05252017Gio
Last updateMer, 24 Mag 2017 5pm

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners

Amandola

"Ricostruiamo i cuori, altrimenti domani non si starà meglio". Papa Francesco incontra i terremotati: "Torno a primavera"

sindaci in Vaticano
papafrancescoterr

“Dovete ricominciare, ma non senza avere la capacità di sognare, sognare e riprendersi” prosegue Bergoglio. In migliaia davanti a lui nell'aula Paolo VI, sono arrivati dalle diocesi di Rieti, Spoleto-Norcia, Fermo e Ascoli Piceno, accompagnati dai loro vescovi.

di Raffaele Vitali

AMANDOLA – “Per ricostruire ci vogliono il cuore e le mani, le mani di tutti. Oggi bisogna 'ricostruire i cuori' perché non è che domani sarà meglio. Non serve l’ottimismo, non c'è posto per ottimismo qui, c’è per la speranza ma non per l'ottimismo. L'ottimismo è un atteggiamento che non ha sostanza, oggi serve la speranza per ricostruire". Papa Francesco ha accolto così le popolazioni terremotate arrivate a Roma per una benedizione, per una parola di conforto, per rivedere il pontefice che tanti pensieri e preghiere per loro ha speso in questi difficili mesi. Assieme ai cittadini tanti sindaci, tra cui Adolfo Marinangeli di Amandola e Paolo Calcinaro di Fermo.

“Dovete ricominciare, ma non senza avere la capacità di sognare, sognare e riprendersi” prosegue Bergoglio. In migliaia davanti a lui nell'aula Paolo VI, sono arrivati dalle diocesi di Rieti, Spoleto-Norcia, Fermo e Ascoli Piceno, accompagnati dai loro vescovi. Presenti anche il commissario straordinario del governo per la ricostruzione nei territori colpiti dal terremoto Vasco Errani, il capo del dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio e il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli.

“La mattina del terremoto del 24 agosto, apprendendo dell'accaduto, due cose ho sentito: ci devo andare, e poi ho sentito dolore, molto. E con questo dolore sono andato a celebrare la messa". Una parola è dedicata ai parroci e a chi sta reagendo: "Si fanno miracoli nel momento del dolore, ci sono state riconciliazioni, si lasciano da parte vecchie storie e ci ritroviamo insieme in un'altra situazione. Ritrovarsi con il bacio, con l'abbraccio, con l'aiuto, anche con il pianto. Piangere da soli fa bene, è un’espressione davanti a noi stessi e a Dio, ma piangere insieme è meglio. Questi sono i pensieri che mi sono venuti ascoltando". E dopo tante parole, la promessa: “Tornerò a primavera”. A confessarlo è il sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli: “Non è stata un'udienza formale e tradizionale, abbiamo detto insieme un'Ave Maria con molta semplicità. Il Papa ci ha detto: 'non avete bisogno di sermoni ma di tenerezza'. È importante quello che ci ha detto: oltre al calcestruzzo e alle tubature è necessaria la ricostruzione dei cuori perché, sono testimone di questo, c’è un mestizia di fondo nelle comunità colpite dal sisma, che non è inerzia né pessimismo" prosegue il sindaco.

“Il Papa - ha detto il governatore Ceriscioli - vuole essere vicino non solo a parole ma anche nei fatti, con la propria presenza oggi a Roma tutti insieme, e domani di nuovo nei territori colpiti dal sisma. Questa iniezione di fiducia ci aiuterà nel duro lavoro che porteremo avanti nel rispetto delle responsabilità di ognuno”.

Un piccolo miracolo il pontefice già lo ha fatto, rasserenando il rapporto tra le due città dei Sibillini, Amandola e Comunanza, come dimostra la foto fatta dai due sindaci, Cesaroni e Marinangeli, assieme al primo cittadino di Fermo, Calcinaro che commenta: “Un momento importante per la nostra città e per il territorio del Fermano. Era importante essere presenti, solo insieme ce la faremo a ripartire”.

@raffaelevitali 

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Loira ricorda il carabiniere Beni

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.