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Fermana, Urbinati vuole restare e fare ancora meglio: "Alziamo l'asticella insieme"

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Più difficile la promozione o questa salvezza? “La differenza è mentale. Quando sei abituato a vincere, il gruppo non ha mai difficoltà. Invece quest’anno ne abbiamo avuti di momenti difficili e sono emersi i valori. La salvezza è più complicata”.

FERMO - Urbinati, ci siamo. Arriva il Fano. Come si prepara questa sfida?

“Nel modo standard: allenandoci. Domenica è l’ultima della stagione al termine di un anno in cui abbiamo raggiunto gli obiettivi prefissati. Chiuderemo al meglio, vogliamo vincere”.

Lei è uno dei tanti canarini legati al Fano e loro si devono salvare, quale è il clima?

“Sfida importante per loro, che vale una stagione. Ma questo non significa che noi abbiamo meno stimoli. Noi non vogliamo finire terzultimi, considerando che abbiamo sempre occupato un posto tra le prime dodici. Quindi noi giocheremo dando intensità, voglia e determinazione. Poi se sarà festa per tutti, è meglio”.

Messaggio ai tifosi.

“Ci piacerebbe che la città ci venisse a salutare. Quest’anno i tifosi in casa non si sono di certo annoiati. Colpi di scena, emozioni. Rimonta sulla Reggiana, sul Teramo, vittoria con la Samb. Noi con le prime non abbiamo mai perso. Va detto. Noi vogliamo salutare il pubblico e ricevere il suo saluto”.

A Renate un buon Urbinati?

“Vi assicuro che abbiamo fatto una buona partita, segnata da due errori. Ci è mancato l’ultimo passaggio, la giocata risolutiva”.

Urbinati 2018-2019?

“Mi accodo alle parole del capitano. come lui mi sento parte della famiglia, della città. Farebbe piacere a tutti noi che siamo in scadenza rinnovare questo contratto. Finale play off, campionato vinto, salvezza. Magari il prossimo anno alzeremo l’asticella”.

Avete dei rimpianti?

“Non rimpianti, perché noi in campo abbiamo dato tutto. Poi qualche punto perso c’è stato. Ma è anche nella crescita. Per molti la Serie C era un debutto. Giocarsi la salvezza nel derby sarebbe stato pesante. siamo soddisfatti”.

Più difficile la promozione o questa salvezza?

“La differenza è mentale. Quando sei abituato a vincere, il gruppo non ha mai difficoltà. Invece quest’anno ne abbiamo avuti di momenti difficili e sono emersi i valori. La salvezza è più complicata”.

Se torniamo a settembre, Urbinati sembrava l’in più. E invece, la Serie C è la sua categoria?

“Dopo un anno del genere gli attestati di stima mi hanno caricato. Non è un punto di arrivo per me. Se fosse possibile vorrei fare meglio. Io sono uno che ama guardare a traguardi superiori. Voglio consolidarmi in questa categoria, ma bisogna essere in due. La mia stagione, come quella della squadra, è stata gratificante”.

Trenta presenze, quarto per minuti giocati.

“Un anno fa ho avuto dei problemi fisici. Quest’anno sono andato dritto. Non ho avuto problemi e quando non li hai puoi correre. E per il mio modo di giocare è fondamentale. Ringrazio lo staff per avermi fatto arrivare al 100% in campo. Tre anni fa solo Conti, dopo la retrocessione a Castelfidardo, poteva puntare su di me. Mi seguiva, ha avuto la forza e la follia di puntare su di me. In un mondo in cui si fa tutto online, sui curriculum, noi abbiamo un direttore che prima di prendere un giocatore lo va a visionare, gira per i campi”.

Cosa le è mancato?

“Il gol, lo ammetto. E una chance l’ho avuta”.

Raffaele Vitali

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