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Amandola

Battesimo domenicale per i Democratici e Progressisti del Fermano: Offidani, Ricciatti, Lattanzi e tante idee

democraticiprogresisti

Un punto unisce tutti i presenti al debutto amandolese: “Se siamo qui è perché non siamo contenti di dove eravamo. Ho provato a lottare dentro il mio ex partito".

di Raffaele Vitali

AMANDOLA – Aria buona e cielo azzurro per dare il via alla corsa dei Democratici e Progressisti. “Tutto in evoluzione”. Una prima fuoriuscita seguita da una aggregazione di persone ex Partito Democratico, “molti di noi l’hanno creato”, ma anche di chi invece si vuole riavvicinare alla politica. “Una aggregazione che cresce” sottolinea Daniela Lattanzi, che battezza la nascita del progetto fermano “nato su un passaparola”.

A Roma il gruppo di parlamentari cresce: “Dodici senatori e una quarantina di deputati” sottolinea Lara Ricciatti, l’onorevole forte anche della nomina a vicecapogruppo alla Camera dei Deputati, dietro Francesco Laforgia. E ora cresce anche sul territorio. “Per noi era una esigenza riunirci”. Al fianco di politici ex Pd, ci sono figure come il vicesindaco di Amandola, Giuseppe Pochini, il sindaco di Montefortino, Domenico Ciaffaroni, e uno dei padri nobili del centrosinistra come Renzo Offidani: “Per me scelta sofferta e inevitabile, anche se non ci fosse stata la nascita di Dp. Il disagio ormai era insopportabile. Se mi faccio una critica è perché ce ne siamo andati via tardi”.

Dalla montagna si scende a valle, cercando di raccogliere lungo la via chi si è perso per strada: “Abbiamo scelto Amandola perché simbolo delle criticità di una Provincia che dalla costa alla montagna passando per il calzaturiero vivono una fase di marginalità. Ed è da qui che noi vogliamo partire e proseguire l’impegno politico, facendolo in primis con gli amministratori locali” prosegue Daniela Lattanzi.

Torna la parola sinistra abbinata a lavoro. “Chi ha qualche anno in più – sottolinea Pochini – ha bisogno di ideali come l’uguaglianza, della politica come sacrificio, come responsabilità. Valori che nell’ultimo periodo hanno lasciato il Pd”. Pochini ammette: “Non era questo il momento per dividersi, ma il referendum ha segnato la storia, togliendo il significato al voto e finendo per diventare una valutazione sull’uomo forte”.

Dalla voce delicata di Pochini a quella forte di Ciaffaroni: “Questa è una bella giornata perché si torna a parlare di politica e cose reali, mentre Amandola si offre ai turisti con i tartufi. Qui c’è gente che non va rottamata, perché le idee non si possono eliminare. Qui bisogna abbandonare la politica dell’annuncio e di un welfare che non funziona, come la ricostruzione, che vorrei solo che partisse”.

I Dp vogliono ridurre la distanza tra un Paese che si racconta e il Paese reale. “Ci sono temi che andavano affrontati in maniera migliore. Penso al lavoro, dove la sinistra del Pd forse doveva prima unire gli sforzi, non lasciando strada libera al Jobs Act” ribadisce Sonia Marrozzini, consigliera comunale di Fermo, sotto lo sguardo rassicurante di Tony Vallesi.

Antonio Cameli è un dipendente della Provincia e arriva da Santa Vittoria in Matenano: “Se siamo qui è perché non siamo contenti di dove eravamo. Ho provato a lottare dentro il mio ex partito, cominciando con la difesa della Provincia, luogo di riferimento per i cittadini. Oggi per recintare una casa di campagna per sicurezza servono sei mesi, contro i 10 giorni di quando la Provincia era vera. Senza punti di riferimento, siamo nelle mani di un santo in paradiso che si trovi ad Ancona”.

Un gruppo che ribadisce con convinzione una linea: “Noi non nasciamo per dividere o contro qualcuno, ma per ridare anima al centrosinistra, sapendo che un riferimento resterà il Pd” ribadisce Fausto Franceschetti parlando di risposte non sufficienti per il post terremoto e per le politiche sociali del Governo. “Qui si pensa che la crisi si superi indebolendo i lavoratori. Non ci sono soldi e poi troviamo 20 miliardi per le banche e solo 1,5 per la povertà” chiosa Offidani che chiede un partito capace davvero di ascoltare i cittadini.

Le conclusioni sono di Lara Ricciatti: “Abbiamo la presunzione di ricostruire il centrosinistra. Non siamo scissionisti, ma costruttori di ponti. Il Pd ha scelto la scissione con il paese, portando l’astensione al 40%, scollandosi dalle classi di riferimento. È il Pd il killer del centrosinistra, ma noi non saremo il partito delle sedute di psicoanalisi sugli errori del Pd, ma un partito di donne e uomini che vogliono ridare speranza”. Cosa rischiano i Comuni fermani che ‘perdono’ consiglieri Pd, vedi Fermo e Amandola?: “Nulla, se le politiche saranno quelle condivise. Una priorità sarà la sanità”. Mercoledì l’onorevole Laforgia presenterà la richiesta di presentare le date sul referendum sui voucher, una tappa foandamentale per il neonato movimento. “Etica e morale, lavoro, sanità, scuola e ambiente sono le nostre parole chiave” ribadisce la Ricciatti che non vuole guidare un partito del 3%, ma neppure un carrozzone elettorale. “Di certo non saremo la stampella di Renzi”. Manca un simbolo e la struttura organizzativa, ma la presenza nelle prossime competizioni elettorali, vedi Porto San Giorgio, potrebbe esserci “di certo con le nostre idee”.

@raffaelevitali

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