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Fermana show, basta un Destro per mettere ko il Monticelli

E ora tutti al lavoro, con il campionato che si ferma e dà al neo allenatore la possibilità di plasmare la Fermana a suo piacimento.

MonticelliFermana


ASCOLI PICENO – Vince, 0-3, e convince la Fermana del dopo Jaconi contro il Monticelli. Vince Flavio Destro, appena arrivato ma già decisivo con la scelta di lasciare Degano in panchina, schierando un 4-4-2 vecchia maniera con la coppia Cremona-Molinari in attacco supportati da un centrocampo muscolare con Urbinati e Misin a proteggere le spalle a chi deve segnare.

Gira tutto bene ai canarini, che chiudono il primo tempo in vantaggio e con un uomo in più, per l’espulsione sul finale di Petrucci che costringe Stallone a rivedere tutto il piano partita.

Ma la ripresa, con Cremona che trova un gran gol per il due a zero e il colpo finale di Per Nullo, cambio vincente di Destro, che zittisce il Del Duca. “Sia chiaro – commenta Destro - la Fermana non cambia obiettivo: a noi servono ogni domenica tre punti. Non dobbiamo guardare la classifica”. Pragmatico, ma soddisfatto: “I giocatori hanno riproposto in campo quello che avevamo provato in questi pochi giorni di allenamento insieme e soprattutto hanno approcciato bene l'incontro, dando tutto: certo la superiorità numerica ci ha avvantaggiato”. ma abbiamo meritato la vittoria e va bene così».

E ora tutti al lavoro, con il campionato che si ferma e dà al neo allenatore la possibilità di plasmare la Fermana a suo piacimento.

Mister Destro: "Da quando mi sveglio alla sera che vado a letto, penserò solo alla Fermana"

Il nuovo allenatore canarino: "I giocatori devono uscire dal campo dopo una partita stremati". Conti e Parlatoni: era la prima scelta per il dopo Jaconi".

destroprimopiano


di Raffaele Vitali

FERMO – “Dal momento in cui mi sveglio la mattina a quando mi addormento la sera, avrò un solo pensiero: la Fermana. Questo significa una cosa: che come io darò tutto, così faranno i miei giocatori perché chi entra in campo e indosserà questa maglia dovrà uscire stremato, stanco, sudato. Poi, se uno tira e prende il palo non sono io a deciderlo”. Ecco Flavio Destro, il nuovo allenatore della Fermana targata Raul Enzo Parlatoni. È a lui che i canarini affidano il bastone del comando per cercare di invertire qualcosa che non sta funzionando. “Arriviamo da un punto in tre giornate “ricorda il direttore generale Fabio Conti, “quindi qualcosa che non va ci deve essere”.

Era la prima scelta della società l’ex bandiera dell’Ascoli calcio: “Ma il passato non deve influire sul presente, sia chiaro. Sono l’allenatore della Fermana e do tutto per la Fermana”. La squadra la sta studiando in queste ore: “Una prima partitella per iniziare, poi i video. Di certo conosco bene il Monticelli, prossimo avversario, e il suo allenatore Stallone. E poi sei - sette ragazzi li ho allenati e cresciuti, credo che daranno qualcosa in più domenica, proprio perché giocano contro di me”.

Della Fermana conosce bene Iotti e Degano, con cui ha condiviso l’esperienza di Crotone, Cremona e Carrieri. Giocatori che hanno ricoperto ruoli diversi in questi mesi: “Li proverò. Iotti con me ha fatto in passato il terzino. Bisogna però anche capire se i giocatori hanno la volontà di confrontarsi in altri ruoli. E quindi parlerò con Degano. E non solo. Di certo sono due che possono giocare in più ruoli”.

Un’eredità difficile, quella che dovrà gestire Destro: “Se fosse stato un buon periodo, io non sarei qua. Ho sentito voci opposte sul perché, ora capirò io. Questa squadra vive una fase complicata, ma la situazione in classifica, e guardo i numeri che non mentono, dice che siamo a 4 punti dai play out e 5 dai play off. Quindi voglio compattare tutto l’ambiente, dalla stampa ai tifosi alla società, per non andare incontro a brutte sorprese”.

Il calendario non gli è amico: Monticelli, Fano e Matelica. Ma in mezzo avrà anche due soste per lavorare con calma: “Le pause sono benedette, potrò lavorare per capire dove dobbiamo migliorare e in cosa possiamo migliorare. Anche a livello mentale. Saranno giorni utili per conoscerci”. E Jaconi? “Non ho solo stima, ma rispetto per un allenatore che da 40anni cavalca categorie importanti. Chissà se ci parlerò, è una prassi che non abbiamo mai noi allenatori. E comunque, non sono io a dover parlare di Jaconi, ci pensano curriculum e numeri a farlo”. Vuole riportare l’entusiasmo e per farlo, “siccome non abbiamo Maradona”, Destro punta sul gruppo: “Lotteremo da squadra e non da singolo. Se qualcuno non lo capirà, non farà parte del progetto. Solo così si vince”. 

@raffaelevitali 

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