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Intervista. Capitan Comotto e la Fermana dalla super difesa che chiede entusiasmo ai tifosi

comottocops

“Il calcio è fatto di periodi in cui non riesci a buttarla dentro. Non è un problema di punte, che ci aiutano tanto anche in difesa”.

FERMO – Capitan Comotto, il punto con il Pordenone è un bicchiere mezzo o…

“Mezzo pieno, perché abbiamo giocato contro una squadra molto forte che non è in alto per caso. E comunque ci abbiamo provato, con il giusto rispetto per il Pordenone. Non volevamo perdere”.

0-0 fisso per questa Fermana?

“E’ il risultato di questo periodo. Ma non dimentichiamo chi abbiamo incontrato. Siamo una squadra viva, le occasioni le creiamo, anche se non segniamo. Per questo è un pareggio che non mi preoccupa”.

I tifosi però hanno mugugnato, chiedevano di più.

“Non dovevamo rimontare, quindi non si può pensare al finale con la baionetta visto con il Bassano. Eravamo contro il Pordenone che in dieci non ha tolto le punte. Questo significa che si poteva anche perdere”.

Possibile che tutte le avversarie siano sulla carta più forti?

“La realtà delle cose è che la serie C è dura. Qui non ci sono squadre materasso. Ci sono squadre superiori. E vale anche per l’Albinoleffe, che è un gruppo rognoso, scorbutico. Davanti ha un bomber esplosivo e veloce che conosco bene”.

Perché non fate gol?

“Il calcio è fatto di periodi in cui non riesci a buttarla dentro. Non è un problema di punte, che ci aiutano tanto anche in difesa”.

Per fortuna la difesa tiene.

“Stiamo facendo un grande lavoro di squadra, in cui ognuno porta un mattoncino nella copertura degli spazi”.

Dalla sua prima gara nelle Marche in Eccellenza a capitano in serie C, se lo aspettava?

“Quando andai in Eccellenza fu per scelta, motivi familiari. Pensare alla C a quel tempo era difficile. Sapevo di poter giocare fisso in serie D. E oggi la C, che reggo bene ma grazie al supporto dei miei compagni”.

Gennari funziona vicino a lei. E poi c’è Urbinati davanti. Sistema perfetto?

“Quello di Urbinati è l’emblema di una squadra che lavora per non far soffrire un compagno”.

Manca un po’ di brio?

“Non siamo il Barcellona e non lo saremo mai. Ma il fraseggio è cresciuto e la fase di possesso è migliorata”.

Fino a oggi quale la punta più forte incontrata?

“Forse le due di Trieste, molto veloci e brave tecnicamente”.

Lo stanno capendo secondo lei i tifosi che state giocando bene e meritate supporto?

“Fuori casa sono sempre tra i più numerosi, contro il Pordenone non c’era un pubblico numeroso. Abbiamo uno zoccolo duro a cui devo dire solo grazie. Manca forse quell’entusiasmo che tutti immaginavamo. Speriamo che col tempo lo stadio si riempia di nuovo”.

Cosa pensa della Cops dopo il primo allenamento?
“E’ un posto bello, se verrà sistemato per bene è un gioiellino. Il campo è un po’ gibboso”.

r.vit.

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