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Amandola

Terremoto tra ritardi e ricostruzione: terme pronte, scuole neppure a gara

TermeSanGiacomo 02

Ci sono quelle 3.36 che fra qualche giorno torneranno nella mente di chi ha vissuto il dramma. Ci sono quelle 3.36 simbolo della distruzione che le persone coinvolte avrebbero voluto rivivere dentro una casa, quantomeno non davanti alle macerie.

AMANDOLA - 74mila scosse, la terra non si è mai fermata. Molti progetti avviati. Amatrice ha i ristoranti aperti e un centro commerciale. Ha le casette. Arquata finalmente ha cominciato a vedere il ritorno di alcuni residenti, ma è un paese senza vita. Nel Fermano Amandola e Montefortino rialzano la testa, chi con i privati, NeroGiardini e Carifermo, chi con l’impegno del Comune e dello Stato. Ma c’è la domanda di futuro che resta senza risposta. Ci sono quelle 3.36 che fra qualche giorno torneranno nella mente di chi ha vissuto il dramma. Ci sono quelle 3.36 simbolo della distruzione che le persone coinvolte avrebbero voluto rivivere dentro una casa, quantomeno non davanti alle macerie.

Ma non si è riusciti a fare quanto promesso. Sono state liberate le strade dai massi, il minimo che si potesse fare per dare almeno un barlume di speranza. Si sono ricostruite scuole, come quella della Stampa ad Arquata, ma poi ci si è fermati. Anzi, in molti casi si è proprio fermi, come a Falerone e Fermo, dove le nuove scuole dovevano essere ormai quasi pronte e invece neppure sono andate a gara per l’appalto. Insomma, è difficile non dare ragione a chi critica tutto e tutti, anche se farlo stando lontano toglie la percezione della difficoltà dei luoghi, quasi tutti paesini di montagna che non offrono neppure grandi alternative per la ricostruzione.

Poi, improvvise, arrivano le buone notizie: “«La cosa più importante di questa ricostruzione così difficile è crederci, e avere fiducia” ribadisce il Commissario straordinario Vasco Errani inaugurando assieme al presidente delle Marche Luca Ceriscioli, le nuove terme di Sarnano, un complesso definitivamente delocalizzato dopo il terremoto del 2016. “La riapertura delle Terme di San Giacomo è un esempio per tutti noi, un'attività che si è rialzata ed è ripartita nel territorio” ha aggiunto Ceriscioli. Il nuovo complesso, che nasce da una storia lunga 80 anni, ha trovato spazio in una struttura di via Alcide de Gasperi, con vari reparti termali e di bagno terapia. “Abbiamo a disposizione gli strumenti e le risorse economiche per poter ricominciare, uscendo dalle difficoltà - ha continuato Ceriscioli - e di ricostruire le comunità delle Marche. La capacità di non arrendersi mai, di trovare nella creatività e laboriosità l'energia straordinaria di non fermarsi davanti agli ostacoli è nel Dna dei marchigiani: oggi diamo un bellissimo segnale di speranza a tutti”.

r.vit.

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