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Intervista. Destro e la salvezza della Fermana: "Fatica e soddisfazione". E sulla prossima C: "Tutti vogliamo fare meglio"

destro campo

Come cambia allenare per vincere o per salvarsi? “Quando sei primo l’umore nello spogliatoio e nell’ambiente è diverso. Cambia tutto quando lotti per non retrocedere. La tensione è più alta. Le palle pesano di più, le situazioni sono più difficili da leggere".

di Raffaele Vitali

FERMO – Mister Flavio destro, che effetto le fa poter usare la parola salvezza abbinata a Fermana?

 “Bellissimo, a inizio anno tutti avrebbero fatto carte false per raggiungerla. E l’abbiamo presa in anticipo”.

Fatica o soddisfazione, cosa abbinerebbe a salvezza?

“Non è stata semplice, quindi la fatica che c’è stata. Soddisfazione perché dal gruppo ho avuto risposte importanti”.

Più difficile vincere la D o salvarsi in C?

“Due cose molto difficili. Per la prima volta ci siamo scontrati con una realtà che non conoscevamo. Con squadre di livello. E noi siamo stai quasi sempre all’altezza. Due traguardi bellissimi. Aggiungerei pure i play off del primo anno”.

Come cambia allenare per vincere o per salvarsi?

“Quando sei primo l’umore nello spogliatoio e nell’ambiente è diverso. Cambia tutto quando lotti per non retrocedere. La tensione è più alta. Le palle pesano di più, le situazioni sono più difficili da leggere. C’è lo stress diverso rispetto a quando vinci un campionato”.

Un ‘qualcosa’ che le ha detto in C ‘possiamo starci’?

“Dopo la gara con la Sambenedettese in casa abbiamo capito che potevamo giocare in serie C. Sapevamo benissimo poi che ogni gara sarebbe stata una battaglia e che avremmo giocato sempre al 100% per raggiungere il risultato”.

A luglio diceva ‘sono tranquillo ma non troppo’. Cosa è cambiato?

“Un allenatore non deve mai essere tranquillo. Diventerebbe pericoloso. Bisogna pensare in primis alle cose negative che servono per migliorare, per mandare poi segnali all’ambiente. Ora sono tranquillo, prima non lo ero”.

Un altro anno di contratto, ha energia mentale per spingere al massimo?

“Ho un altro anno oltre che due partite in cui vogliamo chiudere vincendo perché mica è impossibile pensare di andare avanti. Non sono uno che si accontenta. Poi, finito il campionato, ricaricheremo le batterie. Non sono appagato, ceco sempre di trovare situazioni in cui ci si dà traguardi importanti”.

Alzare l’asticella il prossimo anno?

“È un discorso prematuro. Tutti vogliono sempre fare meglio. Vale per ognuno. Ma li affronteremo più avanti”.

Come si affronta invece il finale di stagione?

“Giochiamo contro una squadra in lizza per i play off e una che arriverà da noi forse non ancora salva, gli stimoli ci sono”.

Play off?

“Noi possiamo ancora vincere due partite, poi vediamo”.

Tornando alla salvezza, ha ricevuto chiamate particolari?

“Mi hanno chiamato molti colleghi e molti amici. Perché non era semplice. All’inizio dell’anno eravamo quelli considerati per lottare fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata. E invece, abbiamo fatto bene. Brava la squadra”.

Salvezza merito di chi?

“Le sorprese sono arrivate da tanti. I miglioramenti ci sono stati da molti giocatori. Significa che abbiamo lavorato bene”.

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