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Amandola

Rimozione delle macerie, Confindustria e Confartigianato: "No all'Esercito, lavorino le imprese"

pescara11

Nelle Marche la Regione ha stimato vi siano 1,1 milioni di tonnellate pubbliche di macerie da rimuovere - di cui il 60% nel Maceratese in 27 Comuni - e altre 4,4 milioni di tonnellate di macerie private. Nella provincia di Macerata si stima che siano state rimosse al momento solo 100mila tonnellate.

AMANDOLA – Le macerie sono un problema. Per accelerane la rimozione, il Governo si è accordato con le Forze armate che hanno costituito un apposito Task Group del Genio dell'Esercito per intervenire, insieme alla Protezione civile, nelle attività di demolizione, rimozione e trasporto delle macerie nei Comuni dell'Italia centrale colpiti dal terremoto di un anno fa.

Il gruppo ha debuttato ad Arquata del Tronto. opereranno in particolare nei comuni che gravitano sul centro di stoccaggio di Monteprandone. Il Task Group mette a disposizione fino a 300 militari e 190 mezzi, con cui costituire due ulteriori unità, che opereranno, rispettivamente, nella provincia di Macerata e nelle zone tra Lazio e Abruzzo. Nell'immediatezza del terremoto del 24 agosto scorso, le Forze Armate intervennero con un dispositivo che raggiunse circa 1.800 unità e oltre 500 mezzi, diventati poi 3.300 e 950, per lo svolgimento di attività di soccorso alla popolazione, di ripristino della viabilità e delle infrastrutture essenziali, di vigilanza anti-sciacallaggio, di confezionamento e distribuzione del vitto. 

Nulla contro i militari, ma la decisione non è piaciuta agli imprenditori. Confindustria e Confartigianato, assieme alla fondazione Symbola, hanno urlato il loro no: “Per la rimozione delle macerie prodotte dal terremoto vanno utilizzate delle imprese locali specializzate nel settore e alla riattivazione delle cave dismesse su tutto il territorio. E questo sia per accelerare l'opera di smaltimento sia per attenuare l'impatto ambientale di tutte le procedure e attività in corso”.

Nelle Marche la Regione ha stimato vi siano 1,1 milioni di tonnellate pubbliche di macerie da rimuovere - di cui il 60% nel Maceratese in 27 Comuni - e altre 4,4 milioni di tonnellate di macerie private. Nella provincia di Macerata si stima che siano state rimosse al momento solo 100mila tonnellate.

Serve un sistema misto pubblico e privato. Il direttore di Confindustria Fermo Gianni Niccolò parla di “schiaffo al sistema economico locale”. Solo nel maceratese ci son trenta aziende pronte per attuare le opere di smaltimento e stoccaggio delle macerie, tagliando i costi di trasporto rispetto alla gestione del Consorzio pubblico provinciale dei rifiuti che lavora nell'area provinciale.

r.vit.

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