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Amandola

L'arte come rinascita, Amandola riparte dal suo patrimonio artistico

quadrorecupero

Capolavori che erano stati prelevati dalle chiese e da altri edifici comunali e religiosi pesantemente danneggiati.

AMANDOLA – Non di soli soldi vive l’uomo. E sempre più per dare idea di rinascita, i comuni puntano sul recupero del patrimonio artistico. Lo si sta facendo a Montefortino, con il santuario dell’A;bro che comincia a rivedere la luce in vista del sogno: celebrare la messa di Natale al suo interno. Lo fanno i comuni a ridosso dei Sibillini, come Falerone e Santa Vittoria, che ospita una splendida mostra di statue e simboli religiosi. Lo sta facendo con forza Amandola, che proprio in questi giorni ha avviato il restauro di cinque grandi quadri. “Ci siamo presi l’impegno e lo stiamo portando avanti da dopo il sisma. Capolavori che erano stati prelevati dalle chiese e da altri edifici comunali e religiosi pesantemente danneggiati. Successivamente sono stati collocati nell’edificio dell’ex collegiata recuperato e ristrutturato per tale iniziativa, all’interno del quale, nei primi mesi del 2018, è stato istituito il Deposito autorizzato Mibact (Ministero per i beni e le attività culturali), nel quale attualmente sono contenute numerose opere di vario genere” spiega l’amministrazione guidata dal sindaco Adolfo Marinangeli. La scelta è stata accompagnata dall’apertura dei luoghi del restauro alle persone, che hanno potuto ammirare il lavoro gestito dal professor Luigi Pisani.

Ora, cinque dipinti patrimonio di Amandola, grazie alla collaborazione della ditta Co-Work incaricata al trasporto e mediante la concessione della dottoressa e docente Alma Monelli, incaricata dell’arcidiocesi di Fermo per l’arte sacra, i beni culturali e l’edilizia di culto, sono stati portati all’interno della collegiata per il restauro. Le opere arrivano dalla “Chiesa della Santissima Trinità” e da “Convento delle Benedettine” dove sono state recuperate tre opere d’importante valore: un olio su tela che raffigura una “Madonna con Bambino in gloria tra santi” di Ippolito Scarsella e alte due di Antonio Amorosi, pittore marchigiano, vissuto per diverso tempo tra Comunanza ed Amandola.

Una volta terminato il restauro, le tele nel 2019 faranno pare di una mostra permanente che verrà allestita all’interno dell’ex collegiata. “Ricordo – conclude il sindaco - che il laboratorio è già aperto e fruibile a tutti coloro che fossero interessati a visitarlo, così da poter ammirare da vicino gli interventi di restauro”.

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