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Un tiro, un gol: si perde così al Recchioni. Fermana, applausi ma zero punti

valentinisolo

Cresce la Fermana, che attacca però solo sulla fascia destra. Ma segnare, con un lampo al 31’, è il Bassano: Bianchi avanza, palla a Grandolfo che di sponda gliela rimette nei piedi a mezz’altezza: botta e gol, con il pallone che sfila a un metro dalle mani di Valentini.

di Raffaele Vitali

FERMO - Se non tiri, non segni. Se non segni, non vinci. Se il tuo avversario una sola volta centra lo specchio e segna, perdi. È il calcio, è Fermana – Bassano. Lottare non basta per vincere, ma serve per far crescere l’amore dei tifosi per questo gruppo.

Flavio Destro cambia tutto, ma non il modo di giocare. Dentro Cremona e Lupoli con Petrucci per un attacco scoppiettante, difesa con Clemente che si riprende la fascia destra permettendo a Iotti di correre sull’amato lato sinistro, Benassi centrale e Gennari in tribuna, fermato da un infortunio, e a centrocampo spunta Franchini per spingere e coprire quando si stacca Iotti. Il Bassano è nato per stare in alto, non potrebbe essere diversamente visto che il patron è Rosso, mister Diesel. Sognava il Milan il re dei jeans, ma poi sono arrivati i cinesi e così ecco che ha deciso di investire sulla squadra della sua città, lasciandone la gestione al figlio.

Il primo vero brivido arriva al 20’. Ma non è un tiro. Cremona si scontra in aria con un avversario. Testa contro testa. Cade a terra e resta fermo. L’arbitro non ferma subito il gioco, ma quando un compagno si avvicina per scuoterlo capisce che è il caso di far entrare il massaggiatore. Acqua, ghiaccio sul collo, un piccolo sbandamento e si riparte. Solo paura.

I due minuti passati ad aspettare che il bomber si riprendesse servono alla Fermana per riordinare le idee e togliere il pallino del gioco dai piedi del Bassano, che non impensierisce Valentini ma fa correre tutti i canarini dietro il pallone. Azione corale e tiro da fuori area di Petrucci per il primo ‘ohhh’ del pubblico, che ha risposta in buon numero nonostante le 15 di un mercoledì lavorativo. Cresce la Fermana, che attacca però solo sulla fascia destra. Ma segnare, con un lampo al 31’, è il Bassano: Bianchi avanza, palla a Grandolfo che di sponda gliela rimette nei piedi a mezz’altezza: botta e gol, con il pallone che sfila a un metro dalle mani di Valentini. Il portiere si è tuffato in ritardo, forse coperto dal compagno al momento del tiro del centrocampista di mister Magi.

Si attende solo il fischio di fine primo tempo quando Iotti, in contropiede, si ferma da solo. Caviglia girata e Destro che fa iniziare il riscaldamento alla sua panchina. Ma è un falso allarme, perché nel secondo tempo, dopo il the caldo rientra lo stesso 11, incluso Franchini, spaesato sulla corsia di Destra in un centrocampo che passa da tre a quattro in base ai movimenti di Petrucci. Ci vogliono 11’ prima che Sperotto prenda il posto di Clemente e Maurizi quello di Franchini, che esce con le sue autoreggenti gialle usate al posto dei normali calzettoni. Due cambi per non cambiare, a parte Iotti che torna a sinistra come nelle prime partite di campionato: Destro insiste con il suo piano partita fatto di passaggi laterali e costante bypass del centrocampo muscolare schierato.

Attaccano i gialloblù, spingono, costruiscono ma raccolgono solo calci d’angolo. Che diventano 11 a inizio ripresa, contro l’unico del Bassano. Ma non uno ha prodotto una parata di Grandi. È cambiato il match, passaggi brevi e controllo del campo da parte del Bassano, ricerca del gol per la Fermana che si affida a Petrucci e al suo dribbling secco che in due minuti lo portano vicino al gol.

Corre molto di più la squadra di Destro, strapotere fisico, che mette in campo Sansovini sperando nel guizzo del bomber. Da rivedere l’arbitro, spesso in ritardo nei fischi, a cominciare dal giallo dato al portiere ospite per perdita di tempo. Non solo lo dà dopo troppi richiami, ma riesce a fermare il gioco dopo che ha calciato, facendo così perdere un altro minuto.

La mossa della disperazione per il tecnico è Da Silva in mezzo al posto di Grieco. Un modo per variare la costruzione del gioco e non essere prevedibili e legati all’unico uomo che sa saltare l’avversario, Petrucci. Finisce meglio di come hanno iniziato i gialloblù, vedi anche il pallone che scorre a un metro da piede di Lupoli dentro l’area piccola del Bassano, lo ‘scorpione’ di Maurizi o il gol annullato al 93’, ma resta lo zero nella casella tiri in porta e la consapevolezza che la Fermana dopo i cambi è stata indubbiamente meglio di quella schierata inizialmente.

L'ANALISI DI MAGI: FERMANA FORTE E COMPATTA

@raffaelevitali

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