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Amandola

Paola De Micheli in tour tra ospedali e scuole da rifare. I sindaci: "Servono norme più rapide e vicine alla gente"

maridemicheli

Nel mezzo, il giro tra i vicoli resi ‘guardabili’ dai lavori di tamponatura decisi dall’Amministrazione. Infine Comunanza dove il sindaco ha chiesto una cosa molto semplice: 400mila euro per realizzare l’adeguamento sismico dei due plessi scolastici.

di Raffaele Vitali

AMANDOLA – Sta entrando dentro le dinamiche del terremoto. Un compito on facile quello di Paola De Micheli che si trova di fronte il lavoro fatto in un anno dal commissario Vasco Errani. Un lavoro monstre, ma pieno di angoli grigi che fanno spesso ingolfare il sistema. Per capire quel che sta accadendo, o che non è accaduto, la commissaria ha iniziato un tour nei luoghi più colpiti. Per il fermano ha fatto tappa in tre comuni: Falerone, Amandola e Comunanza. Al suo fianco i sindaci e il consigliere regionale Francesco Giacinti. A Falerone si è parlato del nuovo polo scolastico, quello che doveva essere pronto già da mesi e che solo ora finalmente va verso l’appalto. Bisogna accelerare per non lasciare anche questo impegno una promessa monca.

Ad Amandola, invece, spazio alla discussione sull’ospedale. Da quello ‘vecchio’ che sta tornado a pieno regime, a quello nuovo, di cui la De Micheli sapeva poco ma di cui ora sarà una fan. Pe la De Micheli anche l0invito a ‘Diamanti a tavola’ il festival del tartufo che riempirà Amandola nei primi due we di novembre. Nel mezzo, il giro tra i vicoli resi ‘guardabili’ dai lavori di tamponatura decisi dall’Amministrazione. Infine Comunanza dove il sindaco ha chiesto una cosa molto semplice: 400mila euro per realizzare l’adeguamento sismico dei due plessi scolastici. “Sono i soldi necessari da aggiungere ala donazione di 200mila che Comunanza ha avuto dal Conad” precisa Giacinti.

Tra le tante necessità c’è anche quella sollevata dall’assessore Sciapichetti: “Bisogna che il Governo prolunghi oltre i sei mesi previsti le soluzioni abitative provvisorie costruite dai cittadini per restare vicino alla loro casa distrutta, in attesa del provvedimento di ricostruzione pubblica e privata”. Il caso di Peppina scotta ancora, con la signora costretta ad abbandonare la casetta considerata abusiva. “Sappiamo che nelle prossime settimane, così come annunciato dal commissario, già nella legge finanziaria si potranno inserire alcuni emendamenti che potranno semplificare le procedure per la ricostruzione pubblica e privata. Ci auguriamo che si trovi una soluzione che solo il Parlamento e il Governo possono decidere, almeno fino al termine dell'emergenza e al momento in cui sarà partita a pieno regime la ricostruzione, che dia la possibilità ai cittadini di restare nelle soluzioni abitative provvisorie”. Sapendo comunque che al termine della ricostruzione i manufatti improvvisati andranno rimossi.

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