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Amandola

Terremoto, macerie ed espropri, Marinangeli chiarisce: "Legambiente ha seguito tutto il progetto"

Amandola Piazza

Il sindaco di Amandola: "Era un sito adatto, cosa che invece non si può dire per l’area di San Ruffino, come proposto da Ciaffaroni”.

AMANDOLA – E ora? Due conferenze di servizi, un sopralluogo, pareri, una matrice di valutazione del sito con risultato scientifico positivo: e alla fine il verdetto che il sito individuato per le macerie era ottimo. Questo fino alla critica avanzata, con tanto di lettera ai vertici, dal sindaco di Montefortino, Domenico Ciaffaroni. Ma il vicino di casa, il primo cittadino di amandola, Adolfo Marinangeli, non ci sta: “Eravamo tutti d’accordo, incluso Smerillo. Era un sito adatto, cosa che invece non si può dire per l’area di San Ruffino, come proposto da Ciaffaroni”. Il motivo per Marinangeli è semplice: “È dai tempi di Treggiari che lavoriamo per creare un’oasi naturalistica con reperti di epoca romana e carolingia e un lago gioiello. La zona industriale di cui lui parla Ciaffaroni non è mai partita. E dico grazie a Dio. I predecessori hanno lavorato per togliere dal Prg quella zona come industriale”.

Eppure, ora si torna a ragionare su una urbanizzazione di quell’area. “Ma non scherziamo, autorizzazione, espropri, immissione in possesso, progetto esecutivo approvato nella seconda conferenza dei servizi, valutazione di impatto positivo. C’è tutto. Ma ora sarà la regione a decidere, non dipende da me”. La cosa che più ha dato fastidio a Marinangeli è aver dato l’idea che si volesse creare una discarica dentro l’area protetta del parco: “Ma secondo voi io farei una discarica lì? E per farlo avrei chiamato come partner scientifico Legambiente Marche? Questo dovrebbe bastare come risposta ai dubbi sulla qualità della zona”.

Stupisce in questo anche il passo indietro dell’ente Parco, con il direttore Bifulco, a fronte invece di una lettera, del 3 febbraio, firmata dal funzionario tecnico delegato dal presidente che avallava l’esito della Conferenza dei Servizi. “HO già chiesto a tutti di venire a fare un nuovo sopralluogo, visto che non sono io che ho preso le decisioni”. La Regione realizza, il comune è solo ente attuatore. Il disciplinare è molto stretto con telo a terra, manto di ghiaia, recinzione alta di chiusura, barriera di alberi e un controllo giornaliero del sito. “Prima di accettare abbiamo verificato ogni passaggio e un ruolo chiave l’ha giocato proprio Legambiente. Ora si può anche cambiare, ma non dar l’idea che ci sia qualcosa di poco chiaro”. Anzi. Il piano del parco parla di sito compromesso e inquinato per cui serve una bonifica. L’accordo prevede il deposito temporaneo con la separazione delle macerie.

Raffaele Vitali

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