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Intervista al patron Vecchiola. Jaconi, Fermana, insulti e stipendi bloccati: "Anche io sono in discussione"

Il numero uno della società canarina parla con laprovinciadifermo.com: "Essere giudicati solo sulla domenica fa male. Jaconi paga per la squadra a cui ho congelato gl stipendi".

vecchiola fermana


di Raffaele Vitali

FERMO – E’ finita l’era a fermo di Osvaldo Jaconi. Maurizio Vecchiola, patron della Fermana, che cosa è successo?

“Il rapporto umano resta ed è ottimo. Sul lato sportivo le cose non sono andate bene. Ma non escludo in futuro nuove collaborazioni. Parliamo di un uomo stimato in ogni angolo dell’Italia e in Lega”.

Che però non allenerà più la Fermana.

“In questo sport, ormai, si valuta la persona solo sulla singola domenica. Ed è l’aspetto che mi allontana sempre più da questo mondo”.

Quali le ragioni della risoluzione del contratto?

“Abbiamo capito che la pressione che c’era attorno alla squadra andava affrontata in un modo diverso. C’era un clima pesante e lui da uomo di sport si è rimesso in discussione e si è seduto attorno al tavolo. Ha capito quale fosse il bene della Fermana”

Jaconi parafulmine della squadra?

“Eh sì, ora i giocatori devono reagire. Non ci sono più appelli. Se la squadra è come tutti dicono, che deve ambire all’alta classifica, è ora che lo dimostri”.

Il vice Cetera come allenatore?

“Non lo sappiamo, entro domani decideremo. Lui ha la Juniores, quindi comunque resta con noi. Per il resto, la rosa è ampia”.

Quanto le dispiace aver dovuto cacciare il ‘suo’ uomo?

“L’ho fatto per il bene della fermana l’ho fatto. Questo non è un esonero, insieme abbiamo capito che poteva essere la soluzione. Umanamente mi dispiace molto. Jaconi (nella foto con il presidente Parlatoni)è uno che non scende a compromessi, è un puro ed è uno che vive e respira di calcio, un vero professionista. Non pensavo che andasse così, ma c’è stata troppa intermittenza nelle prestazioni”.

Vecchiola, la piazza non riesce ad amarla, anche domenica l’hanno contestata. Come mai?

“Accetto ogni critica, ma non le offese personali. Non merita rispetto chi mi insulta sul personale. Farebbe bene a stare a casa. Accetto che mi si urli ‘andate a casa, non sapete lavorare’, ma non accetto gli insulti. Noi, società, abbiamo messo soldi e tempo, abbiamo ridato credibilità a una piazza importante. Prima mi chiedevano i soldi anticipati, ora siamo la Fermana. Non chiedo riconoscenza, mi basta non dover subire minacce e offese. Abbiamo perso per un errore di passaggio, non perché abbiamo subito”.

Ma è vero che blocca gli stipendi?

“Sono bloccati fino a salvezza raggiunta. Jaconi paga ma anche i giocatori devono metterci qualcosa”.

Ha molte stelle in campo. Cosa pensa di Degano e delle sue prestazioni?

“Lo reputo un valore aggiunto per la Fermana. Va sfruttato al massimo. Dall’inizio a oggi dovrei dire che mi ha convinto, tra un inizio ottimo e un periodo di calo. Ma può dare di più, come i compagni. L’anno scorso a Civitanova correvano anche senza stipendi. E comunque vedremo già da domenica con il Monticelli se era un fatto di mister”.

È molto amareggiato, non è che Vecchiola ha idee strane?

“Il medico non mi impone di stare alla Fermana. Non faccio mi le cose per dispetto. Ci metto la serietà e gestisco la Fermana come una impresa. Se la devo gestire come la squadra della domenica, vinciamo e facciamo i debiti, non esiste Vecchiola. Siamo 11 soci, undici teste, che meritano rispetto. A fine anno rivedrò la mia posizione, come faccio ogni volta. Con insulti e minacce non si lavora bene. Qui la città deve capire se vuole una società seria fatta di persone autoctone che amano questa terra o preferiscono dei forestieri che portano alla vittoria ‘ogni maledetta domenica’. È una scelta che può fare il pubblico fermano”.

Scelte molto diverse tra loro.

“Fermo si trova di fronte a un bivio. Jaconi lo diceva sempre. La Fermana ambisce a categorie superiori. La società ha ambizione a sua volta, ma ci muoviamo con i piedi piombati che seguono un percorso di crescita importante. Criticatemi per questo, lo accetto. Ma minacce e insulti non fanno parte del mio modo di fare calcio, come non lo è il dover essere giudicati solo e sempre per la singola domenica”.

@raffaelevitali 


Colpo di scena: Osvaldo Jaconi non è più l'allenatore della Fermana

Doveva essere un amore eterno, di quelli che dalla panchina sarebbero proseguiti poi dietro a una scrivania, ma non sarà così: si lasciano la Fermana e il condottiero dal pugno di ferro. 

jacnisorriso


FERMO – E’ finita l’avventura di mister Osvaldo Jaconi con la Fermana. “E’ stato risolto consensualmente il rapporto con il tecnico Osvaldo Jaconi, al quale vanno i più sentiti ringraziamenti per il lavoro svolto alla guida della prima squadra gialloblù”. Fatale è stato il ko con la Vis Pesaro. Fatale il rapporto ormai incrinato con la piazza. Fatale il suo essere sincero e diretto, anche nelle parole, prima e dopo una sconfitta.

Doveva essere un amore eterno, di quelli che dalla panchina sarebbero proseguiti poi dietro a una scrivania, ma non sarà così: si lasciano la Fermana e il condottiero dal pugno di ferro. A Cetera, per ora il compito di proseguire il lavoro.

Un tiro, un gol: che beffa. La Fermana perde con la Vis Pesaro e i tifosi fischiano

Un tempo di studio, dove i portieri a parte un paio di tuffi plastici non hanno dovuto sporcarsi i guanti. Un tempo che la Fermana ha controllato, per certi versi dominato, nei primi venti minuti. 

cremona solo


FERMO – Cossu trotterella, Urbinati non regge i ritmi, Cremona (nella foto) corre da solo, Degano inventa solo da fermo, Ficola è il dodicesimo uomo della Vis, Comotto usa più le mani dei piedi e Molinari, quando entra, non ha più la squadra che possa sostenerlo, perché il centrocampo è scomparso e tolto Gregonelli nessuno corre più. Così si perde 0-1 contro la Vis Pesaro, così si regalano punti preziosi. Ma alla fine la domanda che resta è: poteva fare di più o qualcosa di diverso la Fermana di Jaconi? Difficile, perché gli assenti erano tanti tra centrocampo e attacco.

La partita

Un tempo di studio, dove i portieri a parte un paio di tuffi plastici non hanno dovuto sporcarsi i guanti. Un tempo che la Fermana ha controllato, per certi versi dominato, nei primi venti minuti. Quelli in cui Degano poteva, al 12’, portare anche in vantaggio i canarini. Ma il tiro centrale non ha impegnato Molinaro. Stesso discorso quando Russo, schierato a sorpresa da Jaconi, si invola sulla fascia dopo aver recuperato il pallone su calcio d’angolo sbagliato dalla Vis e semina il panico. Ci pensa però Procacci con una scivolata a centro area a salvare. A quel punto, la Vis ritrova vigore e in pochi minuti tira quattro calci d’angolo, tutti pericolosi grazie ai piedi di Rossi, un pirlo con i ricci. Trema ma non traballa la linea Maginot che Jaconi ha affidato a Comotto e Bossa, anche se i brividi per il tecnico squalificato e relegato nei box della tribuna non mancano. Sono i minuti del lancio lungo, quelli della pausa per Cossu e Urbinati che pensano più a contenere che a costruire. Cosa che fa invece Degano al 39’ quando si porta a spasso mezza Vis Pesaro prima di pennellare per Cremona: nuovo angolo e nulla di fatto. È tempo del tè caldo.

La ripresa si apre senza emozioni. Gli allenatori, che si conoscono alla perfezione, non cambiano. Almeno fino al 15’ quando Jaconi sostituisce Russo con Gregonelli. È la mossa per liberare Iotti, relegato per un’ora come terzino. Rischia il rosso Comotto al 20’ quando Ficola sbaglia un retropassaggio, Falomi, entrato da due minuti, intercetta e si lancia verso Olczak. Comotto a piedi pari non può che abbatterlo: giallo e punizione dai 25 metri. In due sul pallone: il piede sinistro di Rossi e il destro di Falomi. Finta Rossi, tira Falomi: la palla supera la barriera e chirurgica si infila a fil di palo, dove Olczak non può arrivare. Vis in vantaggio proprio sotto i suoi 50 tifosi.

Cetera, che guida la Fermana in campo con Jaconi che dà le indicazioni dalla tribuna, getta nella mischia il malconcio Molinari. Ma è ancora Falomi a dare spettacolo con una nuova giocata che Gregonelli evita diventi gol, salvando a pochi passi dalla linea di porta con Olczak già battuto. Ci provano i canarini, spingono, Urbinati crolla a terra per crampi e Valdes entra. Ma non è giorno di gloria. È troppo tardi per una Fermana che conferma di essere troppo prevedibile quando gioca con una sola punta.

La contestazione

E alla fine, dopo mesi, arrivano i fischi e le urla e gli insulti. La sconfitta e la pioggerellina che torna a battere su Fermo annebbiano le menti, cancellano i ricordi e i complimenti, quelli che portavano ad applaudire i canarini anche se battuti o dopo un pareggio. Oggi no, il tifoso, soprattutto quello da tribuna, perché la curva ha contenuto la rabbia rivolgendola agli ospiti, ha scelto la contestazione. 

Raffaele Vitali

Jaconi si prepara al derby: contro la Vis niente Omiccioli e tifosi ospiti 'schedati'

L'allenatore della Fermana: “Prendiamo il punto che abbiamo portato a casa e guardiamo avanti, se sarà decisivo ai fini della classifica lo scopriremo solo a fine campionato".

cremona molinari


FERMO – Che quella di domenica sia una partita fondamentale e per questo non priva di rischi lo dimostra il provvedimento deciso dai questori di Pesaro e Ascoli: i tifosi ospiti possono comprare il biglietto solo se muniti di documento e solo fino alle 19 di sabato. Domenica infatti i botteghini resteranno chiusi per i pesaresi. Ma la gara è rischiosa anche in campo, perché la Vis Pesaro è in crescita e sta trasformando l’entusiasmo della nuova proprietà, i Ferri, in risultati. La Fermana arriva al match dopo il pari conquistato con il cuore a Castelfidardo, al termine di una gara caratterizzata da incredibili infortuni, il più serio a Omiccioli che salterà anche il match del Recchioni.

“Prendiamo il punto che abbiamo portato a casa e guardiamo avanti, se sarà decisivo ai fini della classifica lo scopriremo solo a fine campionato. Le partite non si giocano sulla carta, anche le cosiddette big del campionato hanno spesso steccato o faticato con le squadre che si trovano indietro in graduatoria”. Osvaldo Jaconi tine sotto controllo la tensione e le parole e vuole far comprendere alla piazza il giusto valore di un punto: “Pensiamo all'Agnonese: noi li abbiamo battuti e qualcuno ha storto il naso dicendo che non eravamo stati particolarmente belli sul piano del gioco, ma dopo quello stop sono riusciti a conquistare due vittorie esterne e un pari. L’avversario va rispettato”. Come il collega Bolzan, esonerato dopo il pari con i canarini: “Dispiace sempre quando a pagare per i risultati che non arrivano è l'allenatore”.

La Fermana a Castelfidardo con il ritrovato Molinari: "Niente passi falsi"

Jaconi: “Sicuramente al "Galileo Mancini" ci sarà da combattere: siamo pronti e ci siamo preparati al massimo per questo appuntamento".

molinari sorriso


FERMO – “Niente passi falsi, nel girone di ritorno che si tratti della prima o dell'ultima in classifica la storia non cambia, le gare sono tutte difficili, i punti pesano il doppio”. Osvaldo Jaconi carica così la Fermana. “Finché in graduatoria le posizioni non saranno maggiormente consolidate, e le varie griglie definite, ogni match nasconderà molti pericoli”. Il Castelfidardo arriva alla partita con molti problemi, ma venderà cara la pelle. “Sicuramente al "Galileo Mancini" ci sarà da combattere: siamo pronti e ci siamo preparati al massimo per questo appuntamento, nel quale vogliamo assolutamente ben figurare e portare a casa un risultato importante”. Nota lieta, tra i canarini rientra bomber Molinari.

Petagna torna bomber, l'Ascoli Picchio supera il Como e lascia la zona play out

Senza il patron Bellini, in Canada incollato alla tv a esultare, i bianconeri trovano gioco e vittoria al cospetto di un Como spuntato e quasi mai pericoloso.

ascoliconferenza


ASCOLI - L’Ascoli Picchio vince. E per fortuna. Il Como cade al Del Duca per 1-0. Di nuovo a segno Petagna, che sta vivendo la sua primavera con tre gol in una settimana.

Tre punti fondamentali per il Picchio, in vista di un rush finale complicato in cui sarà fondamentale trasformare il Del Duca nell’alleato principale. Senza il patron Bellini, in Canada incollato alla tv a esultare, i bianconeri trovano gioco e vittoria al cospetto di un Como spuntato e quasi mai pericoloso. Non per niente i lombardi sono ultimi in classifica. Le sconfitte di Lanciano e Pro Vercelli spingono l’Ascoli fuori dalla zona play out.

Forò e la sua Fermana: "Come Vidal, ma per esultare con un gol sotto la curva Duomo"

Il centrocampista di Jaconi non pensa alla classifica? “E’ ancora presto per guardarla".

FILIPPO FORO


FERMO – Correre corre, ogni tanto in trance dimentica di fermarsi e abbatte l’avversario prendendo evitabili cartellini gialli. Ma lui è così e anche per questo è uno dei beniamini dei tifosi, oltre che il mastino del centrocampo di Osvaldo Jaconi. È Filippo Forò, classe 1987, con i polmoni di un ventenne, cresciuto nelle giovanili della Fermana prima di girare per l’Italia e tornare a vestire la maglia gialloblù.

Con Misin è il mastino del centrocampo. Ma non sempre basta, come insegna il ko con il Campobasso. “Una disattenzione ci ha punito. Abbiamo provato a rimontare nel secondo tempo siamo scesi in campo più aggressivi perché dovevamo recuperare ed il cambio di mentalità si è notato. Abbiamo preso più rischi, siamo anche andati vicini al pareggio”. Che però non è arrivato.

Da quando è tornato, dopo due anni da emigrante, la Fermana è cambiata: “L'ambiente è cresciuto e migliorato, è più professionale. Credo che questo si debba anche all'arrivo di Jaconi, un allenatore dalla grande esperienza e dal forte carisma, capace di portare un cambio di mentalità decisivo”.

Il suo plauso va anche ai tifosi: “Sono sempre stupendi: il calore con cui ci seguono anche in trasferta è per noi fondamentale, giocare sapendo di averli al nostro fianco ci trasmette un orgoglio e una carica fortissimi”. E la classifica? “E’ ancora presto per guardarla. Per adesso penso a segnare sotto la curva Duomo”. E poter così esultare come Vidal, suo idolo assieme a Nainggolan.

r.vit.

Degano inventa, Cremona segna: la Fermana annienta la Jesina e conquista il Recchioni

fermana curva golQuattro gol realizzati e uno solo subito per i canarini ‘vecchia maniera’ di Jaconi, visto che Molinari è rimasto ai box per un problema fisico.

FERMO - La Fermana ritrova il sorriso. Di quelli a 32 denti, perché vincere e farlo dominando è una bella iniezione di fiducia. Quattro gol realizzati e uno solo subito per i canarini ‘vecchia maniera’ di Jaconi, visto che Molinari è rimasto ai box per un problema fisico.

Chi ha dominato è il duo Cremona – Iotti serviti alla perfezione da Degano, capaci di spaziare tra difesa e attacco senza sosta. Il fantasista, dopo aver centrato il palo, alal fine è riuscito a bucare il portiere avversario per il momentaneo 4-0.

Grande festa sugli spalti, con la squadra salutata con una meritata standing ovation che grazie al gol di Cremona a fine primo tempo è rientrata in campo carica e convinta delle proprie forze.

Tabellino

FERMANA –JESINA: 4-1

FERMANA (4-2-3-1): Olczak; Sene, Gregonelli, Omiccioli (40'st Forò), Comotto, Bossa, Iotti, Misin, Cremona (27' st Di Federico), Degano, Pero Nullo (23' st Cossu). A disposizione: Cascione, Carrieri, Ficola, Russo, Urbinati, Valdes Seara. All. Osvaldo Jaconi.

JESINA (4-1-4-1): Niosi, Sassaroli, Carnevali, Strappini, Tafani, Fatica, Arati (15'st Frulla), Cardinali, Compagnucci, Ragatzu (1' st Trudo), Cameruccio (35' pt Piersanti). A disposizione: Tavani, Serantoni, Ambrosi, Stampella, Sampaolesi, Alessandroni. All. Yuri Bugari.

ARBITRO: Sig. Niccolò Panozzo della sezione di Castelfranco Veneto.

RETI: 47' pt Cremona, 6' st e 39' st Degano, 18' st Iotti, Trudo 43'st (rig).

NOTE: partita iniziata con 10' di ritardo, a causa dell'infortunio di Pierandrei nel riscaldamento; ammoniti al 26' pt Fatica ed al 36' pt Bossa (gioco falloso); corner 3-1; recupero 3'+2'.

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