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Amandola

Consiglio comunale 'storico' senza opposizione. Marinangeli: 'La Protezione civile costruisce subito il reparto di Medicina ad Amandola'

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Importanti novità anche per il nuovo ospedale. Il sindaco: Emozione perché stiamo davvero facendo ripartire Amandola. Dispiacere perché manca la minoranza.

AMANDOLA - Appuntamento con la storia, ma l’opposizione non si presenta e si gode il consiglio comunale seduta sul divano di casa. Un segnale forte contro l’amministrazione, che va avanti come u treno e si presenta all’appuntamento con la storia. Una seduta importante perché sono stati autorizzati atti che portano su Amandola investimenti per oltre 24 milioni: nuovo ospedale, nuova struttura per riportare subito Medicina, 46 nuovi appartamenti per gli sfollati.

“Vivo due sentimenti: emozione e dispiacere. Emozione perché stiamo davvero facendo ripartire Amandola. Dispiacere perché manca la minoranza. Non viene in assise democratica, dove si vota e decide, per esporre le sue posizioni. L’assenza è pesante e non fa onore a quella parte di città che oggi non si sente rappresentata qui. Mentre noi ci sentiamo il dovere, forte, di rappresentare tutti”. A tal punto che alla fine del Consiglio, contro ogni consuetudine, il primo cittadino apre anche il question time con i cittadini in sala. E le domande non mancano, anche ficcanti.

I punti principali riguardano la sanità. Il primo: passaggio finale per la variante che mette a disposizione tre ettari di terra per la realizzazione del nuovo ospedale. “Dopo l’adozione della variante non sono arrivate osservazioni, quindi chiudiamo la procedura nelal tranquillità burocratica e politica. A questo atto seguirà la conferenza dei servizi per l’appalto. Il 16 novembre la Regione accoglierà l’approvazione della variante, il progetto validato nel frattempo dalla Regione stessa, e soprattutto accoglierà la riunificazione dei fondi con la totale disponibilità dei fondi per procedere alla agra. 5 milioni fondi del donatore russo che si fondo ai 13 disponibili nel primo piano stralcio delle opere pubbliche con i fondi del sisma” spiega Marinangeli. Insomma, si parte. L’amarezza per i banchi vuoti la sottolinea in chiusura di punto anche il vicesindaco Giuseppe Pochini: “Avremo un ospedale modello. Una scelta ponderata e che dà sicurezza. Mi aspettavo una minoranza partecipativa, pronta a dialogare. Facciamo consigli comunali in streaming proprio per far vedere a tutti quello che si decide. Oggi inizia davvero il percorso di rinascita”.

Il secondo: è la riprova che ad Amandola le cose si fanno e si lavora su più tavoli. A giugno è nato un gruppo lavoro con Asur, Protezione civile, ufficio ricostruzione e politica. “Cinque mesi dopo siamo qui perché, su nostra iniziativa, la Protezione civile ha detto sì alla richiesta della regione Marche di realizzare una struttura che potesse subito ospitare Medicina, dopo il sisma trasferita da Amandola” prosegue Marinangeli. Medicina e non solo, anche un Ppi, la Potes e la dialisi. Un’opera da 2,5milioni di euro completamente pagata dalla Protezione civile, come da ordinanza 553 del Presidente del Consiglio. “Un iter rapido, reso più lungo solo dai passaggi burocratici. Noi questa sera prendiamo atto dell’intervento economico e finanziario della protezione civile”. Un edificio a secco, con realizzazione veloce davanti al campo sportivo comunale in sostituzione dei moduli metallici. “Torna tutto il reparto, coni suoi 25 posti, di cui 15 per acuti”. Perché lì? Nella relazione, che il sindaco legge, la Protezione civile nazionale chiarisce che non avrebbe mai investito fondi dell’emergenza sull’ex Rsa o l’ospedale vecchio, voleva una nuova struttura. “Così chiudiamo anche la pagina delle bugie che vengono raccontate in città, come se noi non volessimo ripristinare il vecchio ospedale”. La struttura avrà una superficie di mille metri quadri e sarà provvisoria fino alla realizzazione del nuovo ospedale.

La storia si chiude dopo un paio d’ore con le domande dei cittadini a cui sindaco e giunta rispondono chiarendo, di nuovo, il perché di nuove strutture e non di riutilizzo delle vecchie: “Non dipende da noi, la scelta è nazionale. Noi vogliamo Medicina in Amandola e abbiamo fatto il possibile. Presto la riavremo, perché ora soldi e progetto ci sono”.

Raffaele Vitali

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