11242017Ven
Last updateVen, 24 Nov 2017 8am

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners

Amandola

Il terremoto un anno dopo: numeri, dubbi, lentezze. E Cantone promuove la deroga per le casette abusive

Coc 2 800x600

Sono 1.843 le casette attese nelle Marche. Di queste, pronte e consegnate a oggi sono 231 (Arquata del Tronto, Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Monte Cavallo, Muccia e Pieve Torina). Attualmente sono in corso lavori per 1588 casette in 92 cantieri.

di Raffaele Vitali

FERMO – Un anno, il 26 ottobre, la terra tremò due volte con forza. Sembrava impossibile, dopo quanto successo il 24 agosto. E invece, di nuovo il terrore e le macerie davanti agli occhi. È il giorno che ha messo a terra l’alto maceratese, è il giorno in cui, insieme alle scosse del 30 ottobre, ha reso inagibile la gran parte di Montefortino e Monsampietro Morico, di Falerone e Santa Vittoria, di Amandola e di tanti altri piccoli paesi. Ma è anche il girono che ha fatto tremare Fermo e la costa. Il 26 ottobre di un anno fa è come se la natura avesse voluto finire quanto iniziato a fine agosto.

I numeri che la Protezione civile e la Regione hanno fornito si prestano a una duplice lettura. C’è quella del grande lavoro fatto fino a oggi, c’è quella di quanto non è stato e che è davanti agli occhi. Le scosse di ottobre hanno fatto lievitare gli sfollati nelle Marche da 4807 di agosto a 31714. Un anno dopo sono 6.486 quelli ancora distribuiti tra alberghi, 4.652, e container posizionati nel proprio comune, 1.034. Il resto fa parte di una delle situazioni a duplice lettura: le Sae o Soluzioni abitative d’emergenza. Sono 1.857 le casette attese nelle Marche. Di queste, pronte e consegnate a oggi sono 231 (Arquata del Tronto, Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Monte Cavallo, Muccia e Pieve Torina). Attualmente sono in corso lavori per 1588 casette in 92 cantieri.

Alla lentezza di distribuzione delle Sae si somma il problema delle casette abusive costruite da chi ancora non ha ricevuto un tetto vicino alla propria terra devastata. Su questo è iniziata una nuova discussione in attesa della soluzione normativa: “Il problema delle casette abusive credo che debba essere risolto dal legislatore, consentendo che queste strutture abitative temporanee possano essere utilizzate e sanate. Ma ovviamente devono essere temporanee, e non devono essere nient'altro. È compito del legislatore occuparsene, e sono sicuro che lo farà” è il parere di Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità anticorruzione. Che poi è intervenuto anche sulal ricostruzione, che procede lentamente: “Il Codice degli Appalti, tanto contestato, prevede procedure emergenziali e di somma urgenza ma spesso queste non sono state utilizzate. Il problema non sono il codice o le procedure, ma l'organizzazione della ricostruzione”. In particolare, l'Anac ha verificato che “nella fase dell'emergenza, dei primi interventi, ad esempio sulla rimozione delle macerie, c'era la possibilità di utilizzare le procedure di urgenza. Molto spesso si è preferito non utilizzarle perché c'è il rischio, c'è la paura di essere poi coinvolti in fatti successivi, che è un pò un alibi ma in parte è anche la verità”.

Insomma, la palla torna nel campo dei sindaci chiamati a prendere di petto alcune situazioni, magari in maniera più rapida rispetto al tempo impiegato per scegliere dove posizionare le Sae. Ci sono amministrazioni che hanno impiegato sei mesi per trovare un’area: “Spesso c'è un problema di scelte individuali. Sono comportamenti comprensibili - ha osservato Cantone - ma per i quali bisogna trovare una soluzione che consenta davvero di fare le cose. Perché poi se facciamo regole speditive che non vengono utilizzate non servono a nulla”.

Tornando ai numeri, nelle quattro regioni colpite sono oltre 208mila (100mila solo nelle Marche) i sopralluoghi effettuati sugli edifici pubblici e privati, di cui quasi 75mila con procedura AeDES e più di 133mila con procedura Fast. I sopralluoghi hanno riguardato anche gli edifici scolastici delle aree colpite: su oltre 2633 edifici controllati, il 66% è risultato agibile. Restano sul campo le macerie, anche se la Regione Marche precisa che ha rimosso il 95% di quelle pubbliche. Il nodo quindi è come e quando rimuovere un milione e passa di tonnellate, che vanno controllate e divise pezzo per pezzo, e anche dove metterle, visto che ci sono aree, come il Fermano, prive di un deposito di stoccaggio temporaneo dopo ‘opposizione di Montefortino alla location scelta da Amandola con la regione.

Anche qui si cerca di accelerare, magari pensando che ancora solo il 10% della ricostruzione privata è partita, ma tenendo sempre presente quanto detto da Cantone ad Ancona durante il convegno sul codice degli appalti: “Vanno bene le procedure derogatorie, non siamo contrari di principio, ma devono essere sotto controllo stringente perché nessuno può permettersi di avere mani libere”.

@raffaelevitali 

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Terremoto, un anno dopo ho i corpi davanti agli occhi

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.