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La grande occasione di Quinzi: si è qualificato per le Next Gen Finals. Sfida tra i migliori tennisti Under 21 del mondo

quinzitira

Non è arrivato per caso a queste finali Quinzi, perché di questa generazione di under 21 lui la stava dominando, era diventato il numero uno quando di anni ne aveva 18. Ora vuole riprendersi il posto, partendo dalla 294esima posizione Atp, sapendo che il futuro del tennis non è in discussione, anche se smetteranno Federer e Nadal.

di Raffaele Vitali

PORTO SAN GIORGIO - Rublev, Shapovalov e Chung: ecco i tre nomi che Gianluigi Quinzi ha davanti ai suoi occhi e che da domani diventeranno i suoi avversari. La grande occasione per rinascere è finalmente arrivata e si chiama Next Gen Atp Finals, il torneo di tennis che mette di fronte i migliori talenti del tennis mondiale. E tra questi anche Quinzi? Pensando a qualche anno fa la risposta sarebbe stata uno scontato sì, ma oggi ovviamente non è più così. Il talento sangiorgese si è perso tra infortuni, cambi di allenatore, scelte sbagliate, viaggi e accademie americane che ne hanno stoppato la crescita più che farlo decollare.

Tolto Quinzi, che ha vinto il torneo di selezione italiano a cui era destinata una wild card, visto che si gioca a Milano, gli altri sette giocatori sono tutti, seppure giovanissimi, a ridosso dei primi 30 giocatori del mondo. Ci sarebbe anche il numero tre Atp, Alexander Zverev, ma lui giocherà alle Finals di Londra, conto Nadal e Federer. Quinzi ha la grande occasione per giocare contro quelli che, trionfando a Wimbledon Junior nel 2013, era solito battere. Vedi uno dei suoi avversari, il coreano Chung che non seppe resistere al rovescio bimane del biondo marchigiano nella finale sull’erba.

Le Next Gen Finals sono uno spot per il tennis che le userà anche per esperimenti epocali: match al meglio dei 5 set con tie-break sul 3-3, assenza di giudici di linea, pubblico libero di muoversi, niente corridoi. A Milano Quinzi sa di affrontare giocatori oggi più forti di lui. Nel suo girone A lo è Rublev, primo avversario domani, lo è il potente Khachanov, lo è soprattutto mentalmente Chung (nel B giocano Coric, Donaldson, Shapovalov, Khachanov). Ma sapendo proprio di non avere nulla da perdere, Quinzi potrà giocare a cuor leggero, dando spazio al suo rovescio, mostrando il servizio migliorato e pensando che nelal finale che gli ha fatto vincere il pass per queste innovative finali, che si ripeteranno per un quinquennio a Milano, ha vinto in rimonta dimostrando che la testa è più solida di quanto in tanti pensano. E se proprio andrà male, si godrà 50mila euro di premio partecipazione da usare al meglio per allenarsi e crescere.

Non è arrivato per caso a queste finali Quinzi, perché di questa generazione di under 21 lui la stava dominando, era diventato il numero uno quando di anni ne aveva 18. Ora vuole riprendersi il posto, partendo dalla 294esima posizione Atp, sapendo che il futuro del tennis non è in discussione, anche se smetteranno Federer e Nadal, come ricorda Chris Kermode, presidente dell’Atp: “Sono abbastanza vecchio da ricordare che quando Borg e McEnroe infiammavano il circuito con la loro rivalità, tutti dicevano che una volta ritirati loro il tennis sarebbe morto. Non è stato così, e non sarà così nemmeno dopo Federer e Nadal. Toccherà a loro. Questi ragazzi lo stanno già dimostrando: sono già tra i Top 50 al mondo, ed essere tra i primi 50 al mondo in qualsiasi ambito della vita significa avercela fatta”. 

@raffaelevitali

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