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Amandola

Sibillini, il pericolo numero uno è il cinghiale: 200mila euro di danni in un anno

Direttore Bifulco1

Oltre 1200 esemplari presenti a cui si aggiungono sessanta lupi.

AMANDOLA – Il nemico numero uno dei contadini, il cinghiale, è sotto studio da parte del Parco dei Sibillini. Cresce, prolifica e fa danni, scendendo sempre più vicino alle zone antropizzate, un tempo evitate. Sono tanti, secondo il parco circa 1200, quelli che si muovono tra i monti e le colline. Di questi, bene 464 sono monitorati. Insieme hanno prodotto solo nel 2016 danni per 208mila e 800 euro. E questi sono quelli certificati, denunciati, perché poi in tanti preferiscono rimettersi al lavoro e dimenticare il passaggio dell’animale. Che insieme al lupo è il re dei Sibillini. “Se da una parte infatti vi è ormai un consistente numero di individui accertato, sopra le 60 unità, che vivono in 14 branchi in un territorio di circa 1.200 kmq, per oltre la metà ricompreso nel Parco, a partire dal 2008 si è registrata una mortalità significativa con 35 lupi ritrovati morti sino ad oggi di cui almeno 16 riconducibili al bracconaggio e 14 ad incidenti stradali, quindi con una incidenza della causa “umana” decisamente elevata” sottolinea il presidente del parco Carlo Bifulco che ha presentato le attività della struttura che dirige durante una conferenza internazionale, Europarc, in Portogallo.

I dati mostrano una crescete incompatibilità tra questo animale e l’uomo: “I danni del lupo risultano decisamente meno rilevanti rispetto a quelli causati dal cinghiale e anzi proprio il lupo svolge un’azione di controllo: stimiamo che, nell’area del Parco, ogni lupo possa arrivare a predare una ventina di cinghiali l’anno. Questa qualità, sommata agli interventi che abbiamo promosso e finanziato per dotare gli allevatori di strutture di difesa del bestiame dall’attacco dei carnivori, speriamo possa essere compresa da quelli che ancora considerano il lupo una minaccia piuttosto che una specie simbolo e un buon viatico per un Parco che ha fatto della biodiversità e dello sviluppo turistico delle aree interne il suo punto di forza”.

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