08162017Mer
Last updateMer, 16 Ago 2017 7pm

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners
VTEM Banners

Amandola

Sibillini, non tutto è perduto: sentieri tra chiusi e aperti. Percorribile il Grande Anello

PB224542
PB224603

La situazione del Parco Nazionale dei Monti Sibillini è molto complessa. Servirà del tempo per verificare sul campo lo stato di ogni sentiero.

AMANDOLA - Non tutti i Monti Sibillini sono a rischio, dopo le forti scosse di terremoto di agosto ed ottobre. E’ quanto emerge dalla prima ricognizione effettuata sul territorio appartenente al Parco Nazionale dei Monti Sibillini. I tecnici, insieme al Corpo Forestale dello Stato, hanno sorvolato la zona e prodotto molto materiale fotografico e video.

Oltre alle vittime e alla distruzione degli edifici, a seguito del terremoto si sono verificati cambiamenti nel sistema idrogeologico, con conseguente rischio elevato di dissesto. La situazione e la documentazione raccolta è ora al vaglio delle autorità, per poter effettuare i necessari interventi di messa in sicurezza di strade e paesi. Altro aspetto da analizzare e non dimenticare sono i sentieri. “Si leggono talvolta pareri e proposte diffusi da soggetti non specificatamente competenti, che possono indurre a frequentare luoghi non sicuri – comunica il Parco Nazionale dei Monti Sibillini – La situazione è molto complessa e servirà del tempo per verificare sul campo lo stato di ogni sentiero”. Al momento alcune aree sono isolate a causa dell’impraticabilità di strade o perché fanno parte delle zone rosse. Si tratta di tutte le vie di accesso a Castelluccio (quindi dalle province di Perugia, Ascoli e Macerata); per raggiungere Visso si può passare solo per Maddalena di Muccia (e Pieve Torina), ma per attraversare il territorio comunale è necessario essere autorizzati dal Comune. Non si può oltrepassare Ussita e Castelsantangelo sul Nera, a meno di essere provvisti di pass dei Vigili del Fuoco, rilasciato solo in caso di reale necessità. Sono chiuse le strade per Foce di Montemonaco, per Forca Canapine (provenendo da Norcia ed Arquata), e la galleria di San Pellegrino. Neve e pioggia, durante il periodo invernale, possono aggravare ulteriormente le frane e i distacchi di massi, considerando anche il fatto che le scosse di terremoto continuano a verificarsi. I comuni di Bolognola, Montefortino e Montemonaco, continuano a tenere chiusi i sentieri della Valle dell’Acquasanta, dell’Infernaccio e della Valle del Lago di Pilato; resta chiusa anche la strada del Fargno. L’ente parco sconsiglia, almeno fino ad oltre la primavera, di avventurarsi in escursioni lungo sentieri che costeggino pareti rocciose.

Alcuni percorsi, e in particolare quelli della Valle dell’Acquasanta, dell’Infernaccio  e della Valle del Lago di Pilato (da Foce) sono di conseguenza chiusi con ordinanza dei rispettivi comuni di Bolognola, Montefortino e Montemonaco. Chiusa anche la strada del Fargno.

Accessibili da subito sono invece le zone collinare e pedemontane del versante orientale, tra Amandola, Montefortino, Montemonaco e Montegallo, e di quello settentrionale, tra Cessapalombo, Pievebovigliana e Fiastra (anche intorno al lago). Più in alto si può accedere alle aree del M. Fiegni, dell’altopiano di Macereto, dei Piani di Ragnolo tra Acquacanina e Bolognola, del Piano di Santa Scolastica a Norcia, e della Valle del Campiano. Risulta inoltre interamente percorribile il Grande Anello dei Sibillini, sebbene molte strutture ricettive lungo il percorso siano inagibili. Se il percorso desiderato dovesse attraversare i centri abitati è necessario informarsi preventivamente, presso i comuni di competenza, sulla eventuale presenza di zone rosse.

Aggiornamenti sulla situazione post terremoto saranno comunicati, quando disponibili, sul sito (www.sibillini.it ) e sulla pagina facebook del Parco.

Chia.Mo.

redazione@laprovinciadifermo.com 

 

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Molotov contro i vigili di Fermo, il sindaco: "Chi sa, parli"

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.