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Luca Cognigni, il bomber modello è della Fermana. Conti: "UN orgoglio averlo in squadra"

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Vuole tornare a fare gol, quanti non lo sa neppure lui. “Magari fossero tanti quanti la metà dei punti che ho nel ginocchio, ma significherebbe andare in doppia cifra”. Lo spirito è buono, la forma in crescita, il 2018 della Fermana sarà comunque migliore.

FERMO – Regalo di Natale per mister Flavio Destro. Ma soprattutto per le tante tifose che scelgono di passare un paio d’ore ogni due settimane al Recchioni. Il direttore generale Fabio Massimo conti ha firmato il tesseramento di Luca Cognigni. Il bomber made in Fermo, reduce da un lungo infortunio, che da mesi si allena con i gialloblù ha convinto tutti. Vuoi per l’impegno, vuoi per il fatto che a 25 anni era considerato uno dei più forti attaccanti della serie C prima dell’infortunio, vuoi perché ha una grande voglia di riscatto, vuoi perché è il primo attaccante più alto dell’allenatore, come si scherza al momento della firma.

Non è ancora pronto, ma entro un mese sarà a disposizione per giocare fin dal primo minuto. In gruppo è già entrato, le partitelle ancora non le ha giocate. Ma il ginocchio è solido e come le gambe muscolose sotto il volto che piace a tutti. “Per la società e per i tifosi deve essere un orgoglio averlo in squadra” sottolinea conti che al momento ha tesserato il bomber fermano, che con l’Ancona ha dimostrato di essere degno di categorie superiori, fino a giugno, “ma c’è la volontà’ da entrambe le parti di proseguire il rapporto”.

Cognigni deve molto alla Fermana, perché non capita spesso di trovare società che ti mettono a disposizione staff e strutture per rientrare da un brutto infortunio: “Aver firmato il contratto, vedere la maglia canarina con il mio nome, contrassegnata dal numero 32, non nascondo che è una bella emozione, è una scarica di adrenalina”. Un anno fa era in ospedale, oggi davanti a un contratto. “Dopo la sosta mi metterò a disposizione del mister con l’auspicio di trovare il più presto possibile, magari per la ripresa del campionato il venti gennaio, la condizione e il ritmo partita per rendermi utile alla squadra, formata da un gruppo di giocatori eccezionali che mi hanno fatto sentire uno di loro fin dal primo giorno che ho messo piede al Recchioni”.

Si conferma un gruppo speciale quello canarino guidato da capitan Comotto. “Ho temuto di non poter più giocare a un certo punto. Due interventi chirurgici, il dolore, i dubbi. Ma poi è tornata la convinzione e l’allenamento con la Fermana fino alla firma di oggi”. Vuole tornare a fare gol, quanti non lo sa neppure lui. “Magari fossero tanti quanti la metà dei punti che ho nel ginocchio, ma significherebbe andare in doppia cifra”. Lo spirito è buono, la forma in crescita, il 2018 della Fermana sarà comunque migliore.

r.vit.

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