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Sbaffo trasforma la domenica della Fermana in un incubo: i canarini crollano e i tifosi contestano

cremona solo

Destro ha il tempo di ridisegnare la squadra. Prima entra Sansovini per Lupoli e poi Maurizi per Gasperi, ripristinando così il canonico 4-4-2 dopo un primo tempo a tre punte che non ha prodotto altro che enormi buchi in campo in cui si sono inseriti gli ospiti.

di Raffaele Vitali

FERMO – Lenti, imprecisi e fuori posizione. Il pomeriggio da incubo per i giocatori gialloblù si chiude alle 16.20 sullo 0-3. Se il primo tempo aveva lasciato amarezza, ma anche qualche speranza, quanto prodotto dalla Fermana nella ripresa è poco più di zero. Peccato, visto che in tribuna c’era anche Mattia Destro pronto a festeggiare il ritorno alla vittoria del padre. E invece, ko ieri l’attaccante, ko oggi il mister.

Nei primi 45’, pur subendo, la squadra di Destro è andata due volte vicino al gol. Ma è la magra consolazione di un primo tempo chiuso sotto 1-0 in cui il pallone è stato quasi sempre nei piedi degli uomini dell’Albinoleffe. Superiorità tecnica e fisica resa evidente dalle giocate di Sbaffo, ex Ascoli con piedi da serie B, e dalle percussioni di Giorgione, prima dell’infortunio, e di Gelli. La Fermana gioca sui lanci lunghi, cosa che costringe i mediani a correre più del solito, finendo per perdere precisione e tempismo nel passaggio. Per non parlare del tiro, che Misin dimentica in tasca quando al 26’ all’altezza del dischetto passa anziché tirare. Sarebbe stato il pareggio, dopo che al 12’ Colombi aveva portato in vantaggio i rossi.

Cremona corre, ma produce poco, tolto il tocco di testa che ha liberato Misin. Purtroppo Misin. Ma almeno il centrocampista ci prova, cercando di sopperire alle vezzose giocate di prima di Petrucci e ai movimenti imprecisi dei difensori che portano l’Albinoleffe vicino al raddoppio. Il fischio dell’arbitro di fine primo tempo è una liberazione accompagnata da un primo messaggio della curva Duomo: “Noi vogliamo gente che lotta”.

Destro ha il tempo di ridisegnare la squadra. Prima entra Sansovini per Lupoli e poi Maurizi per Gasperi, ripristinando così il canonico 4-4-2 dopo un primo tempo a tre punte che non ha prodotto altro che enormi buchi in campo in cui si sono inseriti gli ospiti. Al 9’ la partita finisce, punizione di Agnello, Valentini si muove in ritardo, si allunga, la devia sul palo ma il più lesto a riprenderla è Sbaffo che tutto solo insacca. Nessuno ha pensato di seguire l’azione e coprire così il portiere canarino. Non funziona oggi la Fermana, Destro urla, si sbraccia, richiama i suoi, ma resta un dato di fatto: il pallone è sempre nei piedi dell’Albinoleffe.

Quando Gennari si siede per terra e si tocca la caviglia, il tecnico made in Ascoli deve cambiare ancora arretrando Urbinati per dare a Grieco il centrocampo. Peccato che Urbinati da centrale duri cinque minuti e poi chieda il campo.

Fotografia finale di un match in cui per i canarini non ha funzionato nulla. Bocciato il tentativo di tornare alle tre punte, troppo poco incisivi gli esterni, bocciato il cambio di formazione in corsa, bocciata la gestione del match, con lo spreco della quinta possibile sostituzione non facendo alzare Da Silva o King.

Uno schiaffo salutare, forse, per un gruppo che dopo aver sempre corso più degli altri ha sofferto l’avversario e che non può pensare di finire sempre 0-0 le partite e che deve, al suo interno, trovare qualcuno capace di fare un passaggio nei piedi di un attaccante, altrimenti fare gol diventerà una chimera. E dalla curva niente applausi, che arrivano però dalla tribuna coperta.

@raffaelevitali

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