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Amandola

Amandola, la città dove i giovani si impegnano e il mondo dà una mano

amandolaassessorigiovani

Dallo switch in Amministrazione di metà mandato tra assessori a Cambridge che maanda gli esperti per la ricoestruzioen da condividere con la Politecnica.

AMANDOLA – Piccola, forse, dinamica, certo. Ecco Amandola, la città dei Sibillini dove i giovani provano a viere la politica in modo diverso e dove i canali internazionali aperti dal sindaco Marinangeli danno i loro frutti. È successo con la Russia e i 5 milioni di euro appena arrivati per l’ospedale, accade oggi con Cambridge che ha studiato un piano di prevenzione sismica.

In Amministrazione c’è uno switch di ruolo, ma non di deleghe, tra i due giovani che con Marinangeli avevano vinto le elezioni. Il consigliere delegato Giacomo Piccinini (turismo e cultura) diventa assessore e l’assessore Piergiorgio Lupi che si risiede tra i banchi della maggioranza iniziando un percorso di supporto all’assessore ai Lavori Pubblici, Giuseppe Pochini. Un percorso che era stato deciso a inizio mandato, ma che non era così scontato. “Sono felice dell'opportunità, prendo questa nuova carica e le maggiori responsabilità che da essa ne derivano con lo stesso entusiasmo di tre anni fa e, allo stesso tempo, con una maggiore maturità. Sono sicuro che continuando a fare squadra riusciremo a superare le conseguenze degli eventi catastrofici che ci hanno messo e che ci stanno mettendo a dura prova” commenta Piccinini. Che incassa il ‘buon lavoro’ di Lupi: “Il cambio – rimarca Piergiorgio Lupi - è solo formale e non intaccherà l'impegno di entrambi nella gestione di questo periodo dopo le scosse di terremoto oltre al ripristino dell'ordinario”.

L’operazione coinvolgimento del mondo prosegue con l’incontro che si terrà in sala consiliare domani sera, venerdì 21.30, tra gli esperti dell’Università Politecnica delle Marche e della Cambridge University. Verrà rappresentata un’idea progetto che si prefigge, come sfida centrale, quella di mantenere in vita comunità e patrimonio ambientale e culturale di indubbio valore per la sua storia millenaria, ma allo stesso tempo di grande fragilità.

“Le risorse economiche e umane che saranno rese disponibili vanno impiegate per la prevenzione e anche per la preparazione delle popolazioni alla convivenza con un fenomeno che può essere tenuto sotto controllo” sottolinea il professor Antonello Alici della Politecnica. L’obiettivo di Amandola è di diventare la sede di un ‘laboratorio permanente di ricerca e sperimentazione’ nei campi dell’architettura e degli studi urbani, della costruzione e dell’ingegneria strutturale, della storia dell’arte e dell’architettura, degli studi demo-antropologici, della sociologia e dell’economia. “L’approccio al problema deve essere il più ampio possibile, prevedere una sinergia tra varie discipline, da quelle tecniche a quelle umanistiche e socio-economiche, e vedere al centro l’interesse e il benessere dei cittadini” prosegue Alici.

Un percorso avviato con un piano di visite e sopralluoghi in sintonia con il professor Alici e la Politecnica, The Martin Centre for Architectural and Urban Studies dell’Università di Cambridge, il professor Robin Spence, University of Cambridge – Cambridge ArchitecturalResearch Ltd e l’architetto Luca Leone, Cambridge ArchitecturalResearch Ltd. “Noi siamo pronti a ripartire, pronti e carichi dell’entusiasmo necessario a scrivere, tutti insieme, questo nuovo capitolo della nostra storia s salvaguardia dell’interno territorio montano” conclude Marinangeli che sa di poter fare affidamento su un comunità resiliente e giovani impegnati che cercano il bene di amandola e non il proprio.

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