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Jungh Hung Seo è il nuovo re dell'Euro Trophy di Porto San Giorgio: il futuro del tennis è suo

coreano

Il torneo griffato Sergio Tacchini non ha deluso le attese, mettendo in mostra eccellenti tennisti Under 12.

 

PORTO SAN GIORGIO – Sarà un predestinato? Di certo, chi vince l’Euro Trophy di Porto San Giorgio di solito ha un futuro roseo. Alla fine sul tetto più alto del podio tra le donne è salita, vincendo 6-2 7-5, la tennista slovena Ela Nala Milic, mentre tra gli uomini (6-2 4-6 6-4) il coreano Jungh Hung Seo.

Il torneo griffato Sergio Tacchini non ha deluso le attese, mettendo in mostra eccellenti tennisti Under 12. La Milic è arrivata da favorita per disputare il torneo di Porto San Giorgio e ha vinto, completando un filotto di successi iniziato quattro tornei fa. Alta circa un metro e sessanta, la Milic è stata nettamente superiore sia sul piano tecnico che su quello fisico. “È di un’altra categoria” il commento degli addetti ai lavori del torneo, ad ogni partita giocata dalla dodicenne tennista slovena. Ha picchiato ogni palla, cedendo solo quattro games fino ai quarti. In semifinale la slovena ha ceduto altri tre giochi, mentre in finale la bulgara Rositsa Dencheva è riuscita a metterla in difficoltà sfruttando l’unico (forse) punto debole che ha avuto: gli spostamenti laterali.

Vince in poco più di mezz’ora il primo set, il coreano Jungh Hung Seo, con il punteggio di 6-2. All’inizio del secondo, però, il suo avversario, il bulgaro Pavel Marinov è riuscito a metterlo in difficoltà. Qualche errore di troppo di Seo, e Marinov si è portato sul 4-2 nel secondo set. Seo non è riuscito a trovare la strada per reagire al bulgaro, che ha finito per portare a casa la seconda partita con il punteggio di 6-4. Ma la tecnica e la classe di Seo, già mostrata nel doppio, è prevalsa e così il coreano ha vinto il torneo aggiudicandosi il terzo set per 6-4.

“Un grande ringraziamento ai ragazzi per il gioco ed il fair play mostrato in questa settimana - il commento finale del presidente del circolo tennis di Porto San Giorgio Luca Quinzi - ci tengo a ringraziare anche le famiglie e gli accompagnatori”. Emiliano Guzzo, invece, nel complimentarsi con tutti gli atleti ha fatto un excursus riassuntivo del torneo: “Da 19 delegazioni straniere al via, oggi ne sono rimaste solo tre, Gli italiani non hanno avuto fortuna. Ma in passato ricordo l’ascolano Stefano Travaglia, passato di qui, che dalla prossima settimana sarà nel tabellone principale di Wimbledon”. Al libanese Bidan Fadi è andato il premio fair play. “Il libano è entrato in guerra e lui si allenava (quasi sotto le bombe) - il commento di Luca Quinzi su Fadi - poi è andato via dal suo paese, ma ora è tornato. La sua storia fa bene al tennis e tutto lo sport dovrebbe trarne insegnamento”.

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