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Tirreno Adriatico, il trionfo di Sagan: "E' stato molto triste pedalare tra i comuni terremotati, sono vicino alle persone che soffrono"

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Ma Sagan voleva questa  tappa e l’ha giocata come se fosse una grande classica, come se stesse correndo la Parigi Roubaix, tra questi muri difficile e complessi che Quintana ha definito “non la mia passione, ma hanno fatto quello che dovevano, hanno deciso chi poteva arrivare in fondo”.

di Raffaele Vitali

FERMO - La corsa perfetta. Non poteva vincere tappa migliore di questa Tirreno Adriatico Peter Sagan. Il campione del mondo ha scelto la gara più affascinante, quella più difficile da tutti i punti di vista, emotivi e fisici. Ha trionfato di fronte al Duomo di Fermo battendo tutti in una ‘non’ volata faticosa, tanto che non ha neppure alzato le braccia. Ha vinto giocando al gatto col topo con Quintana, il leader della corsa che vincerà alla fine la gara dei due mari a San Benedetto del Tronto.

Ma Sagan voleva questa  tappa e l’ha giocata come se fosse una grande classica, come se stesse correndo la Parigi Roubaix, tra questi muri difficile e complessi che Quintana ha definito “non la mia passione, ma hanno fatto quello che dovevano, hanno deciso chi poteva arrivare in fondo”.

Una tappa complessa iniziata Rieti che è passata attraverso i luoghi terremotati e di questo con Peter Sagan abbiamo parlato: “Incredibile quello che avevo davanti ai miei occhi. È stato molto triste, non riuscivo a crederci mentre pedalavo. Sono vicino a queste persone che soffrono”. Parole sincere dette dal campione acclamato come se fosse un calciatore del Brasile. Tutti volevano una foto con Sagan e lui non si è negato dopo avere incassato i baci delle due belle sul podio e aver ricevuto da Paolo Calcinaro, in estasi visto che Sagan è tra i suoi ciclisti preferiti, la maglia di vincitore di tappa.

E’ stata una tappa perfetta, nulla è andato storto. L'organizzazione di Luca Capodaglio non ha lasciato scampo a nessun errore. Una tappa velocissima, 5 ore, più di quanto ci si potesse aspettare. Il Terminillo ieri le gambe non le ha piegate anche se, come ha ammesso Quintana, “alla fine una salita dopo l'altra è stato difficile rimanere in testa”. Sagan è stato aiutato dalla sua squadra che ha lavorato esattamente come previsto in albergo: attaccare, poi riprendere e riattaccare, rompendo il ritmo gli avversari e permettere a Sagan. Che sul Terminillo si era abbastanza riposato. Come lui stesso confessa alla fine, voleva vincere sul Girfalco.

Il ciclismo è ormai di casa a Fermo. Il ciclismo ha mostrato un territorio bellissimo ferito, ma che è capace di regalare emozioni come quelle migliaia di persone sulla salita di Reputolo, il durissimo muro con pendenze iniziali del 20%, o lungo la costa del ferro dove si era piazzato il sindaco Calcinaro al primo giro prima dell'ingresso in piazza dopo il corso tra due ali di folla.

Un colpo d'occhio meraviglioso che anche i ciclisti abituati a girare il mondo non dimenticheranno tanto presto. Come l’Ad della Carifermo Vitali Rosati, che ha premiato Quintana, o gli assessori Scarfini eTorresi, oltre al consigliere regionale Giacinti, che hanno potuto portare un pezzo di Fermo e di Marche sul podio di una delle corse più amate al mondo.

 

 

 

 

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