato avrà sempre il suo riferimento a marzo, dopo l’esperienza di un anno fa. “Sul tartufo bianco siamo l’unica manifestazione del sud delle Marche, rispetto al nord dominato da Acqualagna”. Sono 200 gli iscritti all’associazione, ma ci sono anche i fungaioli. “Chi si dedica esclusivamente alla ricerca del tartufo sono una sessantina”. E nei prossimi due week end saranno in piazza, ad Amandola con i loro cani, i loro prodotti, il loro sapere.

Raffaele Vitali

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