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Amandola

Doppia solidarietà: gli agricoltori dei Sibillini vendono a Roma e donano i prodotti avanzati alla Caritas

marco antolini

Serve tutto per superare il presente: gli agricoltori e gli allevatori terremotati hanno perso in due anni oltre mezzo miliardo di euro solo a causa del crollo delle produzioni e delle vendite senza contare i danni strutturali a stalle, case e fabbricati rurali.

ROMA – La capitale incantata dai prodotti dei Sibillini. Oltre un milione di persone hanno nel we trovato la campagna in città. Merito della Coldiretti, merito di campagna amica, merito dei produttori marchigiani. Al mercato di Campagna Amica presenti 34 aziende, di cui 19 provenienti dal cratere sismico, mentre ai fornelli hanno dato il loro meglio 13 agrichef made in sisma. Altre aziende sono state impegnate in attività ricreative ed educative dedicate ai più piccoli nell'area agriasilo e fattoria didattica con un migliaio di bambini accolti. “La solidarietà della gente non è mai smessa. Le persone hanno il bisogno di aiutare, due anni dopo il sisma se ne parla meno, ma chi incontra un produttore che arriva dalle Marche sa cosa ha vissuto e riscopre l’anima solidale”. E' questa una delle testimonianze che la Coldiretti porta a casa. Serve tutto per superare il presente: gli agricoltori e gli allevatori terremotati hanno perso in due anni oltre mezzo miliardo di euro solo a causa del crollo delle produzioni e delle vendite senza contare i danni strutturali a stalle, case e fabbricati rurali.

Sono i numeri che riguardano le quattro regioni colpite dal sisma, senza mai dimenticare che oltre il 60% del territorio si trova nelle Marche, tra Macerata, Fermo e Ascoli piceno. “Confrontando i dati del Pil agricolo pre-sisma nel 2015 con quelli dei due anni successivi il crollo maggiore ha interessato, rileva Coldiretti, l'agricoltura umbra con la perdita secca complessiva di quasi 260 milioni di euro di valore delle produzioni. Nel Lazio sono stati ''bruciati'' 175 milioni di euro mentre nelle Marche il conto parla di 140 milioni di euro. Nel 2017 si è verificata una tiepida ripresa - aggiunge Coldiretti - delle produzioni agricole rispetto all'annata precedente ma la situazione è ancora lontana dal tornare alla normalità se si considera che il Pil agricolo è ancora complessivamente inferiore a quello del 2015, con punte del 13% in meno per l'Umbria e del 6% in meno per le Marche”.

Sarebbero i primi ad aver bisogno di una mano eppure sono i primi a darla al prossimo. Tra le aziende marchigiane terremotate ce n'è anche una che ha deciso di donare ciò che non sarà venduto al mercato di Campagna Amica all'interno del Villaggio Coldiretti che si chiude oggi a Roma dopo una tre giorni che ha visto le Marche grandi protagoniste con oltre 4000 agricoltori marchigiani all'opera e oltre 2 milioni di visitatori. Una testimonianza di grande solidarietà che arriva dalla stalla sociale La Comune di Rotella (Ascoli). E questo anche alla luce del Pil agricolo in caduta rispetto ai dati pre-sisma. Nelle Marche il crollo delle produzioni, i danni alle stalle, alle case e ai fabbricati rurali presenta un conto di 140 milioni di euro in meno nel 2017 rispetto al 2015: -6%. Tra i settori più colpiti c'è proprio quello del latte. Nella campagna pre terremoto, 2015/16 le stalle marchigiane, secondo dati Clea rielaborati da Coldiretti Marche, avevano prodotto 40.898 tonnellate di latte mentre con la campagna 2017/2018 siamo scesi a 28.220 tonnellate, il 30% in meno. La percentuale aumenta se consideriamo le sole province terremotate: -35%. Eppure proprio dal settore del latte arriva la donazione. "Nel 2017 la combinazione di terremoto e neve ha reso inagibile il 90% della nostra struttura - Marco Antolini, della stalla sociale – Avevamo necessità di ripartire subito, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo lanciato lo yogurt che è oggi il nostro fiore all'occhiello. Qui a Roma, grazie a Coldiretti, siamo riusciti a farlo conoscere. La donazione? Abbiamo pensato che la nostra generosità dovesse essere all'altezza di chi ci ha aiutato fino a oggi. Nell'ambito dell'iniziativa Spesa Sospesa abbiamo quindi deciso di donare alla Caritas l'invenduto".

Ma le difficoltà non hanno scoraggiato la maggioranza di agricoltori e allevatori che, a prezzo di mille difficoltà e sacrifici, non hanno abbandonato il territorio ferito. Ferito ma voglioso, come ha dimostrato Castelluccio che ha completato la raccolta della famosa lenticchia con la falciatura degli oltre 500 ettari seminati e un raccolto attorno ai 3mila-4mila quintali. A Roma hanno conquistato tutti anche il ciauscolo, salame spalmabile, il pecorino dei Sibillini, la patata rossa di Colfiorito, lo zafferano, il tartufo, il prosciutto di Norcia Igp o la cicerchia. "Il terremoto ha colpito un territorio a prevalente economia agricola con una significativa presenza di allevamenti che – ha ribadito sul palco Roberto Moncalvo, presidente Coldiretti - occorre sostenere concretamente per non rassegnarsi all'abbandono e allo spopolamento. È necessario che la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell'economia, che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo, ed è per questo che la Coldiretti insieme alla solidarietà è ininterrottamente impegnata con Campagna Amica a garantire uno sbocco al mercato per le produzioni locali".

r.vit.

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