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Storie di campioni. Carlo Macchini, il ginnasta cresciuto a Fermo: 'Sogno tre Olimpiadi da protagonista'

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Carlo Macchini, 23enne di Fermo, ricevuto dal sindaco Paolo Calcinaro e dall’assessore Alberto Scarfini insieme al suo coach Luigi Peroli, ad Alvaro Luzi e alla consigliera ginnasta Rita Sacripanti.

di Raffaele Vitali

FERMO – Muscoli in bella vista, con la maglietta grigia della Nazionale che non riesce a contenere l’addominale. Una specie di super uomo, ma non potrebbe essere diversamente quando devi volteggiare avendo come unico slancio i tuoi muscoli: ecco Carlo Macchini, 23enne di Fermo, ricevuto dal sindaco Paolo Calcinaro e dall’assessore Alberto Scarfini insieme al suo coach Luigi Peroli, ad Alvaro Luzi e alla consigliera ginnasta Rita Sacripanti. Pausa pasquale dopo un incredibile periodo di gare: “Dal 28 febbraio sono salito in pedana in undici competizioni. È stata dura, una preparazione tecnica non indifferente, impegnativa dal punto di vista fisico. Ho retto bene, grazie agli allenamenti”. Prima la serie A, poi la coppa Campioni, due Coppe del Mondo tra Baku e Doha, poi serie A ed Europei a Stettino in Polonia dove la Nazionale ha raggiunto sette finali, una medaglia d’argento agli anelli e un quarto posto alal sbarra, proprio di Macchini.

Carlo Macchini, cosa è mancato per salire podio agli Europei?

“Il bagaglio tecnico va migliorato. Il podio è lontano, perché il coefficiente di difficoltà di esercizio degli altri era più alto. Io partivo da 5,7, quello che ha vinto da 6,8”.

Come si cresce?

“Ho provato a fare un esercizio 6,8 in allenamento ma l’ho diviso in due parti. L’esercizio deve essere pulito, perfetto. Il punteggio finale è dato dal coefficiente più da quello di esibizione. Il rischio è di prendere penalità e poi il coefficiente diventa inutile. Non sempre la difficoltà di esecuzione è vincente. E questo è uno degli aspetti chiave. Partire dal semplice spesso paga, ma ora l’obiettivo è di cercare di incrementare la difficoltà”.

Prossime sfide?

“Giochi olimpici europei, dove partecipano tre atleti per Nazionale e io ci sarò. Poi il vero appuntamento importante a metà ottobre i Mondiali qualificanti per le Olimpiadi. Quello è un appuntamento tosto e atteso”.

Cosa ha di particolare?

“E’ un Mondiale qualificante, la squadra sarà composta da cinque persone più una riserva, per le Olimpiadi solo in 4, più una riserva che sarà staccata. Non esiste una gerarchia. La squadra per i Mondiali è formata, ma lo sport ha delle variabili che cambiano tutto”.

Lei punta le Olimpiadi?

“Non sono una chimera, so che posso raggiungerle. Sono il sogno di una vita, ci mettiamo tutti anima e corpo. Alla fine delle gare dei mondiali comunque piangeremo, di felicità o tristezza”. Qui interviene il suo allenatore: “Se i Mondiali sarà sul podio il suo posto sarà comunque certo. A livello Europeo sono tutti molto forti, essere stato il quarto in Europa significa avere molte che anche ai Mondiali, dove ci sono un giapponese e un cinese da temere”.

Macchini come si gestisce la pressione?

“La gestisco pensando al lavoro fatto che è tanto e non sarà vano. In gara arrivo con la coscienza a posto, certo del percorso. Tutti daranno il massimo, solo le prime dodici squadre andranno alle Olimpiadi, chiaro che sento la responsabilità”.

Ma nella ginnastica c’è gioco di squadra?

“È uno sport molto individuale ma ho sentito la coesione di squadra in questi Europei. Anche questo ha contribuito al risultato importante. L’obiettivo comune”.

Quante ore al giorno di allenamento?

“Dalle 4 alle 8 ore tutti giorni.  È come stare in una piccola manovia. La palestra Appoggetti, con l’accademia federale, è la mia casa. Parliamo della seconda struttura federale italiana”.

Sacrifici, uno dietro l’altro. E come si fa con il cibo?

“Ho una dietologa, ma per Pasqua ho avuto qualche concessione. Lo svago e lo sgarro ogni tanto ci vuole. Già mi hanno tolto la moto (dopo un incidente, ndr), non esageriamo” ribadisce sorridendo.

Macchini, ma fino a quando la vedremo gareggiare?

“Voglio arrivare alle Olimpiadi del 2028. Ecco, quello è un traguardo che mi do. Nel mentre mi alleno e studio, vorrei entrare nell’Aeronautica, ma i posti per la ginnastica sono pochi. Ci proviamo, sempre, lavorando in palestra, lontano dai riflettori, anche se ogni tanto un po’ di copertura mediatica ci piacerebbe, anche il nostro mondo ha bisogno di sponsor. Mtv con il suo reality ha acceso un faro, significa che l’interesse c’è a noi il compito di farlo crescere, vincendo”.

@raffaelevitali

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