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Amandola

L'Università di Cambridge sceglie Amandola. Il professor Cooper: "Studiamo ricostruzione e recupero del patrimonio"

cambridgeamandola fotina

"Una importante opportunità, che potrebbe aprire nuovi rapporti con l’Inghilterra” aggiunge il sindaco che lunedì mattina decollerà direzione Gran Bretagna.

di Raffaele Vitali

AMANDOLA – Un video emozionale, con i rumori di fondo e la musica che accompagna il cammino e l’incrocio di sguardi di turisti e cittadini. Poca voce per riassumere con frasi secche il senso di Amandola. È il video promozionale per Diamanti a Tavola con tanto di sottotitoli in inglese. Proprio la lingua anglosassone per Amandola diventa sempre più importante.

E come se non bastasse il sindaco Adolfo Marinangeli è in partenza per Cambridge. Il Jesus College della prestigiosa università inglese ha deciso di studiare Amandola per parlare del terremoto e della voglia di rinascita. Martedì e mercoledì a Cambridge si confronteranno docenti universitari e il professor Dolce sarà la voce della Protezione civile nazionale. “Vogliamo parlare di terremoto e di ricostruzione e conservazione del patrimonio culturale storico e artistico” spiega il professor Donal Cooper.

L’obiettivo è far emergere una ipotesi di lavoro post terremoto. Ricercare delle linee guida in cui parlare di salvaguardia, sicurezza e modello organizzativo. “Architetti e sismologi, ingegneri e storici ci permetteranno di pianificare nuove ricerche, per capire come recuperare monumenti e case” aggiunge Marinangeli. Ma anche sul come recuperare il patrimonio della memoria, racchiuso dentro archivi ancora cartacei, aggiunge Cooper. Merito dell’organizzazione è del professor Alici che insegna alla Politecnica di Ancona, l’università scelta da Amandola per i realizzare gli studi di pianificazione pre ricostruzione. “Una importante opportunità, che potrebbe aprire nuovi rapporti con l’Inghilterra” aggiunge il sindaco che lunedì mattina decollerà direzione Gran Bretagna.

Due i sopralluoghi negli ultimi mesi dei vertici di Cambridge, che sono rimasti colpiti dal mattone rosso che caratterizza Amandola. E siccome i modelli di ricostruzione sono diversi, ci sarà anche un focus su L’Aquila per riflettere sul dopo terremoto. “Non vuole essere solo un convegno, ma l’inizio di una collaborazione per studiare e ragionare sul miglior approccio per la ricostruzione. E proprio per questo noi pensiamo di dare il via a un lungo lavoro ad Amandola, proprio per capire e trovare le migliori soluzioni” conclude il professor Nicholas Ray, che ha visitato personalmente Amandola.

@raffaelevitali

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