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Amandola

Amandola, la Cia 'regala' alla Regione il decalogo degli agricoltori per far rinascere l'Appennino

amandolacia

La strategia la Cia l’ha spiegata all’assessore regionale Anna Casini durante la visita all’azienda amandolese colpita dal sisma, 'Calza Adriano e Antonio'. Qui i vertici della Cia hanno lanciato il decalogo della rinascita dell’Appennino.

AMANDOLA – Dal terremoto allo spopolamento con la delocalizzazione delle attività. Se alla prima si unissero le altre due parole, sarebbe la fine per i Sibillini e le aree montane. L’allarme lo ha lanciato la Cia, la Confederazione Italiana Agricoltori: “Il sisma ha in qualche modo accelerato dei processi di degrado del tessuto produttivo e sociale, già in atto nelle zone interne, e pertanto il futuro sviluppo di queste aree deve prevedere una programmazione che non sia il semplice ripristino dell’esistente, ma la risoluzione delle problematiche caratteristiche delle aree interne regionali”.

Soluzione immediata con visione del futuro. “Due le strategie da seguire. La prima - sottolinea il presidente della Cia nazionale Dino Scanavino - di lungo periodo mira a risolvere le problematiche pregresse comuni a tutto il territorio montano. Per farlo, la popolazione residente non può più considerare conveniente spostarsi in altri territori e quindi serve una indennità compensativa che tenda a ridurre il maggior costo della vita e i minori servizi a disposizione. La seconda è il rilancio delle attività produttive del territorio”.

La strategia la Cia l’ha spiegata all’assessore regionale Anna Casini durante la visita all’azienda amandolese colpita dal sisma, 'Calza Adriano e Antonio'. Qui i vertici della Cia hanno lanciato il decalogo della rinascita dell’Appennino: “Mantenimento di una presenza diffusa della popolazione nel territorio interno montano, al fine di perseverarne cultura, tradizioni, patrimonio storico artistico, nonché di svolgere azione di tutela e valorizzazione di ambiente e paesaggio; predisporre agevolazioni fiscali o burocratiche permanenti per stimolare investimenti e rendere conveniente la permanenza alla popolazione in tali territori fortemente svantaggiati; sviluppo economico incentrato sulle tradizionali attività agricole, artigianali, turistiche evitando la creazione di grandi complessi industriali; sviluppo di una rete efficiente di servizi a sostegno della popolazione per spingerla ad insediarsi e/o rimanere in tali territori; realizzazione di infrastrutture di collegamento viario/telematico efficienti al fine di consentire alle imprese una pari competitività sul mercato ed alla popolazione idonee condizioni di vita; puntare sulle eccellenze produttive della tradizione locale come elemento per affermare all’esterno l’immagine di tali territori, utilizzando le moderne tecnologie ed innovazioni scientifiche, ma nella linea dello sviluppo sostenibile; promuovere progetti di filiera e/o di rete tra imprese (anche di diversi settori economici), allo scopo di razionalizzare costi, rafforzare capacità di penetrazione commerciale, garantire tracciabilità del prodotto; svolgere un’incisiva azione promozionale, congiunta tra pubblico e privato, per rilanciare l’immagine di questi territori, puntando su un turismo naturalistico, sportivo, culturale, enogastronomico; elaborare un marchio di riconoscimento per prodotti originari dell’area; favorire uno sviluppo agricolo incentrato sia su produzioni tradizionali della zona (prodotti del bosco, zootecnia, cereali), sia su nuove colture intensive, non per forza legate al food”.

In attesa che i consigli della Cia diventino realtà, la Casini ha annunciato una prima soluzione del nodo stalle: “Dopo avere dichiarato la risoluzione del contratto con la ditta che ha vinto la gara (della Regione Lazio) per la realizzazione delle stalle, la Regione Marche sta lavorando per accelerare il percorso. Per evitare di perdere ulteriori giorni, la Regione ha deciso di fare realizzare le piazzole, propedeutiche alla costruzione delle strutture provvisorie, al Consorzio di Bonifica. Il Consorzio lavorerà per urbanizzare le aree per le circa 200 stalle da realizzare. Piazzole che verranno quindi ultimate, a partire da domani, nei prossimi 10-15 giorni in maniera simultanea, ad invarianza di prezzo per le casse della Regione. Un'operazione che permetterà alla ditta subentrante di iniziare i lavori immediatamente". 

@raffaelevitali 

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