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Super Quinzi a Milano: ko agrodolce. Al numero uno Rublev serve il quinto set

quinzimilano

Funziona molto bene il dritto mancino dell’italiano, peccato solo che non lo usi mai per scendere a rete perché potrebbe chiuder punti in anticipo senza dover faticare. VIDEO

MILANO - Ingresso in stile Nba con presentazione video e luci psichedeliche. La musica è a tutto volume, poi si ferma e il nome risuona dentro il palasport di Milano in cui si stanno sfidano i migliori Under 21 del mondo. È l’ingresso di Gianluigi Quinzi, l’unico italiano. Boato quando supera le linee bianche che delimitano questo strano campo privo degli spazi del doppio. E boato è anche alla fine, dopo una sconfitta al quinto set, dopo aver dato spettacolo, dopo aver dimostrato che tra i migliori otto del mondo ci sta di diritto anche se parte dalla 294esima posizione, ovvero 250 posti dietro gli altri sette protagonisti a Milano.

È carico il sangiorgese e Rublev, il numero uno del torneo che ha giocato anche i quarti di finale a Flushing Meadows, viene preso a pallate, prima al servizio e poi da fondo campo. Vince così in tempo record il primo mini set, i questo Atp Next Gen Finals si gioca al meglio dei quattro game. È cresciuto negli scambi, tiene anche 7-8 palleggi. Peccato che nel primo turno di servizio del secondo set perda il game al primo svantaggio. Non forza il servizio quando conta, e questo è stato il limite che non ha permesso a Quinzi di affondare il coltello dopo il primo ottimo set vinto in meno di venti minuti.

Nel secondo set la capacità di Rublev di giocare partire importati viene fuori e chiude 4-0. Il comento di Quinzi con il coach è chiaro: “Sono stanco”. Ma le pause, anche brevi, spesso fanno miracoli. Il primo punto del terzo set lo ha preso il russo, ma è stato uno scambio di altissimo livello, duro e lungo, deciso solo da un nastro fortunato. Funziona molto bene il dritto mancino dell’italiano, peccato solo che non lo usi mai per scendere a rete perché potrebbe chiuder punti in anticipo senza dover faticare. Anche se quando lo fa, la volée la mette in rete come sulla palla break del primo game del terzo set.

È cresciuto Quinzi, soprattutto nella prima di servizio mentre la seconda è troppo morbida. Grande prova di testa nel vincere il game che lo ha portato sul 3-3 dopo aver annullato due set point all’avversario. Peccato che poi i suoi lunghi piedi si muovano troppo presto e l’arbitro infierisca chiamando ‘foot foul’, ovvero il fallo di piede così raro nel tennis ma obbligatorio da chiamare in questo torneo per via di nuove regole in fase di sperimentazione. Nel tiebreak Quinzi ha giocato molto bene, ma i centimetri sono stati contro di lui, Rublev toccava le righe, una incredibile ha segnato il set, lui finiva fuori di poco.

Partita finita? Macché. “Questo ragazzo è pericoloso” dice il coach a Rublev. E Quinzi lo è davvero brekkando il russo nel primo game con tre risposte incredibili e un rovescio incrociato dopo recupero. Va due a zero l’ex campione di Wimbledon Juniores, poi chiama il massaggiatore. La stanchezza si fa sentire, la coscia destra va sciolta. Un lungo minuto in cui si rilassa, controlla il tablet con le statistiche dei colpi prima di rientrare in campo. È una furia e il set è suo, restituendo il 4-0 subito. Ed è quinto set. "Fai tu qualcosa, provaci" è il consiglio di coach Goretti.

Le mani del massaggiatore hanno fatto miracoli, perché Quinzi corre più di Rublev che è costretto a vincere ogni punto due volte. E forzando sbaglia. Due palle break non sfruttate dal sangiorgese potevano costare care, ma quando il tuo rovescio sembra quello di Agassi ai tempi d’oro, a parte il fatto che lo gioca troppo piatto, anche per il numero 37 del mondo diventa difficile giocare. Il tie-break del quinto set diventa il giusto finale per un match equilibrato che Rublev, però, non ha alcuna intenzione di perdere, vedi le due palle break annullate nel quarto game.

Ben venga il ritorno dell’ex enfant prodige italiano, ma lui senza Zverev è il numero uno tra i giovani e ha dato il massimo per ribadirlo, approfittando di un paio di errori di Quinzi che non è stato aiutato dal servizio. Ma quanti applausi per il mancino perché queste Atp Next Gen Finals saranno pure una esibizione, ma tanto dicono sul livello di gioco ritrovato di uno che da gennaio vuole tornare protagonista tra i grandi. Domani (mercoledì) torna in campo alle 1930 contro Shapovalov, poi giovedì Chung, per la rivincita di Wimbledon Junior. 

Raffaele VItali

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