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Fluid Fermana tra i big nel Sitting volley, lo sport che ti fa vedere prima la persona e poi la disabilità

FLUID FERMANA

Parole importanti che hanno toccato il cuore degli alunni riuniti poche ore prima che la squadra dominasse in campo negli spazi del museo Miti.

FERMO – Tutti pazzi per il Sitting Volley. Uno sport coinvolgente perché mette tutti sullo stesso piano, quello del pavimento della palestra. Chi è entrato nella palestra Coni di Fermo è rimasto colpito dalla passione e dall’agonismo, dal divertimento e dalla voglia di vincere delle squadre scese in campo. Perché in palio c’è un posto alle Final Six di Modena. E uno di quei posti, alla fine, è della Fluid Fermana, oltre ai campioni in carica della Fonte Roma che hanno chiuso la due giorni a Fermo al primo posto a pari punti con gli agguerriti locali. Remo Giacobbi, presidente della società, è in estasi: “Andiamo a Modena con la squadra maschile, ma anche con la femminile nata solo lo scorso settembre. Per noi è motivo di grande orgoglio e porteremo alto il nome di Fermo”. Disciplina paraolimpica, il Sitting volley porta la pallavolo giocata anche tra gli atleti disabili: “Se una volta vedevo la disabilità prima di vedere le persone, poi è stato il contrario e ho iniziato a vedere prima le persone” sottolinea il ct della Nazionale Emanuele Fracascia.

Parole importanti che hanno toccato il cuore degli alunni riuniti poche ore prima che la squadra dominasse in campo negli spazi del museo Miti. Qui, stimolati da Cristina Marinelli, psicologa dello sport, hanno provato il Sitting Volley e, seduti ai loro posti, hanno provato a cimentarsi nel gioco e poi a riflettere sulle sensazioni date dal loro corpo, sulle emozioni e sui pensieri, il tutto per concludere che è quanto mai importante prendere consapevolezza del nostro corpo e cominciare a pensare che tutti possiamo superare i nostri limiti. I suoi limiti li ha di certo superato Riccardo Scendoni che, dopo aver perso un piede a 16 anni per un incidente, con Federico Ripani e Cristiano Crocetti, oltre a vestire i panni della squadra di casa, la Fluid Fermana, indossa la maglia della nazionale azzurra.

Atleti normodotati e atleti disabili insieme in squadra e avversari sul campo hanno dato la prova che si può essere diversamente abili sì, ma di certo si è ugualmente atleti. “È stato questo il motto della tappa fermana del campionato, un motto condiviso dallo stesso presidente del comitato paraolimpico fermano Daniele Malavolta” sottolinea Giacobbi che si gode la crescita di un movimento che ogni anno sforna nuove squadre a livello italiano e aumenta gli iscritti localmente. Per riuscirci, però, è fondamentale educare ed è questo il primo vero compito della Scuola di Pallavolo Fermana.

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