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Sport e spettacolo: dai 1500 del Triathlon ai talenti del basket. Costa fermana promossa a pieni voti

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A Porto San Giorgio ha vinto la Stella Azzurra Roma. Una squadra di grandi atleti, di sicuro futuro, ma con una buona base tecnica. A Porto Sant'Elpidio è andata in scena la macchina perfetta della Sebastiani.

PORTO SAN GIORGIO – PORTO SANT’ELPIDIO – Si è chiuso un fine settimana di grande sport. Due organizzazioni perfette. Da un lato quella complessa e articolata di Milena Sebastiani, assessore allo Sport di Porto Sant’Elpidio, assieme ai vertici della Federazione, per i campionanti di Triathlon. Dall’altra quella in apparenza più semplice, perché giocata al chiuso, di Porto San Giorgio e, per alcuni giorni, di Pedaso con i migliori Under 15 di Basket, pianificata da Davide Paolini, presidente Fip Marche, Fabrizio Ciuti, gestore del PalaSavelli, Giuseppe Ficiarà e l’assessore Valerio Vesprini.

Giovani talenti da entrambe le pari, con l’aggiunta di 400 super uomini e donne sulla costa elpidiense che ha offerto il consueto spettacolo con centinaia di bracci anche in contemporanea nuotavano, trasformandosi in un mulinello umano. Braccia che poi diventavano gambe, pronte a correre a piedi e in bici. Piace il percorso di Porto Sant’Elpidio e non sbaglia orami più nulla la Sebastiani, a cui manca solo di partecipare, tanto è il coinvolgimento, sempre in prima linea.

A Porto San Giorgio ha vinto la Stella Azzurra Roma. Una squadra di grandi atleti, di sicuro futuro, ma con una buona base tecnica. La riprova, dopo aver battuto Cantù, che ha fatto perdere il miglior basket e infatti l’allenatore è stato premiato come il migliore, è arrivata in finale annichilendo la Mens Sana Siena.

La differenza tra Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio, alla fine, è stata solo una, visto che entrambe hanno riempito gli alberghi e i ristoranti. L’evento elpidiense ha saputo anche catalizzare le persone locali. Qualcuna per la rabbia di doversi fare un po’ di coda sulla Statale, a fronte di un successo enorme però, molti per il piacere di vedere gli atleti in azione. Al PalaSavelli, invece, pochi autoctoni, tanti genitori arrivati da ogni angolo d’Italia per ammirare i figli. Peccato, perché non mancava niente per divertirsi, considerando che Poto San Giorgio vorrebbe tornare a essere una città di basket.

r.vit.

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