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Amandola

Prima novità giallorossa, il premier Conte punta sulla ricostruzione post sisma: E' la mia priorità

Conte Arquata

Il primo a commentarle è il senatore Francesco Verducci da Servigliano, tra i nomi in pole per un posto da sottosegretario alla ricostruzione, anche se la stessa pedina vorrebbe riempirla il Piceno.

AMANDOLA – “Massima priorità”. Ecco le due parole più attese da Marche, Umbria e Lazio del discorso del premier Giuseppe Conte alla Camera. Che poi tocca anche il tema delle diseguaglianze, che non sono solo povertà e reddito di cittadinanza, ma anche protezione del ceto medio ferito dalla globalizzazione. “Affrontare questo tema significa avere una agenda politica e speciale molto ambiziosa” commenta il direttore della Stampa, Molinari.

Tornando al terremoto e quindi alla ricostruzione, Conte precisa: “Politiche per la messa in sicurezza del territorio, per il contrasto al dissesto idrogeologico e per l'accelerazione della ricostruzione delle aree terremotate, anche attraverso l'adozione di una normativa organica che consenta di rendere più spedite le procedure, in particolare per la ricostruzione pubblica".

Il primo a commentarle è il senatore Francesco Verducci da Servigliano, tra i nomi in pole per un posto da sottosegretario alla ricostruzione, anche se la stessa pedina vorrebbe riempirla il Piceno, maggiormente danneggiato dal terremoto: “Le parole mettono al centro delle priorità e degli impegni programmatici del nuovo Governo il tema della ricostruzione e del sostegno agli asset economici-sociali-infrastrutturali dei territori del centro Italia colpiti dal sisma del 2016. È assolutamente necessario concretizzare progettualità ed investimenti per il rilancio strategico delle aree interne. È una grande sfida nazionale, che riguarda tutto il Paese”.

Il premier ha poi ribadito: “La ricostruzione sarà una questione prioritaria di questo governo. Il mio primo impegno pubblico in Italia sarà proprio la visita ad alcuni Comuni colpiti dal sisma: incontrerò sindaci, rappresentanti delle istituzioni locali, semplici cittadini". 

Plauso anche da Sergio Pirozzi, ex sindaco di Amatrice e presidente della commissione terremoto e Grandi rischi della regione Lazio: “Mi fa piacere che ora è priorità del governo la ricostruzione e lo snellimento delle procedure burocratiche. Dopo 25 mesi che lo sto chiedendo ben venga che se ne sono accorti ora. D'altronde i numeri sono impietosi. Spero che alle parole si passi ai fatti. È stato ricostruito solo il 4% e questo testimonia il fallimento di un metodo. Perché di metodo si tratta, considerando che con tre governi di tre diversi colori politici che si sono susseguiti nulla è cambiato, e questo significa che si sta utilizzando un metodo sbagliato. Era ed è necessario nominare un commissario straordinario in deroga, esattamente come è stato fatto per Genova, dove il sindaco con poteri straordinari è riuscito a far partire i lavori in tempi velocissimi”.

Insomma, i modelli vincenti ci sono. Anche per Federconsumatori che cita proprio il Lazio e la legge Pirozzi: “Serve una legge che tra i principi cardine abbia una parte che si occupa della ricostruzione in quei comuni che hanno subìto il terremoto, ma differenziandoli, cosa che purtroppo la legislazione nazionale non ha voluto o non ha potuto fare, perché oggi il cratere nel Centro Italia riguarda ben 139 comuni, tra cui alcuni hanno avuto la distruzione e altri no. Solo il Lazio è intervenuto con la Legge Pirozzi introducendo alcune misure straordinarie per i comuni che hanno avuto il cinquanta percento più uno di edifici dichiarati inagibili, case completamente distrutte, in particolare Amatrice e Accumuli” conclude il segretario delle Marche, Maria Teresa Nori che chiede di inserire risorse “per i privati a fondo perduto nella prevenzione sismica e se un giorno si salverà anche solo una vita umana sarà merito di chi ha lavorato a questo provvedimento, come sottolineato dallo stesso Pirozzi quando fu approvata la sua legge che ha stanziato di 7,5 milioni di euro per gli anni 2019 e 2020. Sei milioni (due per il 2019 più quattro per il 2020) serviranno a concedere contributi in conto capitale, in misura non superiore al 30% della spesa riconosciuta ammissibile, ai proprietari di case ubicate nei comuni classificati nella zona sismica 1 per interventi di adeguamento sismico, con priorità per quelle costruite prima dell'entrata in vigore della legge 64/1974. Un milione di euro (500mila per ciascuna annualità) serviranno invece a finanziare convenzioni con gli istituti di credito per prestiti a tasso agevolato per la realizzazione degli stessi interventi. Infine, 500mila euro saranno destinati ad attività di prevenzione del rischio sismico.

r.vit.

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