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Intervista. Il team building di Luca Cremona: "Nello spogliatoio della Fermana siamo tutti fratelli"

creomna lupoli

L'attaccante canarino: “Abbiamo fatto vedere una squadra costruita per fare bene in ogni campo. Abbiamo fatto vedere cosa sappiamo fare. Soffrendo 15’ e poi tirando fuori la testa e facendogli paura. E quasi la portavamo a casa. Come dice Destro, la strada è giusta”.

di Raffaele Vitali

FERMO - ‘Cremona non perdona’, se gioca. Ma l’attaccante della fermana vive una sua esistenza zen e ha trovato equilibrio, che sia dentro o fuori dal campo in erba.

Cremona, ma lei non sarebbe più utile in campo dall’inizio quando bisogna stancare gli avversari?

“Domenica a Reggio Emilia la coppia Sansovini-Lupoli ha corso in modo incredibile. Vedere due attaccanti con quei numeri, quella carriera, fare diagonali difensive dà quel qualcosa in più a tutti. La mia panchina la vivo così, con davanti a me due che danno tutto. E quindi in settimana devo fare ancora qualcosa di più per poter giocare”.

È forte questa Fermana?

“Abbiamo fatto vedere una squadra costruita per fare bene in ogni campo. Abbiamo fatto vedere cosa sappiamo fare. Soffrendo 15’ e poi tirando fuori la testa e facendogli paura. E quasi la portavamo a casa. Come dice Destro, la strada è giusta”.

Ma non è che correndo troppo poi fare gol è difficile?

“Si fa un po’ più fatica sotto porta. Ma in questo momento ci serve questo apporto per raccogliere poi i frutti. Lavorare è la strada per arrivare. Così è stato un anno fa. Ad Agnone perdemmo 3-2 con due gran gol di Molinari, a Pesaro faticammo e poi vincemmo. E vedrete che il gol arriverà”.

Con chi?

“Magari con valentini. Così visto che gli attaccanti danno tutto anche dietro, così farà il portiere in attacco” dice sorridendo.

Pesa la mancanza di gol?

“Ognuno di noi vive per quella palla in rete. Sono emozioni uniche e ogni gol è frutto di sacrificio. Non è che pesa, perché uno sa che prima o poi arriverà. Se poi vinciamo 1-0, che segni Misin o Sansovini siamo tutti felici. L’importante è buttarla dentro. È questione di centimetri che prima o poi torneranno dalla nostra parte”.

Un anno fa e oggi, cosa cambia?

“Un anno fa con dieci occasioni facevi due gol, oggi sbagli una volta e prendi gol. La differenza di categoria è questa. Al minimo errore puoi prendere gol e viceversa. E poi i ritmi sono diversi”.

E anche i difensori sono forti.

“Non c’è più la C2, è una C1. Quindi è proprio un salto totale, in ogni ruolo. Ma noi lo reggiamo comunque e ogni gara la giochiamo sapendo fare quello per cui ci siamo preparati”.

Oggi sorride Cremona, ma quel 31 agosto…

“Tutti volevamo che arrivasse qualcuno di alto livello. Ci alleniamo in 30 e devi correre, non puoi più non avere voglia di fare l’allenamento. E se il livello lo alzi durante la settimana, sarai così in campo. Luca Cremona è tranquillo, io entro solo per dimostrare quello che valgo per il bene della Fermana. La forza è avere equilibrio, avere il proprio equilibrio. Questo mi permette di dare anche in 5’ il massimo”.

Due anni fa c’era chi voleva la sua testa, oggi lei è quello che gioca sempre.

“Due anni fa sbagliammo tante cose tutti quanti. Ma abbiamo saputo rimettere in carreggiata la macchina. Sono fiero di fare parte di questo gruppo. Nel momento in cui tireremo fuori quello che abbiamo dentro, allora sarò orgoglioso di ogni cosa, oltre che del mio gruppo. Noi siamo fratelli dentro lo spogliatoio. Il problema di uno è di tutti, perché ci aiutiamo a risolverlo”.

@raffaelevitali

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